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02 Dicembre 2020

Vaccino anti-Covid, il piano strategico in Italia. Speranza: acquisti centralizzati e distribuzione gratuita


Sono otto le linee fondamentali del piano strategico dell'Italia per la vaccinazione anti Sars-CoV-2 illustrate dal ministro della Salute Roberto Speranza, la prima delle quali è l'acquisto centralizzato delle dosi

Sono otto le linee fondamentali del piano strategico dell'Italia per la vaccinazione anti Sars-CoV-2 illustrate al Parlamento dal ministro della Salute Roberto Speranza, la prima delle quali è l'acquisto centralizzato delle dosi e la somministrazione gratuita a tutti gli italiani: «Il vaccino è un bene comune, un diritto che va assicurato a tutte le persone indipendentemente dal reddito e dal territorio».

Dosi opzionate, scelta delle prime categorie da vaccinare

Il secondo asse rende concreto il primo: «L'Italia ha opzionato 202.573.000 dosi di vaccino, che rappresenterebbero una dotazione sufficientemente ampia per poter potenzialmente vaccinare tutta la popolazione e conservare delle scorte di sicurezza». È probabile, ha aggiunto che «saranno necessarie due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale. Va inoltre ricordato che non vi è ancora evidenza scientifica sui tempi esatti di durata dell'immunità prodotta dal vaccino. La scelta compiuta anche in questo caso è ispirata al principio di massima precauzione saranno necessarie due dosi per ciascuna vaccinazione, a breve distanza temporale». «Se tutti i processi autorizzativi andassero a buon fine l'Italia potrebbe contare sulla disponibilità delle seguenti dosi: per il contratto con AstraZeneca 40,38 milioni di dosi, per il contratto con Johnson & Johnson 26,92 milioni di dosi, per il contratto con Sanofi 40,38 milioni di dosi, per il contratto con Pfeizer-Biontech 26,92 milioni di dosi, per il contratto con CureVac 30,285 milioni di dosi, per il contratto con Moderna 10,768 milioni di dosi. Sono numeri ancora subordinati a processi autorizzativi - ha precisato il ministro - che non sono ancora completati».
Il terzo asse è il tempo relativo all'autorizzazione dei vaccini: «La corsa contro il tempo va di pari passo con la massima sicurezza e il pieno rispetto di tutti i protocolli di garanzia e di controllo. Disporre di vaccini efficaci e sicuri è una priorità che non può essere subordinata o condizionata da qualsiasi altro interesse». Per il ministro «la produzione e la distribuzione del vaccino non può essere regolata unicamente dalle leggi del mercato». Il quarto asse è la scelta delle prime categorie da vaccinare. «Al fine di sfruttare l'effetto protettivo diretto dei vaccini, sono state identificate le seguenti categorie da vaccinare in via prioritaria nelle fasi iniziali. Prima categoria: gli operatori sanitari e sociosanitari. Lavorando e operando in prima linea, essi hanno un rischio più elevato di essere esposti all'infezione da Covid-19 e di trasmetterla a pazienti suscettibili e vulnerabili in contesti sanitari e sociali. Seconda categoria: residenti e personale dei presidi residenziali per anziani. Terza categoria: persone in età avanzata. Un programma vaccinale basato sull'età è generalmente più facile da attuare e consente di ottenere una maggiore copertura vaccinale».

Logistica, approvvigionamento, stoccaggio di competenza del commissario straordinario

Il quinto asse è relativo a «logistica, approvvigionamento, stoccaggio e trasporto, che saranno di competenza del commissario straordinario. Nella definizione dei piani di fattibilità e delle forniture di tutte le attrezzature, strumenti e materiali necessari, sono stati considerati diversi aspetti, tra cui la catena del freddo estrema per la conservazione di alcuni vaccini o la catena del freddo standard, il confezionamento dei vaccini multidose e la necessità di diluizione. Il Commissario straordinario assicurerà anche il materiale ritenuto essenziale per lo svolgimento delle sedute vaccinali, a partire dai dispositivi di protezione. La distribuzione dei vaccini, in particolare di quelli relativi alla catena del freddo standard, avverrà con il coinvolgimento delle Forze armate, che in accordo con il Commissario straordinario stanno già pianificando vettori, modalità e logistica». Il sesto asse riguarda la governance del piano di vaccinazione, «che verrà assicurata costantemente dal coordinamento tra il Ministero della salute, la struttura del Commissario straordinario, le Regioni e le Province autonome. Nella fase iniziale della campagna vaccinale si prevede una gestione centralizzata della vaccinazione, con l'identificazione di siti ospedalieri o peri-ospedalieri e l'impiego di unità mobili destinate alla vaccinazione delle persone impossibilitate a raggiungere i punti di vaccinazione. Il personale delle unità vaccinali sarà costituito da un numero flessibile di medici, infermieri, assistenti sanitari, operatori sociosanitari (OSS) e personale amministrativo di supporto. Si stima al momento un fabbisogno massimo di circa 20.000 persone. A livello territoriale verranno stabilite la localizzazione fisica dei siti, il coordinamento operativo degli addetti, nonché il controllo sull'esecuzione delle attività». Con l'aumentare della disponibilità dei vaccini, a livello territoriale potranno essere realizzate campagne su larga scala, walk-in per la popolazione, presso centri vaccinali organizzati ad hoc e, in fase avanzata, accanto all'utilizzo delle unità mobili, il modello organizzativo vedrà via via una maggiore articolazione sul territorio, seguendo sempre di più la normale filiera tradizionale, incluso il coinvolgimento degli ambulatori vaccinali territoriali, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, della sanità militare e dei medici competenti delle aziende.

Farmacosorveglianza: in Aifa Comitato scientifico ad hoc

Il settimo asse è costituito da un moderno sistema informativo, per gestire in modo efficace, integrato, sicuro e trasparente la campagna di vaccinazione. L'ottavo asse è un'efficace farmacosorveglianza e una sorveglianza immunologica per assicurare il massimo livello di sicurezza nel corso della campagna di vaccinazione. L'Aifa, in aggiunta alle attività di farmacovigilanza che sono normalmente previste per farmaci e vaccini, promuoverà l'avvio di alcuni studi indipendenti post autorizzativi sui vaccini Covid e si doterà inoltre di un comitato scientifico che per tutto il periodo della campagna vaccinale avrà la funzione di supportare l'Agenzia e i responsabili scientifici dei singoli studi nella fase di impostazione delle attività, nell'analisi complessiva dei dati che saranno raccolti e nell'individuazione di possibili interventi».

TAG: VACCINI VIRALI, VACCINI, COVID-19, SARS-COV-2

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