Omeopatia
01 Ottobre 2026Nel primo semestre del 2026 il comparto registra una contrazione superiore a quella del mercato della farmacia. Le imprese segnalano rincari e tempi di approvvigionamento più lunghi. Nencioni chiede un quadro regolatorio chiaro e informazioni approvate per cittadini e professionisti sanitari.

Il mercato italiano dei medicinali omeopatici registra nel primo semestre del 2026 una flessione del 9,8% a volume. Secondo Omeoimprese, l’associazione che riunisce le aziende produttrici e distributrici di medicinali omeopatici e antroposofici in Italia, sul comparto pesano due criticità: l’aumento dei costi di produzione e approvvigionamento, legato allo scenario economico e geopolitico, e le condizioni normative e regolatorie nazionali. L’associazione chiede un riequilibrio delle regole, con particolare attenzione alle informazioni autorizzate disponibili per cittadini e professionisti sanitari.
"Stiamo attraversando una fase particolarmente complessa", afferma Silvia Nencioni, presidente di Omeoimprese. "Da una parte le imprese devono assorbire pressioni crescenti sui costi di produzione, sugli approvvigionamenti e sulla logistica; dall’altra continuano a confrontarsi con un quadro normativo che presenta rigidità e nodi ancora irrisolti. Sono due piani diversi, ma oggi finiscono per sommarsi e incidere sulla capacità del settore di operare e svilupparsi".
Il primo fronte riguarda la produzione. Il comunicato richiama le tensioni geopolitiche e l’instabilità dei mercati internazionali, con ricadute sui costi di materie prime, energia, trasporti e materiali per il confezionamento. La filiera omeopatica utilizza materie prime di origine vegetale, minerale e animale e dipende da una rete articolata di fornitori.
Nei mesi scorsi alcune imprese associate hanno segnalato aumenti dei costi del packaging in plastica fino al 7% e del vetro del 3%, oltre a maggiorazioni per logistica e trasporti legate al rincaro dei carburanti. Per una delle aziende del comparto, i corrieri hanno introdotto un Contingency Fuel Adjustment, una maggiorazione legata al carburante, pari al 3,8%.
Si allungano anche i tempi di approvvigionamento. Per alcuni materiali, come l’alluminio, le consegne sono passate da sei a nove settimane, mentre gli orizzonti di programmazione richiesti dai fornitori si sono estesi dai precedenti quattro-sei mesi fino a nove-dodici mesi. Secondo l’associazione, queste condizioni impongono una revisione della programmazione produttiva, delle scorte e dell’organizzazione logistica. Se dovessero protrarsi, potrebbero aumentare ulteriormente i costi e incidere sulla regolarità e puntualità delle forniture.
Alla pressione sui costi si affianca il tema regolatorio. Secondo quanto riportato nel comunicato, nessun medicinale omeopatico attualmente autorizzato dall’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) dispone di indicazioni terapeutiche approvate. L’associazione richiama il confronto con Francia e Germania, dove strumenti specifici di valutazione hanno consentito ad alcune specialità di riportare ambiti di utilizzo, posologia e informazioni approvate per il paziente.
Omeoimprese sostiene inoltre che la normativa italiana contempli la possibilità di definire un percorso autorizzativo che tenga conto delle caratteristiche e della tradizione omeopatica praticata nel Paese, ma che questa possibilità non sia stata finora resa operativa. Il risultato, nella lettura dell’associazione, è una disponibilità di informazioni più limitata rispetto ad altri comparti del mercato farmaceutico, con conseguenze anche per cittadini e professionisti sanitari alla ricerca di riferimenti autorizzati.
"Non chiediamo regole meno rigorose - sottolinea Nencioni. - Chiediamo un quadro chiaro, coerente e capace di riconoscere le specificità del comparto, nel pieno rispetto delle garanzie previste per tutti i medicinali. L’informazione corretta non è soltanto uno strumento di mercato: è una condizione necessaria perché cittadini e professionisti possano orientarsi in maniera consapevole".
La contrazione del comparto si inserisce in un mercato della farmacia che presenta un andamento differente. Secondo i dati IQVIA citati nel comunicato, nei primi mesi del 2026 il mercato retail della farmacia italiana è cresciuto del 3,6% a valore, mentre il Consumer Health è rimasto sostanzialmente stabile, con un +0,1%. I volumi complessivi del mercato hanno registrato una riduzione dell’1,5%, più contenuta rispetto al −9,8% dei medicinali omeopatici.
Il comunicato richiama anche i dati del Rapporto OsMed 2025, pubblicato da Aifa nell’agosto 2026: la spesa farmaceutica complessiva italiana ha raggiunto 39,3 miliardi di euro, in aumento del 6% rispetto al 2024, mentre quella pubblica si è attestata a 28,4 miliardi, con una crescita del 5,8%. Nell’assistenza convenzionata il consumo medio è aumentato dell’1% rispetto all’anno precedente.
Su questo scenario Omeoimprese introduce il tema dell’appropriatezza, richiamando le recenti riflessioni del farmacologo Silvio Garattini sulle ragioni dell’aumento dei consumi, sul rischio di utilizzi non necessari e sul ruolo della prevenzione e dei corretti stili di vita nel ridurre il ricorso improprio ai medicinali.
L’associazione collega la riflessione al paradigma One Health, che considera in modo integrato la salute delle persone, degli animali e degli ecosistemi, e alla promozione della prevenzione, dell’appropriatezza e dell’uso responsabile delle risorse terapeutiche. Richiama inoltre il contrasto all’antimicrobico-resistenza, che passa anche attraverso un impiego più prudente e consapevole degli antimicrobici.
"È proprio questo contrasto che deve farci riflettere - conclude Nencioni. - Mentre cresce l’attenzione verso prevenzione, appropriatezza e uso responsabile dei medicinali, un comparto che può contribuire alla pluralità degli approcci terapeutici registra una contrazione molto più forte rispetto al mercato nel suo complesso. Non si tratta di contrapporre un modello di cura a un altro, ma di creare le condizioni perché le diverse opzioni riconosciute dall’ordinamento possano essere conosciute e valutate all’interno di un quadro regolatorio chiaro e di un’informazione corretta. È anche dalla capacità di integrare strumenti diversi, nel rispetto delle rispettive indicazioni e del ruolo dei professionisti sanitari, che passa una visione più ampia e responsabile della salute".
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