Covid-19, dubbi dei farmacisti su esenzione Iva, prodotti e certificazioni. Indicazioni dalle Dogane
di Simona Chirico
Sono tanti i dubbi dei farmacisti sull'esenzione Iva sulle mascherine e altri prodotti, Fofi segnala le criticità applicative riscontrate dai farmacisti al banco
Sono diversi i dubbi relativi alla disposizione contenuta nel Decreto Rilancio che ha eliminato l'Iva per mascherine e per i principali item legati all'emergenza Covid-19 e, a destare perplessità, non c'è solo il quesito se vada interpretata come «esenzione in senso tecnico o aliquota 0», ma anche l'individuazione dei prodotti, all'interno delle diverse categorie, a cui la misura vada applicata. Sul punto c'è stato un intervento della Fofi, che ha ricapitolato, in una lettera diretta all'Agenzia delle Entrate e ai Ministeri, le criticità applicative riscontrate dai farmacisti al banco.
Da farmacisti difficoltà a individuare i prodotti su cui eliminare l'Iva
Anche a seguito dei quesiti posti da alcuni Ordini e dai farmacisti, Fofi ha inviato una richiesta di chiarimenti all'Agenzia delle Entrate e ai Ministeri, in particolare, volta a comprendere, all'interno delle diverse categorie indicate dalla Decreto, a quali prodotti vada applicata la misura dell'eliminazione dell'Iva e della successiva riduzione al 5% a partire dal primo gennaio. In particolare, a essere segnalata è che la voce «detergenti disinfettanti per mani si riferisce a una categoria di prodotti, di fatto, inesistente, poiché con il termine "disinfettante" si indica un prodotto che, per qualificarsi tale, deve essere registrato presso il Ministero della Salute come Presidio Medico Chirurgico (PMC), mentre i prodotti detergenti, nell'ambito della loro funzione, possono anche esplicare azione igienizzante, come meglio chiarito dal Ministero della Salute nella nota del 20 febbraio 2019. Il dubbio - e la conseguente richiesta di chiarimento - riguarda quindi il fatto se «oltre ai "disinfettanti", registrati come PMC, siano soggetti ad esenzione/riduzione IVA anche i prodotti "detergenti" per le mani, non disinfettanti, (inquadrabili come gel o soluzioni igienizzanti) ed in particolare se si debba fare riferimento alla presenza di alcol in tali prodotti ed eventualmente se ci sia una percentuale minima da rispettare».
Saturimetri e termoscanner: quale trattamento Iva?
Quanto alle altre categorie di prodotti, un altro dubbio ha riguardato le mascherine, in particolare, la questione se «rientrino in esenzione/riduzione IVA anche quelle chirurgiche parificate dall'Istituto Superiore di SanitaÌ (ex art. 15, comma 2, del D.L. 18/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. 27/2020) e le FFP2 e FFP3 parificate dall'Inail (ex art. 15, comma 3, del citato D.L. 18/2020)». Ma, oltre a queste, si fa anche riferimento alla «soluzione idroalcolica in litri», su cui occorre capire se «vi rientrino anche i sottomultipli allestiti in forma galenica in farmacia»; alla «strumentazione per diagnostica per COVID-19» per la quale si chiede «se ci siano anche i saturimetri (pulsossimetri e ossimetri)»; ai «termometri», con il dubbio se siano «compresi tutti quelli per la rilevazione delle temperatura corporea, inclusi i termoscanner» e infine alle «provette sterili», nella cui categoria c'è la questione se vi ricadano anche «i barattolini sterili per la raccolta delle urine».
Le indicazioni sulle importazioni dalle Agenzie delle Dogane
Sulla questione dell'Iva, c'è anche un ulteriore intervento da parte di Federfarma relativo alle importazioni. In una circolare, si riferisce che «l'Agenzia delle Dogane è intervenuta sul tema per fornire agli operatori alcuni chiarimenti allo scopo di allineare tutte le dogane periferiche a quanto previsto dal decreto rilancio». In particolare, viene segnalato che «fino al 31 dicembre, anche le importazioni dei beni indicati dal decreto rilancio sono esenti dall'IVA, con diritto di detrazione in dichiarazione ove fosse già stata assolta».
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A cura di Redazione Farmacista33
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