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22 Luglio 2020

Impatto psicologico Covid-19, il farmacista e la gestione dei disturbi mentali. Al via progetto formativo FarmaMentalCare


La pandemia e l'isolamento sociale hanno avuto un forte impatto psicologico sulle persone. Il farmacista, con la sua propensione al consiglio, può avere un ruolo di rilievo nella gestione di queste patologie

Le misure di restrizione, il conseguente impatto economico e l'isolamento sociale, ma anche la paura della malattia stessa, hanno avuto un impatto psicologico notevole sulle persone. Tutto questo, anche a mesi di distanza, sta lasciando il segno sulla salute mentale degli italiani, con aumento dei sintomi del disturbo da stress post-traumatico. Il farmacista nella veste di front office della medicina territoriale, con la sua propensione al consiglio e la formazione sul farmaco, può avere un ruolo di rilievo nella gestione di queste patologie. Se ne è parlato durante il webinar dal titolo "FarmaMentalCare, Isolamento e impatto psicologico: la salute mentale messa a dura prova, il ruolo fondamentale del farmacista", primo appuntamento, di due (il prossimo è previsto in ottobre), di un progetto formativo per farmacisti, che consente di acquisire crediti Ecm, organizzato da Edra con il supporto incondizionato di Lundbeck che ha visto la partecipazione di Luca Pani, professore ordinario di Farmacologia e Farmacologia clinica all' Università di Modena e Reggio Emilia e Chief Editor di PharmAdvances e di Riccardo Torta, professore ordinario di Psicologia clinica dell'Università degli Studi di Torino. Ai due webinar seguirà una Fad e i partecipanti avranno accesso a materiale informativo online per un supporto e ulteriori approfondimenti.

Elaborazione del lutto: vicinanza e presenza anche con mascherina e distanziamento

In Italia, tanti si sono ammalati o hanno vissuto l'esperienza di una persona cara ricoverata o deceduta, gli operatori sanitari si sono trovati in una situazione di stress lavorativo impensabile prima dell'emergenza Covid-19. In periodi di normalità, depressione e disturbi mentali rappresentano un problema di salute pubblica, data la prevalenza di queste malattie, ma ora, dopo due mesi di lockdown, depressione, ansia, insonnia e stress "da quarantena e da Covid-19", sono gli effetti psicologici avvertiti dagli italiani. «La salute mentale merita una attenzione speciale, perché c'è stato un aumento della prevalenza di depressione nella popolazione generale e in quella sanitaria. Tra le persone coinvolte direttamente nella gestione della malattia si è registrato un 50% di casi di depressione, 44% di ansia patologica, 36% di disturbi del sonno, 70% di patologia da stress» ha spiegato Torta «tra le cause un insieme di fattori psichici, come lo stato di allarme continuo, e di fattori psicosociali, per esempio l'incertezza sulle modalità di trasmissione dell'infezione virale, e in generale l'isolamento. Siamo animali sociali, e l'isolamento ha sviluppato anche idee suicidarie». L'insonnia è uno dei disturbi più frequenti in questo periodo, per la rottura dei ritmi circadiani e lo stato di stress. Vi è poi il grosso capitolo del lutto: «la morte da Covid-19 è un lutto traumatico» ha sottolineato Torta «il paziente viene portato via dall'ambulanza e poi sparisce ai suoi cari, che non possono essere presenti al momento della morte, né possono essere rassicurati sulla qualità della morte stessa. È poi mancato il rituale del lutto, la celebrazione del funerale: l'assenza delle esequie porta ad una scarsa elaborazione del lutto».

Dal farmacista indicazioni autorevoli per pazienti e caregiver

In un simile quadro, i farmacisti, professionisti della salute che più hanno contatti con il cittadino, possono ritagliarsi un ruolo che può diventare di rilievo, nell'offrire indicazioni precise e autorevoli per la gestione quotidiana dei pazienti e dei caregiver e offrire consigli educazionali per la gestione quotidiana dei problemi psicologici dovuti alla quarantena. «I servizi cognitivi in farmacia si sviluppano prima di tutto con l'aderenza alla terapia, poi con la gestione degli effetti avversi, che spesso si presentano prima degli effetti terapeutici stessi, e prevenendo l'interazione farmaco-farmaco, e integratore-farmaco» ha spiegato Luca Pani «tenendo conto che la depressione è stimata come uno dei maggiori problemi di salute nel 2030, ha senso per farmacista sviluppare le proprie conoscenze sulle patologie mentali, per offrire un aiuto concreto». Per esempio, molti dei sintomi di esordio della depressione sono sintomi più fisici che psichici «malessere generale, dolore diffuso, mal di testa ricorrente, problemi gastroenterici, scarsa energia e concentrazione, disturbi del sonno, sono quelli più comuni. Il farmacista ha la possibilità di intercettare i sintomi e rimandare allo specialista» ha proseguito Pani. Infine, il lockdown ha aumentato un circolo vizioso continuo: di incertezza, rabbia, tristezza, solitudine, angoscia, ansia, apatia, malinconia. «Questo atteggiamento in molti cittadini è rimasto anche dopo il periodo di restrizione» ha concluso Torta «per questo compito del farmacista in prima linea, è anche quello di dare una adeguata informazione anche sul Covid-19 dai farmaci a disposizione ai vaccini disponibili».

Chiara Romeo

TAG: DISTURBI MENTALI, FARMACISTI, FARMACISTA, COVID-19, SARS-COV-2

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