Vitamina D, effetti della Nota 96. Aifa: in 15 mesi ridotti consumi e spesa a carico Ssn
L'introduzione della Nota 96 applicazione ha comportato una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in nota di quasi il 30%
L'introduzione della Nota 96 che limita la prescrizione a carico del SSN dei farmaci per la "prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D" (colecalciferolo, colecalciferolo/Sali di calcio, calcifediolo) nei primi 15 mesi di applicazione ha comportato una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in nota di quasi il 30% (oltre 117 milioni in termini assoluti) rispetto ai periodi precedenti sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal SSN con un risparmio medio mensile di circa 7,8 milioni di euro. Questo il dato diffuso dall'Aifa sul Monitoraggio andamento dei consumi della nota relativa alla Vitamina D.
Le limitazioni imposte dalla Nota 96
Lo si ricorda, con la Nota 96 la prescrizione di questi farmaci nell'adulto (>18 anni) è limitata alle seguenti condizioni: - Prevenzione e trattamento della carenza di vitamina D nei seguenti scenari clinici indipendentemente dalla determinazione della 25(OH) D
persone istituzionalizzate
donne in gravidanza o in allattamento
persone affette da osteoporosi da qualsiasi causa o osteopatie accertate non candidate a terapia remineralizzante (vedi nota 79)
previa determinazione della 25(OH) D
persone con livelli sierici di 25OHD < 20 ng/mL e sintomi attribuibili a ipovitaminosi (astenia, mialgie, dolori diffusi o localizzati, frequenti cadute immotivate)
persone con diagnosi di iperparatiroidismo secondario a ipovitaminosi D
persone affette da osteoporosi di qualsiasi causa o osteopatie accertate candidate a terapia remineralizzante per le quali la correzione dell'ipovitaminosi dovrebbe essere propedeutica all'inizio della terapia
una terapia di lunga durata con farmaci interferenti col metabolismo della vitamina D o malattie che possono causare malassorbimento nell'adulto
Le conclusioni del monitoraggio
Queste le conclusioni del monitoraggio. Nei primi 15 mesi di applicazione della nota 96 si registra complessivamente una diminuzione dei consumi e della spesa dei farmaci in nota di quasi il 30% (oltre 117 milioni in termini assoluti) rispetto ai periodi precedenti sia in termini di confezioni erogate sia di spesa sostenuta dal SSN con un risparmio medio mensile di circa 7,8 milioni di euro. L'effetto più importante in termini economici della Nota si è avuto nei primi 12 con un risparmio medio di 9,1 milioni/mese; attualmente, si registra un effetto residuo della Nota (nei mesi 13-15) stimabile in una riduzione di circa 2,1 milioni/mese. Nell'ultimo trimestre è stato osservato un andamento stabile dei consumi e della spesa che conferma il perdurare dell'efficacia a lungo termine della Nota.
Non ci sono stati importanti aumenti dei consumi e della spesa di altri analoghi della Vitamina D non oggetto della nota: in termini percentuali abbiamo delle piccole variazioni in aumento, ma il cui valore in termini assoluti è decisamente inferiore all'ammontare economico e di confezioni movimentati dalle ATC oggetto della nota. Eterogeneo l'impatto della nota a livello delle diverse regioni: diversi sono gli scenari regionali prima dell'applicazione della nota 96, diverse le risposte osservate sul territorio dopo l'applicazione del provvedimento: ulteriori approfondimenti saranno effettuate per valutare gli outliers. L'Aifa cita la Campania dove "il mancato effetto della nota, determinato da una ripresa dei consumi, desta un preoccupante inversione del trend con un +3,2% degli ultimi 3 mesi". La classe di età 40-50 anni è quella che ha fatto registrare la maggiore riduzione dei consumi, soprattutto tra le donne.
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A cura di Redazione Farmacista33
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