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Farmacisti

31 Luglio 2021

Rinnovo Ccnl: aumento salariale, pensione integrativa, comparto sanità. Le proposte dei non titolari


In tema di rinnovo del contratto nazionale le principali esigenze sono un aumento retributivo, maggiori tutele in caso di malattia e passaggio al comparto sanità

Aumento retributivo, maggiori tutele in caso di malattia del lavoratore, incremento della contribuzione datoriale relativa alla pensione integrativa, passaggio al comparto sanità. Sono queste alcune delle esigenze, in tema di rinnovo del contratto nazionale del lavoro, che emergono da un documento del Sindacato nazionale farmacisti non titolari, Sinasfa, in cui si esprime preoccupazione per lo stato delle trattative. A essere sottolineato dal presidente Francesco Imperadrice è anche come i farmacisti non titolari, durante tutta l'emergenza, abbiano effettuato attività sanitarie, quali test, tamponi e vaccini, senza un riconoscimento economico e senza essere preventivamente consultati.

Non titolari: urgente adeguamento salariale. Stipendio fermo ci danneggia

Il contratto dei dipendenti di farmacia privata è scaduto ormai da otto anni, viene ricordato, «saltando completamente un rinnovo». A «oggi sono 121 gli stipendi che i non titolari hanno ricevuto secondo parametri economici stabiliti nel 2011». Per questo «un giusto adeguamento dello stipendio» è ormai irrimandabile. Per altro, «in questi ultimi due anni» e «in particolare nei primi mesi del 2020, siamo sempre stati in prima linea. Nonostante i rischi, abbiamo lavorato a battenti aperti e, in alcuni casi, senza dispositivi di protezione individuale, anche nelle zone rosse. Abbiamo collaborato, quando è stato necessario, nell'esecuzione di test, tamponi e vaccini, mansioni di fatto da operatori sanitari, e lo abbiamo fatto anche senza essere stati preventivamente interpellati».

Tamponi e vaccini: mansioni da operatori sanitari. Si passi a contratto Sanità

E proprio questi aspetti rappresentano un ulteriore nodo: se «la inoculazione dei vaccini contro il Covid-19 è consentita in via sperimentale fino a dicembre 2021», è molto probabile che «ci sarà una estensione temporale e che vengano inclusi anche i vaccini per l'influenza». Alla luce di questo, va ribadito che «si tratta di mansioni che non sono previste dal Contratto nazionale del lavoro, né tanto meno dal nostro percorso di studi». Da un lato, «riteniamo importante sottolineare» che va garantito il «diritto di scelta del lavoratore, senza che vi siano discriminazioni» o trattamenti non adeguati. Ma, oltre a questo, la necessità è quella di «passare al comparto della sanità privata», che permetterebbe uno «stipendio migliore e una più adatta regolamentazione normativa» delle mansioni. «Un passaggio più volte sollecitato anche dalla Fofi», alla luce delle evoluzioni della figura del farmacista e del ruolo delle farmacie.

Le altre proposte: miglioramento pensione integrativa e tutela per malattia

Tra le altre esigenze per i non titolari, il Sinasfa ricorda la piattaforma di proposte diffusa già da tempo: aumento retributivo, che tenga conto anche dei «sacrifici e della collaborazione» di questo periodo; estensione delle tutele relative alla malattia, che a oggi implica «la possibilità di essere licenziati dopo sei mesi di assenza dal lavoro», prevedendo «gli stessi diritti garantiti dal contratto Assofarm per i colleghi che lavorano nelle comunali»; il passaggio della «quota relativa a Fon.Te, la pensione integrativa, da versare da parte del titolare dall'1,05% al 2%», anche per «compensare le ricadute negative sul montante contributivo e quindi sulla pensione» dovuto al mancato rinnovo di questi anni; la costituzione di una commissione super partes per garantire l'osservanza dei diritti e delle norme del Ccnl»; la possibilità di effettuare «i corsi di aggiornamento nell'orario di lavoro», e così via. E dal Sinasfa parte una riflessione: dal punto di vista datoriale, le richieste - relative in particolare a flessibilità oraria e organizzativa, nonché diminuzione dei permessi -, sono espresse chiaramente e collegate alle evoluzioni dello scenario della farmacia di questi ultimi anni, dalla liberalizzazione oraria alla farmacia dei servizi; ma sul fronte dei non titolari «non sembra altrettanto»: avvertita come necessaria è una maggiore «condivisione interna», maggiore «conoscenza» sui nodi sul tappeto, e attenzione a raggiungere «benefici tangibili». Quello «che si scriverà nel nuovo contratto costituirà la base normativa e retributiva che potrebbe accompagnaci per parecchio tempo».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, CONTRATTI, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL)

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