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24 Febbraio 2021

Vaccino AstraZeneca: 5mln dosi all’Italia entro marzo. Da Ue ipotesi di un ok d’emergenza europeo


Dopo un iniziale sprint in Italia le vaccinazioni di massa stanno frenando, un ritardo legato ai tagli delle consegne delle aziende farmaceutiche. AstraZeneca: questa settimana consegneremo 1,5 milioni di dosi

Dopo un iniziale sprint, in Italia, le vaccinazioni di massa stanno frenando: dopo aver guidato la classifica Ue nelle prime settimane di gennaio ora per numero di dosi somministrate per 100 abitanti è dietro Polonia, Slovacchia, Spagna, Francia e Germania. Un ritardo legato sicuramente anche ai tagli delle consegne delle aziende farmaceutiche. Dopo la notizia che AstraZeneca dimezzerebbe le forniture alla Europa del secondo trimestre, portando le dosi da 180 milioni a 90, è arrivata subito la risposta dall'azienda farmaceutica: "Così come annunciato la settimana scorsa, stiamo continuamente aggiornando il nostro programma di consegna e informando la Commissione europea e il Commissario Arcuri su base settimanale dei nostri piani per portare più dosi di vaccino in Europa nel più breve tempo possibile. Per quanto riguarda l'Italia, questa settimana supereremo 1,5 milioni di dosi consegnate e abbiamo l'obiettivo di superare i 5 milioni di dosi per la fine di marzo. Le date di consegna, la frequenza e il volume possono subire alterazioni dovute ai processi di produzione e alle tempistiche dei processi di controllo qualità".

AstraZeneca: difficile fare previsioni sul secondo trimestre

Nella nota AstraZeneca evidenzia: "Il contratto con la Commissione europea è stato siglato in Agosto del 2020 e in quel momento non era possibile fare una stima precisa delle dosi, che dipende dalla produttività degli impianti di produzione di un vaccino ad alta complessità biologica che non era stato mai prodotto. A questa complessità si è aggiunta una produttività inferiore alle previsioni nello stabilimento destinato alla produzione europea, e per questo non siamo ancora in grado di fornire previsioni dettagliate per il secondo trimestre. In ogni caso AstraZeneca conferma che lavora con l'obiettivo di essere in linea con quanto indicato nel contratto. Prevediamo infatti che circa la metà delle dosi previste provenga dalla catena di approvvigionamento europea nella quale stiamo continuando a lavorare per aumentarne la produttività. Il resto proverrà dalla nostra rete di approvvigionamento internazionale con l'obiettivo di consegnare all'Italia più di 20 milioni di dosi".

Commissione Ue: autorizzazione d'emergenza per i vaccini a livello europeo

Una strada per accelerare sulle immunizzazioni al Covid-19 potrebbe essere "un'autorizzazione d'emergenza a livello europeo per i vaccini" già imboccata ad esempio dal Regno Unito, e per il momento percorribile nell'Unione solo a livello nazionale, come fatto dall'Ungheria con lo Sputnik russo. La presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, porterà anche questa ipotesi al tavolo virtuale del vertice di giovedì, per testare gli umori dei leader, che nelle riunioni preparatorie e nelle lettere inviate a Bruxelles, hanno tempestato sulla necessità di una svolta su "produzione, autorizzazione e distribuzione" delle dosi di siero. La commissione europea intanto ridimensiona l'allarme circa i tagli di AstraZeneca: «Le discussioni sul programma di consegne di AstraZeneca sono in corso. L'azienda sta perfezionando il proprio piano e consolidandolo sulla base di tutti i siti produttivi disponibili dentro e fuori l'Europa. La Commissione Ue prevede di ricevere una proposta migliorata», commenta un portavoce dell'esecutivo comunitario. Von der Leyen arriverà alla discussione proponendo cinque aree su cui focalizzare il raggio d'azione, ha spiegato il vicepresidente dell'Esecutivo comunitario, Maros Sefcovic. Si va dal sostegno all'individuazione rapida delle varianti, con procedure standard, per una mappatura precisa di cosa accade in ciascun Stato membro, all'adeguamento veloce dei vaccini, anche attraverso la ricerca in un network di un centinaio di ospedali. Questo potrà stimolare nuove riflessioni sugli accordi di pre-acquisto con le varie case farmaceutiche, che in un futuro non troppo lontano potrebbero ottenere il via libera d'emergenza anche a livello europeo. Per arrivarci occorrerà un lavoro normativo, «una responsabilità condivisa tra gli Stati membri» e come ha sottolineato dal segretario di Stato portoghese agli Affari europei (presidenza di turno del Consiglio Ue), Ana Paula Zacarias, l'aspetto della sicurezza dovrà restare la stella polare.

TAG: VACCINI, UNIONE EUROPEA, COVID-19, VACCINO ANTI-COVID-19

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