Farmacisti
27 Aprile 2020Partecipando al webinar Edra sui "Nuovi modelli per la Governance delle cure", Luca Pani - ex dg Aifa e docente alle Università di Miami e Modena-Reggio Emilia - mette in guardia dalle conseguenze psichiche di questo lungo periodo di quarantena.
«Al momento però, gli psichiatri sono molto preoccupati per tre aspetti: il primo è l'effetto sul cervello dei singoli, che vede un peggioramento dei disturbi psichiatrici con l'aumento dell'uso di ansiolitici e la manifestazione di disturbi anche in coloro che non avevano sintomi e hanno iniziato a mostrarli (per esempio i disturbi del sonno); altro aspetto è l'impatto di questa epidemia sul comportamento globale e la percezione del rischio che mostreranno gli individui, per esempio gli adolescenti; terzo aspetto di interesse è come sia possibile che molti di coloro che governano questa dinamica unica non abbiano fatto dei passi indietro quando si sono accorti di aver gestito alcune situazioni in modo non corretto. Questo aspetto in un Paese come la Germania non c'è stato: la regia nazionale e la competenza nazionale degli istituti preposti è stata completamente diversa da altri Paesi occidentali, insieme alla gestione del territorio».
Altra preoccupazione, sulla possibilità che entrino in funzione «dei meccanismi di rimozione e quindi riusciremo a dimenticarci troppo in fretta di questa pandemia».
Sul fronte del vaccino per il virus, Pani afferma infine che «i primi dati arriveranno verso giugno e verosimilmente verso fine anno avremo le prime risposte immunitarie; poi bisogna capire se il virus non muta con la nuova stagione invernale e se avrà o meno la capacità di diventare più aggressivo». Vaccini a parte, grande impulso per la ricerca farmacologica, a livello globale. Pani ricorda che attualmente sono in fase di studio 45 anticorpi monoclonali, 20 antivirali e 12 terapie cellulari. Solo poco più di una decina i farmaci "riorientati", cioè già esistenti e "dirottati" sul Covid, a testimoniare che questo virus richiede una farmacologia nuova.
Da parte sua Paolo Siani, pediatra e membro della Camera dei deputati, si sofferma sull'impatto di questo periodo su bambini e adolescenti: «I bambini si ammalano poco di questo virus e sembra che lo diffondano anche meno rispetto agli adulti. I bambini (10 milioni in Italia e il 16% in condizioni di povertà) sono stati gli unici dimenticati in questo periodo di pandemia. Nei prossimi giorni andremo dal Presidente del consiglio con richieste dei medici del territorio e gliele esporremo. Come riapriremo le scuole, che rassicurazioni possiamo dare? Sono molti gli interrogativi a cui dare risposte per rassicurare mamme e cittadini».
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