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04 Giugno 2020

Emendamento Dpc, Assofarm: un segnale di riforma atteso da anni


Assofarm: grande opportunità di sviluppo l'approvazione dell'emendamento che rende possibile per tutta la durata dello stato di emergenza da Covid-19, la Distribuzione per conto di alcuni farmaci

Dalle grandi crisi nascono grandi opportunità di sviluppo, da quella che stiamo vivendo scorgiamo segnali di riforma del Sistema sanitario nazionale per i quali ci battevamo da anni, come l'approvazione dell'emendamento al DL Liquidità che rende possibile, per tutta la durata dello stato emergenziale Covid-19, la Dpc di alcuni tipi di farmaci normalmente distribuiti in forma diretta dalle farmacie ospedaliere. A proporre la riflessione è Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, che nell'editoriale del Notiziario del sindacato, coglie un "elemento positivo dal terribile periodo che stiamo vivendo".

Rivedere la 405 e la remunerazione

Gizzi ricorda che il primo firmatario del testo è l'onorevole Marcello Gemmato, segretario della Commissione Affari sociali e sanità alla Camera dei deputati, e sottolinea che "della riforma della 405 si parla da anni ma solo negli ultimi tempi abbiamo assistito ad una qualche apertura istituzionale: prima la necessità di fare il tagliando alla legge, come ha recentemente affermato più di un dirigente regionale, poi un tavolo di confronto tra Farmacie territoriali e Sifo". Ma aggiunge: "Nulla di tutto questo ha però mai dato il via ad un vero processo di riforma. Ci potranno sicuramente essere state, di volta in volta, contingenze avverse, ma è anche vero che le Regioni hanno sempre avuto un forte interesse economico a fare i farmacisti in prima persona. Gli attuali assetti remunerativi - scrive - rendono di fatto impossibile la distribuzione per conto di farmaci del valore di migliaia di euro. Assetti che, sappiamo anche questo, fino a poco tempo fa erano considerati intoccabili da una parte consistente dei farmacisti titolari".

Ospedali ambienti a rischio Covid-19, territorio da valorizzare

Con l'epidemia Covid-19 nasce la necessità di sperimentare nuove vie: "Una piena presa di coscienza del fatto che gli ospedali sono ambienti a rischio per cittadini con una salute già compromessa, unitamente alla necessità di ridurre al minimo gli spostamenti urbani, hanno probabilmente suggerito un ripensamento delle modalità di accesso al farmaco da parte dei pazienti cronici o con gravi malattie. Si è forse diffusa la consapevolezza che esistono dei costi occulti (rischi sanitari connessi ad evitabili accessi ospedalieri, tempo dedicato allo spostamento residenza-ospedale) che i sostenitori della distribuzione diretta non vedevano nei bilanci meramente contabili delle Asl". "L'emendamento dell'onorevole Gemmato parla chiaro: le Regioni possono, e non devono, applicare l'opzione per conto a modalità distributive dirette, e in ogni caso ciò è possibile solo per il periodo emergenziale tutt'ora in corso. Non siamo insomma di fronte ad una riforma sistemica, quanto piuttosto ad un segnale del fatto che da sempre più parti si avverte la necessità di ripensare il sistema distributivo del farmaco convenzionato. Questa volta il segnale arriva da un contesto istituzionale di massima importanza sanitaria e, per la prima volta, è stato messo nero su bianco in un testo legislativo. Le misure emergenziali nate in questi mesi e le intuizioni strategiche che hanno ispirato a molti, diventeranno cultura sanitaria strutturale e condivisa nelle istituzioni e tra gli operatori sanitari? La risposta a questa domanda determinerà buona parte del Sistema sanitario italiano del futuro".

TAG: DISTRIBUZIONE DEI FARMACI, DISTRIBUZIONE PER CONTO, ASSOFARM, DISTRIBUZIONE DIRETTA, DISTRIBUZIONE OSPEDALIERA, COVID-19

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