Ricetta bianca dem, Assofarm: i rischi tutt’altro che remoti. Ecco le controindicazioni per la farmacia
Ricetta bianca dem e consegna farmaci a domicilio. Schito (Assofarm) ecco rischi e controindicazioni per la farmacia italiana
In un futuro prossimo in cui l'inserimento della prescrizione in un sistema digitale potrà attivare processi automatici di consegna a domicilio del farmaco, le farmacie diventeranno l'ennesimo "servizio comodo" per il cittadino e la "prima controindicazione di questo fenomeno è che non è detto che le farmacie che forniranno questo servizio saranno le nostre farmacie, le farmacie private o comunali così come le conosciamo oggi". A lanciare la riflessione è l'editoriale al Notiziario Assofarm firmato da Francesco Schito, segretario generale Assofarm, "sui rischi che certi cambiamenti potrebbero comportare per la nostra filiera. Rischi tutt'altro che remoti".
Fenomeni nocivi per la farmacia e la cultura sanitaria
Schito ricorda che per la gestione delle ricette bianche "il medico inserirà i dati nel sistema, il paziente si recherà in farmacia col numero di ricetta bianca elettronica (Nrbe) o con il codice fiscale, e il farmacista dispenserà il farmaco prescritto". Alcuni, scrive Schito, "hanno convintamente immaginato un futuro prossimo in cui l'inserimento della prescrizione in un sistema digitale potrà attivare processi automatici di consegna a domicilio del farmaco". E aggiunge che per quanto condivisibili i "pregi di questa riforma", essa possa dare origine a "fenomeni nocivi per la farmacia e per la cultura sanitaria italiana". Parlare di sistemi distributivi a domicilio del farmaco, sottolinea "rimanda ad una più generale cultura "della comodità" davvero imperante nella nostra società, così imperante da non farci più riflettere sui possibili effetti collaterali generati da certe pratiche comode". Quando i grandi player "potranno spedire a casa del paziente farmaci prescritti online dal medico, le farmacie diventeranno l'ennesimo servizio 'comodo' per il cittadino". La prima controindicazione di questo fenomeno, scrive Schito è "che non è detto che le farmacie che forniranno questo servizio saranno le nostre farmacie, le farmacie private o comunali così come le conosciamo oggi. Dallo scorso agosto Amazon Pharmacy è un marchio registrato presso l'ufficio Ue per le proprietà intellettuali. Vale anche la pena di ricordare come da anni il nostro sistema sia oggetto di attenzioni di chi vorrebbe rendere possibili maggiori aggregazioni proprietarie e ridurre il ruolo del farmacista professionista. Una maggiore comodità di acquisto del farmaco, al di là dei risvolti sanitari della questione, non necessariamente significa un futuro più roseo per le nostre farmacie".
A rischio relazione consulenziale con paziente e pianta organica
Schito mette in guardia sul rischio di perdere il rapporto diretto col paziente e di "degradare la relazione consulenziale": "Se saremo disposti - ammonisce - a perdere il nostro unicum professionale a vantaggio di una maggiore snellezza distributiva, allora diventeremo sempre più dei logisti e sempre meno degli operatori sanitari. Esponendoci così alla competizione del mercato della logistica". Inoltre, aggiunge, "in un contesto di distribuzione automatizzata a domicilio, che senso avrebbe la pianta organica? Quanti dipendenti di farmacia sopravviverebbero ad un drastico calo dei passaggi quotidiani nel presidio fisico?". Per vincere la partita della sopravvivenza, conclude Schito, "una sopravvivenza peraltro ricca di senso sociale, dobbiamo imporre il nostro gioco. Non è il gioco della comodità, ma quello della sicurezza sanitaria, della presenza territoriale, del rapporto personale col paziente, del valore aggiunto al Servizio sanitario nazionale".
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A cura di Redazione Farmacista33
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