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13 Maggio 2024Le sigle di settore Unaftisp, Mnlf e Culpi non condividono le proposte rilanciate nei giorni scorsi da Assofarm sull’assistente del farmacista e il numero programmato di accesso alle Facoltà di Farmacia

L’introduzione della figura dell’assistente del farmacista e l’eliminazione del numero programmato di accesso alle Facoltà di Farmacia come strategie per risolvere la carenza non convincono le sigle di settore Unaftisp, Mnlf e Culpi che chiedono una revisione delle politiche e delle condizioni di lavoro nel settore, dai carichi di lavoro alla retribuzione, dalla possibilità di carriera al libero esercizio della professione. Le sigle rispondono alle recenti proposte su come affrontare la crescente mancanza di farmacisti dipendenti avanzate da Assofarm.
Unaftisp: serve revisione completa delle politiche e delle condizioni di lavoro nel settore
Per l’associazione sindacale Unaftisp, che rappresenta i farmacisti titolari di sola parafarmacia, queste “proposte sembrano essere un tentativo superficiale di risolvere un problema profondo e complesso con soluzioni che mancano il bersaglio".
Per il presidente Enrico Cancellotti, “giocare sul numero chiuso nelle Facoltà di Farmacia potrebbe sembrare un passo avanti, ma senza una revisione completa delle politiche e delle condizioni di lavoro nel settore, rischia di essere inefficace. Inoltre, l'introduzione di figure intermedie come l'assistente al farmacista potrebbe ulteriormente erodere il ruolo e il prestigio dei farmacisti senza affrontare le vere cause della carenza di personale”.
Per Cancellotti bisogna concentrarsi su “politiche che promuovano il riconoscimento e il valore del ruolo del farmacista. Solo attraverso una maggiore autonomia professionale e responsabilità, insieme a un riconoscimento adeguato delle competenze e delle qualifiche, possiamo creare un ambiente in cui i giovani farmacisti possano coltivare carriere significative e appaganti”. Mentre se si continua a “seguire le politiche di chiusura elitaria finora adottate, la professione del farmacista finirà, soprattutto per i giovani che intraprendono questa carriera con speranze e ambizioni, solo per trovarsi ad affrontare una mancanza drammatica di prospettive”.
Per Unaftisp in Europa ci sono “esempi di come una visione più aperta e progressista della professione possa portare a risultati positivi”. Serve “un approccio più radicale e mirato per affrontare questa crisi. Come già succede nelle farmacie europee, dobbiamo concentrarci su politiche che promuovano una migliore valorizzazione della professione farmaceutica, una maggiore autonomia professionale garantita dalla liberalizzazione dell’accesso alla titolarità e condizioni di lavoro per i dipendenti più soddisfacenti anche dal punto di vista remunerativo”.
Mnlf: no all'assistente del farmacisti. Pronti a mobilitazione con altre associazioni
Sulla stessa linea la posizione del Movimento nazionale liberi farmacisti (Mnlf) e Confederazione unitaria libere parafarmacie italiane (Culpi) che “sono già mobilitate e pronte a scendere in piazza insieme ad altre associazioni” contro la proposta di istituire l’Assistente del Farmacista provvisto di laurea triennale con funzioni logistiche, amministrative e distributive.
Per le due sigle “invece di rendere l’esercizio della professione libero, come avviene nella modernissima Germania sin dal 1953, invece di dare una retribuzione in linea con le responsabilità e i carichi di lavoro a cui il farmacista dipendente è sottoposto, invece di dare un’opportunità reale di carriera”, si cerca di “aggirare le problematiche, proponendo una figura che finirà sostanzialmente per svolgere il ruolo che oggi svolge il farmacista senza averne i titoli. Come già avviene in numerose farmacie, ove personale non laureato distribuisce al banco farmaci di tutti i tipi, ovvero legalizzare l’illegale”.
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