farmaci equivalenti
07 Settembre 2026In base alle stime di Egualia le scadenze brevettuali nel triennio 2026-2028 dovrebbero garantire alle casse dello Stato un risparmio di 1,2 miliardi di euro

Secondo il centro studi di Egualia le scadenze brevettuali di farmaci che avranno luogo nel triennio 2026-2028 dovrebbero garantire alle casse dello Stato un risparmio di circa 1,2 miliardi di euro. Ne dà notizia, oggi, Affari e Finanza di Repubblica, che riporta anche il commento del presidente di Egualia Riccardo Zagaria: «Le prossime scadenze brevettuali rappresentano una grande opportunità per il Servizio sanitario nazionale perché arriveranno a scadenza medicinali importanti e relativi ad aree terapeutiche a larga spesa. Tutto questo fa parte del normale ciclo dell’innovazione farmaceutica, in cui la riduzione del costo delle terapie mature consente di liberare risorse da destinare anche all’accesso alle nuove terapie».
Si calcola che tra il 2016 e il 2024 i farmaci equivalenti abbiano garantito oltre 7 miliardi di risparmi al Ssn, anche se resta ingente, superiore al miliardo, la spesa sostenuta di tasca proprio dai cittadini per acquistare il farmaco branded, per quanto a brevetto scaduto, come conferma il recente Rapporto Osmed.
L’analisi di Zagaria parte dal presupposto - più volte manifestato da Egualia - che il comparto industriale degli equivalenti è a forte rischio di sostenibilità, a maggior ragione dopo che la congiuntura internazionale, negli ultimi anni, ha provocato un aumento generalizzato dei costi di produzione: materie prime, logistica, assicurazioni.
Un ulteriore timore è legato al progetto di Aifa di mettere mano a una revisione del Prontuario farmaceutico, finalizzato a un contenimento della spesa farmaceutica pubblica, a partire proprio dal prezzo di rimborso dei generici. Ipotesi considerata da Egualia deleteria per il comporto. A quanto pare l'Agenzia sta tornando sui suoi passi, anche se, per Zagaria «resta un problema strutturale: per alcune molecole a prezzo molto basso diventa sempre più difficile mantenere economicamente sostenibili produzione e commercializzazione».
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