Calo spesa convenzionata, farmacie a rischio chiusura. Federfarma: riaprire tavolo su nuova remunerazione
Nel 2019 la spesa farmaceutica per acquisti diretti ha fatto registrare uno sfondamento del tetto di oltre 2,6 miliardi di euro con un rosso per tutte le Regioni. Federfarma: "è urgente un cambio di direzione"
Nel 2019 la spesa farmaceutica per acquisti diretti ha fatto registrare uno sfondamento del tetto di oltre 2,6 miliardi di euro, con un rosso per tutte le Regioni, mentre, ancora una volta, la convenzionata netta si è attestata a 7,7 miliardi di euro, evidenziando un decremento di 16 milioni rispetto al 2018. Dati, questi, che emergono dal monitoraggio Aifa relativo al 2019 e su cui, per Federfarma, è urgente «un cambio di direzione». Anche perché il rischio «è la chiusura di molte farmacie, non più in grado di mantenere il necessario equilibrio economico» e una deriva «commerciale».
I dati Aifa: convenzionata sotto il tetto in quasi tutte le Regioni
In particolare, secondo il Report Aifa, diffuso mercoledì, a livello nazionale la spesa complessiva si è attestata a 18,6 miliardi di euro, con uno scostamento di 1,7 miliardi, corrispondente a un'incidenza percentuale sul Fsn del 16,39%. Rispetto al 2018, quindi, la spesa totale è aumentata di circa 500 milioni, come pure lo sforamento del tetto, che ha visto una crescita di 300 milioni (nel 2018 era stato di 1,4 miliardi). Per quanto riguarda la convenzionata, si riconferma un calo complessivo e risulta al di sotto del limite per tutte le Regioni, a esclusione di Abruzzo e Campania. Quanto poi alla distribuzione diretta di fascia A, i dati, va detto, non sono completi, mancando quelli per la Toscana, ma, per il momento, il valore, nel 2019, è poco meno di 4,5 miliardi di euro, con un decremento, rispetto all'anno precedente, di 148,6 milioni (-3,2%).
Federfarma: preoccupa tenuta farmacie. Nuova remunerazione e Dpc siano leva
Proprio questa situazione, che vede la conferma del «calo della spesa convenzionata», mette in allarme Federfarma, che, in una nota, richiama l'attenzione sulla sostenibilità delle farmacie e sulla «necessità di strutturare nuovi modelli». Gli sforamenti della spesa farmaceutica diretta non sono «dovuti all'introduzione dei farmaci innovativi, peraltro finanziati con appositi fondi», ma a un sistema che non è più in grado di garantire la governance, mentre ciò di cui ci sarebbe bisogno sono meccanismi «di monitoraggio strutturati: solo l'acquisizione puntuale di dati sarà in grado di rappresentare i punti di criticità dell'intero comparto, consentendo di intervenire efficacemente». Federfarma, quindi, riporta l'attenzione sulle proposte in tema di governance, che vedono innanzitutto, un potenziamento della Dpc, a scapito della diretta: sarebbe necessario, infatti, «ritornare alla prescrizione della maggior parte dei farmaci del Pht, non soggetti a particolari controlli clinici, da parte dei medici di medicina generale e alla loro dispensazione in farmacia», anche per valorizzare la presenza della farmacia sul territorio e la sua professionalità. Un vantaggio potrebbe derivare dalla dematerializzazione e trasmissione dei dati della Dpc con le stesse modalità della ricetta rossa, per garantire «monitoraggio della spesa, verifica delle prescrizioni e appropriatezza». Ma, c'è anche il capitolo remunerazione e pharmaceutical care, con la necessità di valorizzare l'atto professionale, in modo da sganciare dal margine la tenuta della farmacia.
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A cura di Simona Zazzetta
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