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08 Ottobre 2020

Stato di emergenza Covid-19 prorogato al 31 gennaio. Obbligo di mascherina anche all’aperto


Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio, introducendo l'obbligo di avere sempre con sé la mascherina e ampliando le circostanze in cui bisogna indossarle

Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga dello stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021, ha introdotto l'obbligo di avere sempre con sé la mascherina e ampliato le circostanze che prevedono l'obbligo di indossarle: non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma anche nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all'aperto. È quanto stabilito dal Consiglio dei ministri che si è svolto ieri.

Proroga dello stato di emergenza

Il Consiglio dei ministri, si legge nel comunicato ufficiale, "su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute Roberto Speranza, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti connesse con la proroga della dichiarazione dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19". Il testo proroga, al 31 gennaio 2021, le disposizioni già in vigore che prevedono la possibilità per il governo di adottare misure volte a contenere e contrastare i rischi sanitari derivanti dalla diffusione del virus Sars-CoV-2. In relazione all'andamento epidemiologico e secondo principi di adeguatezza e proporzionalità al rischio effettivamente presente, tali misure potranno essere stabilite per specifiche parti o per tutto il territorio nazionale e per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, comunque reiterabili e modificabili.

Uso della mascherina: obbligo anche nei luoghi all'aperto

Nelle more dell'adozione del primo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (dpcm) successivo all'introduzione delle nuove norme, e comunque fino al 15 ottobre 2020, viene prorogata la vigenza del dpcm del 7 settembre 2020. Inoltre, si introduce l'obbligo di avere sempre con sé dispositivi di protezione delle vie respiratorie, e si ampliano le circostanze che prevedono l'obbligo di indossarli. Dalla data di entrata in vigore del decreto-legge (il giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale), i dispositivi di protezione individuale dovranno essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all'aperto. Si fa eccezione a tali obblighi, sia in luogo chiuso che all'aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi. Sono inoltre fatti salvi i protocolli e linee-guida anti-contagio previsti per le attività economiche, produttive, amministrative e sociali. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Al contempo, sono fatte salve le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Da tali obblighi restano esclusi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l'uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l'uso della mascherina non sarà obbligatorio durante lo svolgimento dell'attività sportiva.

Intervento Regioni solo per misure maggiormente restrittive

Il decreto interviene anche sulla facoltà delle regioni di introdurre misure derogatorie rispetto a quelle previste a livello nazionale, nelle more dell'adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Si prevede che le regioni, nei limiti delle proprie competenze regionali e di quanto previsto dal decreto-legge n. 33 del 2020, possano introdurre temporaneamente misure maggiormente restrittive, ovvero, nei soli casi e nel rispetto dei criteri previsti dai dpcm, anche ampliative, introducendo in tale ultimo caso la previsione della necessaria "intesa" con il Ministro della salute.

Immuni, prevista interoperabilità con piattaforme europee

Sempre ai fini del contenimento del contagio, previa valutazione dell'impatto ai sensi delle norme europee sulla privacy, si prevede l'interoperabilità dell'applicazione "Immuni" con le piattaforme che operano, con le medesime finalità, nel territorio dell'Unione europea e si estende il periodo di utilizzo dell'applicazione "Immuni". Il testo differisce, inoltre, al 31 ottobre 2020 i termini per l'invio delle domande relativi ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria collegati all'emergenza Covid-19. È infine prorogata al 31 dicembre 2020 l'operatività di specifiche disposizioni connesse all'emergenza Covid, in scadenza al 15 ottobre 2020.

TAG: COVID-19, SARS-COV-2, MASCHERINE, DPCM DECRETO PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI

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