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20 Gennaio 2025Paola Casarosa, membro del consiglio di amministrazione di Boehringer Ingelheim, con responsabilità dell'unità Innovazione, in un articolo pubblicato su Politico, offre una prospettiva critica sull'attuale approccio europeo all'innovazione farmaceutica

Per mettere realmente al centro i bisogni dei pazienti, la definizione europea di "bisogno medico insoddisfatto" è eccessivamente restrittiva e va modificata poiché trascura dimensioni fondamentali come la qualità della vita, il benessere psicologico e l'impatto emotivo delle malattie non letali. È uno degli aspetti critici messi in evidenza in un recente articolo su Politico, da Paola Casarosa, responsabile dell'Unità Innovazione e membro del Consiglio di Direzione presso Boehringer Ingelheim.
Nell’articolo a sua firma, Casarosa ha esplorato il ruolo dell'Europa nell'innovazione farmaceutica centrata sul paziente facendo una critica costruttiva alle attuali politiche europee, che definiscono il "bisogno medico insoddisfatto" in maniera troppo restrittiva, con una prospettiva che potrebbe limitare gravemente l'innovazione nel settore. Questa definizione non solo rischia di trascurare aspetti importanti come la qualità della vita e il benessere psicologico, ma ignora anche il carico emotivo e personale che le malattie non letali possono avere sui pazienti.
Casarosa sottolinea l'importanza di un approccio più inclusivo ed empatico, che ascolti direttamente i pazienti per capire cosa effettivamente manca nelle loro opzioni di trattamento. L'integrazione di questo feedback nelle fasi di ricerca e sviluppo è cruciale per orientare l'innovazione verso soluzioni veramente efficaci e rispondenti ai bisogni reali.
L'articolo prosegue discutendo come, nonostante la riduzione degli investimenti in R&D in Europa negli ultimi decenni, sia essenziale per il continente mantenere una posizione di leadership nell'innovazione farmaceutica mondiale. Casarosa invita a una riflessione sulle politiche attuali e suggerisce che l'Europa debba prendere decisioni coraggiose per garantire che le tecnologie e i trattamenti del futuro siano non solo sviluppati, ma anche rapidamente disponibili ai pazienti europei.
Con un tono ottimista ma realistico, l'intervento della dottoressa si conclude sottolineando come il progresso scientifico, guidato da un approccio centrato sul paziente, possa potenzialmente trasformare il trattamento di molte malattie e migliorare significativamente la vita di milioni di persone. L'auspicio è che l'Europa possa riaffermare il suo ruolo come epicentro dell'innovazione farmaceutica, attraverso scelte politiche informate e una maggiore attenzione ai bisogni reali dei pazienti.
Fonte:
https://www.politico.eu/sponsored-content/patient-centered-innovation-can-europe-lead-the-way/
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