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29 Giugno 2020

Convenzione e remunerazione, FarmacieUnite: integrino modifiche normative e portino farmaci e servizi in farmacia


FarmacieUnite, che rappresenta oltre 500 farmacie, chiede una nuova convenzione e una giusta remunerazione che dia autonomia alle farmacie e che sia connessa con il ritorno di tutti i farmaci in farmacia e con la farmacia dei servizi

Una nuova convenzione che tenga conto del ruolo che le farmacie hanno dimostrato di avere sul territorio, del decreto Monti, che ha portato alla apertura di nuove farmacie e dell'apertura al capitale; e una giusta remunerazione che dia autonomia alle farmacie connessa sia con il ritorno di tutti i farmaci in farmacia - ad eccezione dei farmaci che devono essere erogati sotto il controllo delle farmacie ospedaliere - sia alla farmacia dei servizi. Questa la posizione espressa da FarmacieUnite sindacato autonomo che rappresenta oltre 500 farmacie tra Veneto, Lombardia, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Piemonte e Puglia.

Convenzione: garantire professionalità e sviluppare i servizi per il cittadino

"Che le farmacie siano un presidio sanitario irrinunciabile è sempre stato chiaro ai pazienti delle farmacie, il Covid è stata solo la triste occasione per farne prendere coscienza anche a chi nel tempo ha sottovalutato il nostro ruolo e la nostra funzione sottraendo risorse alla farmacia per destinarle, ad esempio, alla distribuzione diretta" si legge nella nota. "Con le trattative su convenzione e remunerazione è giunta l'ora di presentare il conto, con la forza e la dignità di chi conosce il valore di una rete di professionisti altamente professionalizzata ed informatizzata, aspetto questo da non sottovalutare alla luce della recente attualità". La nota riporta la posizione di FarmacieUnite con le parole del presidente Franco Gariboldi Muschietti: «L'obiettivo che si vuole raggiungere è comune tra tutti i titolari delle farmacie italiane e passa dalla proposta di una nuova convenzione che tenga conto prima di tutto del ruolo che le farmacie hanno dimostrato di avere sul territorio, ma anche delle modifiche avvenute negli ultimi anni, in particolare nel 2012 con il decreto Monti che ha portato alla apertura di nuove farmacie e dell'agosto 2017 con l'apertura al capitale, per poi discutere di remunerazione e del ritorno della distribuzione attraverso la farmacia di tutti i farmaci». Le farmacie devono partecipare ai programmi di medicina preventiva, di informazione e di educazione sanitaria con «in progetti e modelli operativi reali che confermino e potenzino il ruolo della farmacia, garantendone la piena sostenibilità economica. Le farmacie devono poter vivere di dispensazione del farmaco, soprattutto in territori non favorevoli allo sviluppo del fatturato commerciale alternativo, e rispetto alle farmacie di proprietà di catene».

Remunerazione con tutti i farmaci in farmacia. No a sistema misto

Tutto questo si collega direttamente alla trattativa sulla remunerazione, prosegue Muschietti: «La giusta remunerazione deve servire a dare autonomia alle farmacie e un adeguato servizio al cittadino ed è connessa sia con il ritorno di tutti i farmaci in farmacia - ad eccezione dei farmaci che devono essere erogati sotto il controllo delle farmacie ospedaliere - sia alla farmacia dei servizi che era stata pensata come una evoluzione dell'attività professionale dei farmacisti e per erogare servizi legati alla salute dei cittadini non solo in regime privato ma anche per conto e a carico del Ssn facendo diventare la farmacia un vero presidio sanitario sul territorio, ma in realtà mai decollata». Le proposte di remunerazione mista già attuate in altri paesi europei non hanno dato i risultati attesi, il rischio è di continuare a perdere il poco margine che ogni ricetta lascia in farmacia, conclude la nota, ribadendo che FarmacieUnite è disponibile a sedersi ad un tavolo con gli attori del sistema sanitario per condividere idee e progetti.

TAG: FARMACIE, REMUNERAZIONE, FARMACIEUNITE, FARMACIE UNITE, FARMACIE TERRITORIALI

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