Avvelenamento da farmaci: quattro errori da non fare per tutelare i bambini
Metà delle chiamate al centro antiveleni e al pronto soccorso Usa per casi di bambini sotto i cinque anni che hanno ingerito accidentalmente dei farmaci è causata da quattro errori comuni. Ecco quali
Pillole estratte dalle confezioni originali e messe in contenitori portapillole facili da aprire, pillole lasciate sfuse su un comodino, pillole messe in sacchettini di plastica o altri contenitori da viaggio, pillole andate perse dopo essere cadute a terra, sono le circostanze maggiormente a rischio di avvelenamento accidentale nei bambini sotto i cinque anni. La metà dei casi delle 400.000 chiamate al centro antiveleni e delle 50.000 visite al Dipartimento di emergenza negli Stati Uniti ogni anno sono riconducibili a casi in cui un adulto ha rimosso i farmaci dai contenitori a prova di bambino. Lo ha registrato uno studio condotto dai Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) In un comunicato, l'autore senior dello studio Daniel Budnitz, della Divisione di Promozione della qualità della salute dei Cdc, sottolinea la necessità di «porre maggiore enfasi sull'incoraggiare gli adulti a conservare i medicinali in contenitori con caratteristiche a prova di bambino» ma anche di sviluppare «opzioni innovative di contenitori per farmaci che promuovono l'aderenza degli adulti e forniscono portabilità e praticità, pur mantenendo la sicurezza dei bambini».
Gli errori più comuni
Lo studio ha descritto le quattro situazioni più comuni in cui i bambini piccoli erano facilitati a prende pillole che erano state tolte dai contenitori originali: · Pillole messe in organizzatori di pillole con apertura non a prova di bambino. · Pillole messe in bagagli o in altri piccoli contenitori non a prova di bambino che gli adulti portavano con sé negli spostamenti o viaggi. · Pillole lasciate fuori sui ripiani della casa o su un comodino facilmente raggiungibili. · Pillole rimaste a terra dopo essere cadute a terra.
I farmaci più a rischio
I farmaci che più facilmente venivano tenuti in contenitori non sicuri erano farmaci per disordine da deficit di attenzione/iperattività (49%) e antidolorifici da oppiacei (43%), i farmaci portati in contenitori da viaggio erano per lo più terapie per il diabete (34%) e quelli per il cuore (31%) I farmaci non soggetti a prescrizione medica erano quelli più spesso prelevati direttamente dai bambini piccoli dai contenitori originali in quanto, hanno osservato gli autori dello studio, per molti di questi farmaci non sono richiesti imballaggi a prova di bambino perché hanno un basso potenziale di tossicità. Nella maggior parte dei casi, i farmaci appartenevano ai genitori, mentre, soprattutto quelli da prescrizione che possono rappresentare un grave rischio per i bambini piccoli anche in piccole quantità (come diabete o farmaci per il cuore), apparteneva ai nonni in oltre la metà dei casi. I farmaci, precisa la comunicazione dei Cdc, dovrebbero essere conservati nella confezione originale a prova di bambino se fosse necessario rimuovere le pillole dai loro contenitori originali, utilizzare un contenitore a prova di bambino, richiuderlo in modo sicuro il contenitore dopo ogni utilizzo e tenerlo fuori dalla portata e dalla vista del bambino immediatamente dopo ogni utilizzo.
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A cura di Redazione Farmacista33
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