Vaccino antinfluenzale, Mandelli: preoccupa sempre più la mancanza nelle farmacie
Mandelli (Fofi): le dosi messe a disposizione delle Regioni sono insufficienti, o si aumenta il numero di vaccini da destinare al territorio o si deve cercare di reperire sul mercato estero dosi da importare
Le dosi messe a disposizione delle Regioni, circa 250mila, sono insufficienti a questo punto o le Regioni accettano di destinare al territorio un numero adeguato di dosi, che poi lo Stato provvederà a reintegrare, oppure si deve cercare di reperire sul mercato estero dosi da importare. Queste le proposte ribadite da Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei farmacisti, in un'intervista al Tg Studio aperto, in cui ha rilanciato l'allarme sulla situazione che vede le farmacie sprovviste delle dosi di vaccino necessarie a provvedere alle richieste delle persone che non rientrano nell'obiettivo della campagna nazionale, in un momento in cui tutta la comunità scientifica raccomanda di generalizzare il più possibile la copertura antinfluenzale.
Reperire sul mercato estero dosi da importare
«È fondamentale vaccinare contro l'influenza le categorie a rischio, ma è anche importantissimo immunizzare la cosiddetta popolazione attiva - ha sottolineato Mandeli - le persone che lavorano, che si spostano sui mezzi pubblici e che spesso sono a contatto con il pubblico, a cominciare dai lavoratori del commercio. Insomma, tutti i cittadini che costruiscono il Pil del nostro paese. Le dosi messe a disposizione delle Regioni, circa 250mila, sono insufficienti: ne occorrerebbero almeno un milione in più. Le aziende produttrici hanno scritto alla Federazione dicendo di non poter soddisfare eventuali ordini - ha proseguito Mandelli - e nel frattempo le richieste dei cittadini nelle farmacie stanno diventando sempre più pressanti. A questo punto o le Regioni accettano di destinare al territorio un numero adeguato di dosi, che poi lo Stato provvederà a reintegrare, oppure si deve cercare di reperire sul mercato estero dosi da importare. Non vedo in questo momento altre soluzioni al problema». Un problema che, se non risolto, oltre a complicare il contrasto della pandemia, rischia di generare allarme sociale, come avvenuto nel caso delle mascherine.
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A cura di Redazione Farmacista33
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A cura di Luca Guizzon (Farmacista clinico esperto in fitoterapia e galenica)