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01 Maggio 2024Si va verso la scadenza del Ccnl dei collaboratori di farmacie private, che dovrà vedere, nel prossimo periodo, la riapertura del tavolo negoziale. Filcams fa il punto, in una intervista a Farmacista33

Si scaldano i motori a fronte dell’avvicinarsi della scadenza del Ccnl dei collaboratori di farmacie private, che dovrà vedere, nel prossimo periodo, la riapertura del tavolo negoziale. Il rinnovo è ritenuto di particolare importanza, non solo per dare una risposta a tutti i cambiamenti normativi, ma anche in relazione alla carenza di farmacisti, che, da più parti, viene collegata agli aspetti retributivi, all’organizzazione del lavoro e agli orari sempre più estesi. A fare il punto, in una intervista a Farmacista33, è Benedetta Mariani, dirigente sindacale Filcams, che ricapitola le novità del comparto, che ha visto anche il rinnovo di altre categorie contrattuali.
Contratto in scadenza: carenza farmacisti e fuga dalla professione è tema da affrontare
«Il Ccnl farmacie private, firmato a settembre 2021 durante la pandemia, è ormai prossimo alla scadenza» spiega Mariani, e «le organizzazioni sindacali sono al lavoro per stilare la piattaforma di richieste per il prossimo rinnovo, che a breve verrà presentata a Federfarma. Questo rinnovo, d’altra parte, è ritenuto molto importante anche per contrastare la carenza di farmacisti ormai evidente, a detta di molti dovuta principalmente all’insoddisfazione per le condizioni di lavoro nelle farmacie, in modo particolare in relazione agli stipendi e agli orari di lavoro sempre più estesi».
Il precedente rinnovo, va considerato, «ha inserito alcuni importanti elementi di prospettiva - il livello Q2, la remunerazione dell’atto professionale della vaccinazione - e di consolidamento dei diritti - l’assistenza sanitaria tramite Fasifar, l’ente bilaterale Ebifarm che sta per erogare le prime prestazioni ai lavoratori -, ma l’incremento della retribuzione tabellare è stato solo di 80 euro, molto limitato rispetto all’inflazione verificatasi negli anni di vigenza». In questo quadro «la perdita di potere di acquisto degli stipendi è effettiva e fonte di diffusa insoddisfazione. La carenza di farmacisti, con le iscrizioni alla facoltà in calo e un flusso di colleghi che dopo anni di lavoro in farmacia cerca altre strade, come l’insegnamento, è un tema che preoccupa tutta la professione e la stessa FOFI ha convocato nei mesi scorsi tavoli di confronto su questo tema».
Remunerazione: da sfondo c’è il recente rinnovo e incremento del contratto del commercio
Ma c’è anche un altro aspetto che incide nel contesto: «Un mese fa è stato rinnovato il contratto del commercio, con l’inserimento dei farmacisti che operano in parafarmacia a un livello che tributa loro un maggior riconoscimento economico rispetto a quello previsto in farmacia, con un incremento effettivo totale, nel triennio di vigenza, di 324 euro. A queste condizioni è facile immaginare che molti colleghi possano considerare i corner della GDO una possibilità di lavoro a minor complessità rispetto alla farmacia dei servizi e a una retribuzione sensibilmente superiore».
Il Livello Q2 va reso più esigibile. Al centro anche orari di lavoro e turni disagiati
Riguardo poi al livello Q2, «pur riconoscendo il passo avanti effettuato nel 2021 nel prevedere questa forma di carriera interna del collaboratore, riteniamo che ci sia bisogno di consolidarlo, articolando e integrando la definizione in modo da renderlo più esigibile, visto che è stato riconosciuto a pochi colleghi rispetto a quanti si fanno effettivamente carico dei servizi in farmacia e di altre responsabilità aggiuntive rispetto alla dispensazione».
Sugli «orari di lavoro e la remunerazione dei turni disagiati (notti, reperibilità, domeniche e festivi) vanno sicuramente aggiornate le condizioni, considerando gli orari di apertura sempre più estesi, non per turno ma per scelta commerciale: in questo settore, tra l’altro, lavora una larghissima maggioranza di donne, e questi turni creano rilevanti problemi di conciliazione tra lavoro e vita privata senza essere retribuiti in maniera adeguata».
Una riflessione va poi alla formazione «che impatta sulla conciliazione e sul tempo libero dal lavoro: anche questo secondo noi è un tema che andrà affrontato. Sarà necessario anche ampliare le possibilità di contrattazione di secondo livello - considerando soprattutto la presenza ormai significativa delle catene di farmacie - e le possibilità offerte dal welfare aziendale e dalle agevolazioni fiscali.
La stesura della piattaforma e i prossimi passaggi verso la riapertura del tavolo
La Filcams CGIL, conclude Mariani, «ha impostato il percorso verso il rinnovo partendo dall’ascolto dei farmacisti e delle altre figure che lavorano nelle farmacie private, organizzando il “Pharmatour”, cioè una serie di assemblee provinciali in presenza con i farmacisti e gli altri lavoratori delle farmacie per raccogliere spunti e condividere priorità. In queste iniziative non abbiamo parlato solo della piattaforma, ma anche del percorso verso il rinnovo: la partecipazione e il sostegno dei lavoratori è un elemento fondamentale per determinare i risultati della contrattazione. I colleghi che hanno partecipato, con contributi articolati riguardo alle criticità presenti e alle aspettative sul futuro, hanno espresso la volontà di rimanere coinvolti nel percorso della trattativa che partirà a breve, sentendo l’urgenza di provare a migliorare il CCNL tutti insieme. In questi giorni, la piattaforma viene stilata unitariamente dalle tre organizzazioni sindacali Filcams, Fisascat e Uiltucs, e a breve, con l’invio della piattaforma a Federfarma, prenderà avvio il rinnovo».
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