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11 Maggio 2022

Epatite acuta nei bambini, prosegue ricerca su cause virali. In Italia pochi casi


In Italia al momento sono stati segnalati una ventina di casi probabili su almeno una cinquantina di segnalazioni. Le autorità sanitarie al momento non rilevano segnali preoccupanti


Quattordici paesi dell'Unione Europea hanno segnalato casi di epatite acuta di origine sconosciuta nei bambini, e le autorità sanitarie dei vari Paesi continuano a cercare di capirne la causa. Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) nel suo ultimo rapporto aggiornato al 10 maggio, indica che sono "approssimativamente 106" i casi di epatite acute pediatriche a eziologia sconosciuta rilevate in Ue dall'inizio dell'allarme scattato dopo l'aumento della diffusione della malattia nel Regno Unito. I Paesi dell'Ue o dello Spazio economico europeo dove sono stati rilevati i casi sono 14, dei quali 35 segnalati in Italia e 22 in Spagna. I casi di epatite con eziologia nota non sono stati computati nel protocollo. Nel mondo i casi segnalati, secondo l'Ecdc, sono invece 450, con 11 decessi. L'Ecdc ha affermato che sono ancora in corso le indagini sulla causa di questi casi e che rimarrà in stretto contatto con gli Stati membri, nel Regno Unito, così come con il Cdc degli Stati Uniti, dove sono in corso ulteriori indagini.

Oms ai genitori: consultare medico in caso di sintomi

Questi casi, però, non sono solo circoscritti all'interno dei confini dell'Europa. In una conferenza stampa dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) mercoledì, Philippa Easterbrook, Senior Scientist nel Global Hepatitis Programme e HIV department all'OMS, ha affermato che 228 casi, 18 trapianti di fegato e un decesso sono stati segnalati in 20 paesi dislocati in cinque regioni del globo. L'esperta ha sottolineato che i casi del virus sono ancora rari e per il momento non si è rilevato un allarme importante, ma ha suggerito che i genitori dovrebbero consultare un medico se il loro bambino ha sintomi persistenti di vomito e diarrea o sviluppano l'ittero, ovvero un ingiallimento della pelle o degli occhi.

In Italia 20 casi: non ci sono segnali preoccupanti

Per quel che riguarda l'Italia al momento è stato confermato un numero limitato di casi probabili su almeno una cinquantina di segnalazioni. Le Autorità sanitarie al momento non rilevano segnali preoccupanti. E lo stesso sta succedendo in generale anche in Europa: non sembra esserci un aumento significativo di queste forme, e i numeri delle segnalazioni dalle strutture italiane non sono in crescita eclatante. Segnalazioni che si continuano a raccogliere e in merito alle quali, sempre a quanto si apprende, uscirà a breve una nuova circolare. Resta ancora da capire che cosa possa aver provocato questi numeri in particolare in Uk e cosa c'è all'origine dell'allarme. Si indaga anche negli Usa, dove i Cdc (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie) hanno messo sotto la lente 109 casi - inclusi 5 decessi - riportati negli ultimi 7 mesi in 25 Stati, secondo l'ultimo aggiornamento dopo l'alert lanciato a livello nazionale. In più della metà dei casi è stata verificata una positività all'adenovirus, ritenuto l'indiziato principale in Inghilterra mentre il 14% dei pazienti censiti sono stati sottoposti a trapianto. All'Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito (Ukhsa), da dove è partita la segnalazione di queste forme e dove si è registrato il maggior numero di pazienti, si è anche indagato su possibili collegamenti col Covid-19, che non sembra essere tra gli indiziati più probabili per questi casi di epatite. Anche se continuano le indagini per stabilire se un eventuale coinvolgimento del coronavirus pandemico, "solo pochi pazienti avevano avuto una recente infezione". L'Ukhsa, in un aggiornamento sul fenomeno, ha anche escluso in modo netto una associazione dei casi con la vaccinazione anti Covid: "Non vi è alcun legame tra questi casi di epatite e il vaccino anti Covid-19 - hanno ribadito gli esperti - I vaccini" contro Sars-CoV-2, precisano, "non contengono virus che possono proliferare nel corpo umano". Inoltre, non ci sono vaccini anti-Covid autorizzati nella fascia d'età under 5 anni, ossia quella che "rappresenta oltre il 75% dei casi di epatite" a eziologia non nota. E fra i pazienti over 5, "sono meno di 5 quelli che risultano vaccinati contro Covid-19 prima dell'esordio dell'epatite".

Cristoforo Zervos

TAG: EPATITE, MALATTIE VIRALI, BAMBINO

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