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02 Marzo 2021

Nuovo Dpcm, stretta a misure di anti-Covid. Ricadute sul lavoro del nodo scuola e congedi


Aggiornamento sul nuovo Dpcm: clicca qui per leggere: Firmato nuovo Dpcm, ecco le misure confermate. In arrivo Dl sostegno per congedi familiari




Sono in corso gli ultimi confronti per arrivare alla chiusura del nuovo Dpcm sulle misure di contenimento contro il Covid-19, che varrà dal 6 marzo al 6 aprile. Rispetto al modello precedente, è confermata la stretta sulle zone rosse e tra i nodi su cui la discussione è stata più accesa c'è la sospensione della scuola in presenza, per ogni ordine e grado, in zona rossa e, indipendentemente dalla fascia di colore, a determinate condizioni. Un provvedimento che ha destato diverse preoccupazioni anche per il nodo relativo ai congedi parentali, sospesi nel 2020 per asili ed elementari, su cui il Governo è al lavoro.

Quadro complicato da varianti. Misure più restrittive nel nuovo Dpcm

Le nuove misure nascono in un quadro che rispetto a prima è complicato dalla diffusione delle nuove varianti, con interi comuni e province che sono entrati nella cosiddetta zona arancione forzato. In chiusura di questa testata, sono in corso le ultime riunioni, in particolare sul nodo scuola, ma il pacchetto di misure sembra ormai quasi del tutto definito. Il nuovo Dpcm entrerà in vigore il 6 marzo fino al 6 aprile, comprendendo il periodo della Pasqua. Come già era emerso fin dalle prime uscite del neopremier Draghi, la linea resta quella del rigore, con la divisione per fasce, e, anzi, rispetto al modello visto fino ad oggi, c'è un inasprimento delle misure di contenimento. In particolare, per le zone rosse ci sarà la chiusura per parrucchieri e barbieri e una stretta sulla possibilità di movimento. Il divieto di spostamento tra Regioni, così come è stato definito nel precedente provvedimento di Draghi, è al momento valido fino al 27 marzo, ma si va verso l'ulteriore proroga, fino quindi ad almeno il 6 aprile. Come sempre è consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione, così come gli spostamenti motivati da esigenze lavorative, ragioni di salute o situazioni di necessità. Ma, con un impatto in particolare sulle zone a prevalenza turistica, lo spostamento nelle seconde case fuori regione resta permesso solo dalle e verso le zone gialle e arancioni. In ambito regionale, in zona gialla, è permessa la visita in una sola abitazione privata, una volta al giorno, fra le 5 del mattino e le 22, per un massimo di due persone più i figli minori di 14 anni. Per ora i criteri per distinguere le aree rosse, arancioni e gialle non cambiano, ma è lasciata a un tavolo con le Regioni la discussione sui parametri da adottare per il futuro.

Fa discutere la chiusura delle scuole: ecco i possibili automatismi

Ma di maggior impatto è il nodo scuola, che più ha acceso la discussione: la linea che sembra emergere è quella di una sospensione delle lezioni in presenza delle scuole di ogni ordine e grado in zona rossa, mentre nelle altre fasce resta la facoltà per regioni e province autonome, indipendentemente dal colore, di chiudere sia le aree, anche di ambito comunale, dove siano state adottate misure stringenti di isolamento, sia tutte le aree regionali o locali, laddove si raggiungano per sette giorni consecutivi 250 casi ogni 100mila abitanti, secondo l'indicazione che era stata data dal Cts. La discussione riguarda poi i negozi: per alcuni governatori non avrebbe senso tenerli aperti se si chiudono le scuole.

Dad: preoccupano congedi parentali da rivedere. Resta la questione autonomi e precari

Collegato al nodo scuola c'è poi la questione dei congedi parentali straordinari riferiti alla didattica a distanza, che erano stati sospesi per materne ed elementari. L'intenzione è di intervenire con rapidità, ma la spesa stimata è di circa 50 milioni di euro, e tra i temi sul tappeto c'è anche quello di una rimodulazione e di un innalzamento della soglia, con una estensione della copertura per figli fino ai 16 anni e non più solo fino ai 14. Il congedo sarebbe legato ai periodi di sospensione della scuola in presenza e coprirebbe, per i dipendenti, il 50% della retribuzione. Resta da sciogliere il nodo di autonomi e precari. Non cambiano invece le regole relative alle lezioni in presenza, nelle zone in cui questo sarà possibile, che riguardano quindi nidi e infanzia, scuola primaria e secondaria, mentre per le superiori lezioni in presenza sono previste almeno al 50% e fino a un massimo del 75%.

Francesca Giani

TAG: CORONAVIRUS, COVID-19, DPCM DECRETO PRESIDENZA CONSIGLIO MINISTRI

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