Terapia Car-T, evolve il ruolo del farmacista ospedaliero: l’esperienza Uk
Con l'introduzione di terapie innovative il farmacista vede cambiare il suo ruolo all'interno della farmacia ospedaliera. Il caso inglese nelle terapie Car-T
Con l'introduzione di terapie innovative il farmacista vede cambiare il suo ruolo nella all'interno della farmacia ospedaliera. Per capire meglio l'evoluzione del lavoro quotidiano nella gestione delle terapie avanzate, The Pharmaceutical Journal, in un recente articolo online, riporta la testimonianza di Jackie Chappell, farmacista del King's College Hospital (Kch) a Londra, struttura che all'inizio del 2019, è diventata il primo ospedale nel Regno Unito a fornire la terapia con cellule T (Car-T). L'ospedale è autorizzato a trattare gli adulti con linfoma e, ad oggi, sono stati trattati 50 pazienti. «Dopo aver lavorato per 22 anni a capo del team di farmacisti in oncologia» spiega Chappell «oggi ho un nuovo ruolo di consulente farmacista specializzato in ematologia e medicinali per terapie avanzate (Atmp) che include terapie Car-T. Sono responsabile dello sviluppo e della gestione dei servizi di farmacia relativi a questo trattamento». Si tratta di un ruolo impegnativo: dalla creazione di politiche e procedure per tutti gli aspetti del servizio, all'ordinazione del prodotto Car-T; dalla gestione economica alla organizzazione della chemioterapia ponte. Prosegue la Chappell: «Supervisiono lo stoccaggio, l'erogazione e la somministrazione dei prodotti. Questi prodotti devono essere conservati a temperature ultra-fredde (<150 ° C) in azoto liquido in fase vapore. Al momento non siamo in grado di conservarli nel dipartimento di farmacia, quindi sto lavorando con il nostro laboratorio di cellule staminali, dove sono attualmente conservati». Inoltre «gestisco i medicinali, monitoro il paziente dopo l'infusione e gestisco le tossicità». Per imparare e mettere a punto queste nuove procedure «ho fatto diversi training insieme a tutto il team della farmacia: è, infatti, indispensabile che ci siano farmacisti in grado di lavorare anche in mia assenza».
Chappell lavora anche a livello nazionale per aumentare la conoscenza dei colleghi in questo settore emergente. Inoltre, conclude, «faccio parte del gruppo di lavoro Pan Uk Atmp Pharmacy Working Group, e coordino il sottogruppo clinico. Questo ci permette di condividere le diverse esperienze e produrre raccomandazioni nazionali che saranno pubblicate dallo Specialist Pharmacy Service». Infine sfida i colleghi a conoscere meglio questo nuovo settore: «La terapia Car-T è solo la punta dell'iceberg; visto il numero di terapie avanzate (Atmp) in arrivo, spingo tutti i farmacisti interessati a saperne di più».
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A cura di Simona Zazzetta
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