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Farmacisti

25 Gennaio 2024

Osservatorio Vaccini: farmacisti proattivi ma restano criticità su formazione, organizzazione e carenza di personale

Presentati a Roma i risultati dell’indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio "L'evoluzione della pratica vaccinale sul territorio”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi

di Francesca Giani


Osservatorio Vaccini: farmacisti proattivi ma restano criticità su formazione, organizzazione e carenza di personale

Un cittadino su dieci dichiara che il proprio farmacista ha provato a convincerlo a vaccinarsi contro il Covid-19. Questo dato mette in rilievo come la farmacia sia un presidio fondamentale per l’efficacia delle campagne vaccinali, ma, per valorizzare appieno tale figura, restano alcune criticità da superare, tra cui la carenza di personale e l’esigenza di mettere in campo una organizzazione sostenibile. Sono questi alcuni dei risultati dell’indagine condotta nell’ambito dell’Osservatorio "L'evoluzione della pratica vaccinale sul territorio”, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la regia di Edra, che oggi è stato presentato presso il Centro studi americano.  

Per valorizzare prevenzione dare slancio alla vaccinazione in farmacia
«Solo il 5% delle risorse destinate alla sanità» è stato l’intervento introduttivo di Andrea Mandelli, Presidente Fofi, «converge verso attività di prevenzione. In questa direzione, la vaccinazione riveste un ruolo fondamentale, ma si tratta di un ambito che va ulteriormente valorizzato. Sul territorio, già oggi è andato affermandosi un approccio sinergico a vantaggio del paziente, che vede Medici di medicina generale, Pediatri di libera scelta e farmacisti operare fianco a fianco. Le sfide della sanità, il rilancio del territorio richiedono nuove evoluzioni e in questo senso non possiamo che ribadire come i farmacisti siano pronti a tracciare, insieme agli altri attori, le linee del futuro. Il Milleproroghe, che sta compiendo i propri passaggi parlamentari, ha registrato una serie di importanti emendamenti finalizzati ad allargare le vaccinazioni in farmacia, che non hanno poi trovato spazio. Non era forse lo strumento legislativo più idoneo, ma è evidente come la riflessione sia viva anche in Parlamento. La strada è segnata e richiede l’impegno e la convinzione di tutti, perché il futuro non è tra cinque anni, ma è dietro l’angolo».  

Occorre “gettare ponti” e superare logica a silos
La farmacia, d’altra parte, aggiunge Luigi D’Ambrosio Lettieri, Presidente della Fondazione Cannavò e Vicepresidente Fofi «è ormai una imprescindibile porta di ingresso per il Ssn». Il rilancio della sanità non può che tenere conto di tale «tappa evolutiva e, in questa direzione, siamo convinti della necessità di implementare e sviluppare ulteriormente le sinergie tra tutti gli operatori dell’assistenza e della presa in carico. Il sistema sanitario ha sinora operato secondo la logica dei silos, ma, oggi, è quanto mai necessario costruire ponti tra i vari soggetti. Nasce da qui l’idea alla base dell’Osservatorio, un importante luogo e strumento di analisi e di confronto». L’Osservatorio, realizzato da Fondazione Cannavò e Fofi, con la collaborazione di Federfarma, Assofarm, Sifo, Fenagifar, Università Bocconi, Cittadinanzattiva, Fimmg e Fimp, si pone «l’obiettivo di individuare i bisogni dei cittadini, rilevare le esigenze degli operatori, a partire dai medici, pediatri e farmacisti, registrare le criticità presenti, così da farne oggetto di valutazione, anche con l’intervento, laddove necessario, presso il decisore politico».  

La farmacia è asset importante per la capacità di differenziare il messaggio
Un primo passo è proprio l’indagine realizzata, attraverso il punto di vista del cittadino, del farmacista e dei medici del territorio, nel corso del 2023 e presentata oggi. Molti sono i dati che emergono ma, di particolare rilievo, è «il tema della fiducia» spiega Erika Mallarini. «La vaccinazione, oggi, vede un importante calo rispetto alla fase pandemica. Le ragioni che hanno spinto i cittadini a vaccinarsi contro il Covid-19 sono state in molti casi di natura valoriale, non legate, quindi, a principi scientifici o razionali. La maggior parte dei rispondenti dichiara, non a caso, di essersi vaccinato per tutelare i propri familiari, la collettività o per paura». Da qui discende «la rilevanza dei soggetti che vaccinano - del medico e farmacista -, che non si esprime solo in termini di capillarità del servizio, ma soprattutto di patrimonio di fiducia. Il percorso che porta il paziente ad aderire alla vaccinazione trova giovamento anche dalla sistematicità di un rapporto costruito nel tempo e questo elemento va tenuto in considerazione nella costruzione del messaggio attorno al vaccino. MMG e farmacista possono avere un ruolo ancora più attivo nel veicolare le informazioni ai pazienti e possono ulteriormente migliorare l’efficacia della comunicazione».  

Più attenzione a carenza del personale e a sostenibilità
Un secondo aspetto, «che rappresenta una ulteriore linea di riflessione, è la necessità di individuare modalità di approccio differenziate a seconda dell’età, del livello socioculturale, della condizione lavorativa del cittadino. In questo senso la Farmacia rappresenta un asset fondamentale, in quanto per natura è inclusiva ed è in grado di clusterizzare i messaggi che rivolge alla popolazione». Andando ad analizzare il percepito del farmacista, però, emerge qualche criticità di cui occorre tenere conto: «I farmacisti sono più che pronti e aperti alla vaccinazione, ma vanno anche messi nelle condizioni di poterla affrontare in maniera coordinata – integrata cioè nelle strutture del Ssn – e soprattutto sostenibile. L’esperienza condotta sinora ha mostrato come, per vaccinare in farmacia, servano dai quattro agli otto collaboratori e spazi dedicati. In questo, l’evoluzione normativa ha dato una prima risposta, permettendo di costituire delle reti tra farmacie. Ma questi strumenti, nelle realtà territorialmente disagiate, presentano comunque complessità. C’è, poi, per tutti, un grosso problema di carenza di personale, su cui occorre attivarsi a livello di sistema». Spostando lo sguardo verso gli altri attori del territorio, «tra pediatri e medici di famiglia, emerge come le farmacie e i farmacisti siano ormai riconosciuti come presidi sanitari a tutti gli effetti. La prossimità viene colta come elemento di vantaggio per il paziente e l’integrazione come opportunità organizzativa».
Ma risulta «necessario favorire ulteriormente la collaborazione interprofessionale anche attraverso il FSE, che deve includere le informazioni vaccinali e deve essere reso accessibile al farmacista».
Infine, a essere evidenziata è anche «l’esigenza di una formazione più approfondita, lungo tutta la filiera, che vada a coprire non solo gli aspetti scientifici, tecnico-professionali, ma anche e soprattutto organizzativi e comunicativi».



TAG: FONDAZIONE CANNAVò, LUIGI D’AMBROSIO LETTIERI, ANDREA MANDELLI, VACCINAZIONE IN FARMACIA, FOFI, VACCINI

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