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18 Luglio 2023

Fuga dal lavoro. Farmacisti non titolari: al via indagine su benessere lavorativo

Il fenomeno delle Grandi Dimissioni accende i riflettori sul benessere lavorativo. In area sanitaria genera preoccupazione il fenomeno del burn out in crescita anche tra i farmacisti. Il Conasfa lancia un’indagine “per analizzare e comprendere il livello di benessere dei farmacisti non titolari nell'ambiente lavorativo”


di Francesca Giani


Fuga dal lavoro. Farmacisti non titolari: al via indagine su benessere lavorativo

Il fenomeno delle Grandi Dimissioni, che ha interessato vari settori, non solo in Italia, ha acceso ancora di più i riflettori sul benessere lavorativo. In area sanitaria - già alle prese con la criticità legata alla carenza di medici, infermieri e farmacisti -, a generare preoccupazioni è anche il fenomeno del burn out, particolarmente segnalato tra i medici anche prima del periodo pandemico e in crescita tra i farmacisti. “La natura complessa e impegnativa del lavoro al banco può influire sul benessere dei professionisti del settore”, così come le difficoltà che possono essere legate a un’organizzazione del lavoro chiamata a rispondere sempre più alle esigenze del paziente e del Ssn. A tornare sulla tematica è il Conasfa, che propone una nuova indagine “per analizzare e comprendere il livello di benessere dei farmacisti non titolari nell'ambiente lavorativo”.

Professione al banco sempre più impegnativa, tra stress e relazioni
“Il settore farmaceutico è una parte imprescindibile del sistema sanitario” spiega il Conasfa in una nota e “i farmacisti collaboratori svolgono un ruolo cruciale nell'assistenza, nella dispensazione dei farmaci ai pazienti e nell'aderenza terapeutica. Tuttavia, la natura complessa e impegnativa del lavoro può influire sul benessere dei professionisti del settore”. In un ambito in cui la relazione con il paziente è sempre più centrale, il benessere delle risorse professionali diventa un elemento su cui focalizzare l’attenzione. In particolare, tra “le sfide che i farmacisti collaboratori affrontano quotidianamente nella loro professione c’è la routine collaborativa con i colleghi, la possibilità di progredire nella carriera, la gratificazione economica, il rapporto quotidiano con i clienti/pazienti”. Elementi del benessere lavorativo diventano quindi “il grado di stress, l'equilibrio tra vita professionale e personale, il supporto organizzativo, la soddisfazione lavorativa, per citarne alcuni”.

Tra le esigenze dei farmacisti crescita professionale e coinvolgimento in strategie
Si tratta di temi che già l’anno scorso erano stati evidenziati dal Conasfa, in occasione della presentazione dei due sondaggi lanciati tra i farmacisti anche per indagarne la percezione. Tra gli aspetti messi in luce c’era la difficoltà della conciliazione della vita privata e vita lavorativa segnalata dal 60% dei farmacisti. Anche il modo in cui la retribuzione viene differenziata in rapporto alla quantità e qualità del lavoro svolto per oltre i tre quarti dei farmacisti non è stata ritenuta equilibrata, mentre quasi il 70% ha segnalato come non sia stato delineato appieno un percorso di sviluppo professionale, con un investimento sulla formazione non sempre ritenuto adeguato.
Tra le esigenze emerse, trattandosi di professione sanitaria, va ricordata la necessità che il lavoro dia un senso di realizzazione personale, di prestigio sociale – aspetti non sempre sentiti. Mentre elementi utili anche per costruire un maggiore benessere sul lavoro sono la equa distribuzione dei carichi di lavoro e delle responsabilità, la capacità di far sviluppare le attitudini personali, la necessità di conoscere e condividere le strategie e le scelte aziendali nella definizione di obiettivi e risultati, anche per sentirsi parte del team e valorizzati.

Il personale va visto come risorsa su cui investire
Del tema del benessere lavorativo, recentemente, si è occupato anche un approfondimento di Sedivanews che ha evidenziato come ormai sempre più, alla luce della carenza di personale, ma anche della svolta della sanità territoriale, è sempre più indispensabile vedere il collaboratore “non come un costo, ma come una risorsa indispensabile alla crescita e alla sopravvivenza dell’impresa/farmacia”. In questa logica, “diventa sempre più necessario investire sul personale della farmacia, attraverso una formazione adeguata, sostenendo i collaboratori nei processi di crescita e motivandoli, sia sul piano economico, sia su quello psicologico”. È vero che, soprattutto nell’ultimo periodo, per una farmacia “i costi di gestione sono notevolmente aumentati”, ma eventuali razionalizzazioni non possono essere dirette a questo ambito, in quanto il personale è appunto “una risorsa dell’azienda”. D’altra parte, “la fidelizzazione della clientela è strettamente collegata anche alla presenza di personale empatico, professionale, motivato e sorridente. Non è un percorso facile”, sia per il contesto economico in cui si sta operando, sia per la velocità in cui il contesto sociale muta. Ma a essere messo in rilievo è la necessità di un cambio di rotta, un approccio diverso e più consapevole da parte di chi gestisce le risorse umane, basato su ascolto attivo, visione di squadra, sul concetto di sviluppo della persona attraverso l’accrescimento delle attitudini, e così via.

Conasfa lancia sondaggio per indagare benessere lavorativo
Per quanto riguarda il sondaggio lanciato dal Conasfa, obiettivo dell’indagine, spiega l’Associazione, “è capire come le sfide che i farmacisti collaboratori affrontano nella loro professione influiscano sul vissuto personale. Il sondaggio è stato sviluppato in collaborazione con professionisti esperti nell'ambito della psicologia del lavoro, appartenenti ad AltraPsicologia, Associazione Nazionale Psicologi”, presente in alcuni Ordini degli psicologi. “Il questionario sarà disponibile online e verrà promosso attraverso i canali di comunicazione delle due Associazioni. I risultati avranno un'importanza fondamentale per comprendere meglio le esigenze dei farmacisti collaboratori, delineando uno spaccato realistico del loro vissuto, e promuovere un ambiente lavorativo sano e sostenibile”, in quanto “permetteranno di identificare possibili interventi e soluzioni per migliorare il loro benessere. Le criticità che emergeranno saranno fondamentali per indirizzare futuri interventi e politiche che mirano a migliorare il benessere dei professionisti del settore farmaceutico”.

Francesca Giani  

 

TAG: CONASFA, LAVORO, BURNOUT, BENESSERE, PROFESSIONE

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