Ricette dematerializzate, FarmacieUnite: blocco sistema non più ammissibile. Va reso sicuro
Il sistema di gestione delle ricette elettroniche non è ancora abbastanza stabile. FarmacieUnite: "con la dematerializzazione della ricetta bianca renderlo sicuro o tornare al cartaceo"
Il sistema di gestione delle ricette elettroniche è in esercizio da 8 anni e non ha ancora raggiunto un grado di stabilità accettabile, con la dematerializzazione della ricetta bianca si rende necessario rendere sicuro il sistema o si ritorni al cartaceo. Questa la provocazione del presidente di FarmacieUnite Franco Muschietti, lanciata nella giornata di martedì quando si è verificato "per l'ennesima volta il blocco del sistema che permette ai medici di caricare le ricette e alle farmacie di riceverle, prenderle in carico ed erogarle".
Muschietti: o si rende sicuro il sistema o si torni al cartaceo
In una nota, il sindacato indipendente sottolinea come, "che sia il Sac (sistema di accoglienza centrale) o il Sar (sistema di accoglienza regionale), quasi ogni giorno i farmacisti sono costretti a fare i salti mortali per giustificare ai cittadini disfunzioni che non dipendono da loro. Infatti, chi ne fa le spese sono i pazienti costretti a tornare in farmacia più volte per avere il farmaco che gli spetta e le farmacie che, operando da front office del sistema sanitario, non possono far altro che metterci la faccia". «Il 15 gennaio scorso - ricorda Muschietti - è stato pubblicato il Decreto ministeriale per la dematerializzazione dei farmaci non a carico del Servizio sanitario nazionale soggetti a ricetta medica ma, se questi sono i risultati del digitale, due sono le soluzioni: o si rende sicuro il sistema creando infrastrutture di supporto oppure si ritorni al cartaceo. Ma, considerando che la particolare situazione venutasi a creare col Covid19 e il buon senso non consentono di tornare indietro, chiediamo a gran voce che si metta mano ad un sistema che rivela giorno dopo giorno le sue enormi falle».
Oneri burocratici a carico del farmacista
Il sindacato denuncia "una situazione che prosegue da anni, nota a chi dovrebbe porvi rimedio ma non si vede via di soluzione: non si hanno risposte certe né sulla soluzione definitiva dei problemi che causano i blocchi del sistema né sulle tempistiche di risoluzione del blocco specifico. E i farmacisti sono stanchi di essere oberati da oneri burocratici continui e doversi quotidianamente scontrare con disservizi informatici che sembrano ormai anacronistici. Considerando il periodo di sperimentazione, sono circa 8 anni che il sistema di gestione delle ricette elettroniche è in esercizio e non ha ancora raggiunto un grado di stabilità accettabile. Quanto tempo dovremo ancora aspettare per avere un sistema stabile e sicuro?".
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A cura di Redazione Farmacista33
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