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30 Ottobre 2023

Pensioni: cambiano regole su uscita anticipata, indicizzazione, quote retributive. La Manovra prosegue iter

Sulle nuove misure sulle pensioni, tra cui uscita anticipata, indicizzazione, adeguamenti della quota retributiva, si sono aperti fronti di protesta degli operatori sanitari. La Legge di Bilancio si avvia verso l’iter parlamentare con uno scenario “zero emendamenti” in Aula

di Francesca Giani


Pensioni: cambiano regole su uscita anticipata, indicizzazione, quote retributive. La Manovra prosegue iter

Misure sulle pensioni - tra cui uscita anticipata, indicizzazione, adeguamenti della quota retributiva - interventi su cuneo fiscale, straordinari e tredicesime, modifiche all’Iva agevolata. Sono questi alcuni dei capitoli al centro della Legge di Bilancio – nelle diverse bozze circolate -, che dovrebbe vedere l’avvio dell’iter parlamentare e su cui, per alcuni aspetti, si sono aperti fronti di protesta all’interno del Ssn.

Manovra, atteso iter parlamentare. “Forze di maggioranza non presenteranno emendamenti”
Dopo l’approvazione in Consiglio dei Ministri il 16 ottobre, sono circolate bozze e indiscrezioni, con continue modifiche. “Il lavoro sostanzialmente è chiuso, i saldi di bilancio sono invariati rispetto a quanto approvato” aveva garantito nei giorni scorsi la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. L’obiettivo è di arrivare a uno scenario “zero emendamenti” in Aula. «Le forze di maggioranza» è la nota al termine della riunione di maggioranza di oggi «hanno confermato la volontà di procedere speditamente all’approvazione della Legge di Bilancio, senza pertanto presentare emendamenti. Il governo terrà conto con grande attenzione del dibattito parlamentare e delle considerazioni delle forze di maggioranza ed opposizione». Oggi «il testo sarà trasmesso al Parlamento, dopo il necessario drafting e la firma di autorizzazione del Capo dello Stato».
Per quanto riguarda l’iter, è già stata convocata, in via preventiva, la commissione Bilancio del Senato, da dove comincerà l’iter parlamentare, con la prima seduta prevista, se “il testo perverrà in tempo utile”, per domani pomeriggio.

Cambiano le misure sulle pensioni. Monta la protesta tra i sanitari
Un tema su cui il confronto è stato particolarmente acceso – anche perché sotto i riflettori delle agenzie di rating e oggetto di tensioni nella maggioranza – è il capitolo pensioni. Secondo le agenzie, Quota 104 viene cancellata e, nelle ultime versioni, la misura lascia il posto al ritorno di Quota 103, anche se con limitazioni. L'accesso al pensionamento con 62 anni d'età e 41 di contributi resterà in vigore anche nel 2024, ma l'assegno sarà ricalcolato con il metodo contributivo e con un tetto massimo mensile pari a quattro volte il minimo, circa 2.250 euro. Questo tetto dovrebbe rimanere fino ai 67 anni, età del pensionamento di vecchiaia, poi l’assegno diventerebbe pieno. L'uscita varia, inoltre, tra dipendenti privati e pubblici.
Modificata poi l'indicizzazione delle pensioni, con una retromarcia sugli assegni tra 4 e 5 volte il minimo (tra 2.250 e 2.800 euro), per le quali l'adeguamento viene riportato all'85%, rispetto al 90% annunciato in un primo tempo. Torna anche, dopo essere sparito in alcune ultime versioni, l'anticipo al 2025 dell'adeguamento alla speranza di vita, che sarebbe dovuto scattare dal 2027. Mentre per sanitari, maestri, dipendenti degli enti locali e ufficiali giudiziari che hanno iniziato a lavorare tra il 1981 e il 1995 gli adeguamenti della quota retributiva saranno più bassi.
Su questo punto è scattata la protesta delle varie sigle sindacali del Ssn: “Con un attacco ai diritti acquisiti” è il commento dei due principali sindacati della dirigenza medica e sanitaria, Anaao e Cimo Fesmed, “viene colpito quasi il 50% del personale attualmente in servizio con una perdita stimabile tra il 5% e il 25% dell’assegno pensionistico annuale, da moltiplicare per l’aspettativa di vita media. Un cambio delle regole in corso che mina il rapporto di fiducia tra lo Stato e i cittadini”.
“Le pensioni sono accantonamenti di salario differiti, di proprietà dei lavoratori” concorda anche la Federazione veterinari, medici e dirigenti sanitari del Ssn, che proclama lo stato di agitazione. “Gli aumenti contrattuali vengono decurtati per alimentare gli accantonamenti previdenziali, inoltre il 33% delle retribuzioni viene destinato per la pensione futura. Tagliare i rendimenti significa manomettere le regole e, in particolare, non rispettare le condizioni di rendimento previste per coloro che hanno riscattato i periodi di studio sulla base di criteri di rendimento che adesso il Governo non vuole più rispettare”.
Quanto alle misure sulla sanità pubblica, dall’Anaoo e Cimo Fesmed viene poi sottolineato che “gli investimenti rimangono insufficienti rispetto alle esigenze e alle criticità, ben al di sotto di quanto richiesto da sindacati e Regioni e dalla crescita del tasso inflattivo. Per i professionisti sanitari, poi, il CCNL 2022-2024 prevedrà una ulteriore perdita del 10% del potere di acquisto”. Altro nodo segnalato è “la detassazione, rivolta a baristi, camerieri e operatori turistici, sul lavoro notturno e sugli straordinari” che “non è concessa a chi garantisce la tutela della salute dei cittadini”.

Le previsioni su cuneo, tredicesime e Iva agevolata
A ogni modo, per quanto riguarda le altre misure, al centro ci sono anche quelle su redditi e busta paga. Nelle ultime versioni circolate, come riferiscono le agenzie, il taglio del cuneo viene confermato per il 2024, ma senza benefici per le tredicesime. Sembra per ora essere prevista la modifica relative all’Iva di Pannolini e seggiolini auto per bambini che escono dalle categorie con l’aliquota agevolata al 5% e tornano al 22%, mentre assorbenti e tamponi per la protezione dell'igiene femminile e coppette mestruali femminili, latte in polvere, vengono spostati tra i prodotti assoggettati all'Iva al 10%.    

TAG: LEGGE DI BILANCIO, CITTADINANZATTIVA, IMPOSTA SUL VALORE AGGIUNTO (IVA), GOVERNO, PARLAMENTO, PENSIONE, MANOVRA

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