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02 Luglio 2024Una strategia di più lungo periodo per superare al crisi della professione è migliorare la rappresentanza della componente dei farmacisti non titolari, così da avere più possibilità di sensibilizzare sulle esigenze dei dipendenti. È l’appello del Sinasfa che invita i farmacisti a partecipare alle prossime elezioni, attraverso liste

Retribuzione non adeguata, scarso equilibrio vita privata e vita lavorativa, mancato riconoscimento della professionalità. Sono alcune delle ragioni alla base del fenomeno della fuga dalla professione e motivi di insoddisfazione. Alla luce di questa situazione, una strategia di più lungo periodo è anche quella di migliorare la rappresentanza della componente dei farmacisti non titolari, anche a partire dagli Ordini, in modo da avere più possibilità di sensibilizzare e attirare l’attenzione su queste esigenze, dandogli voce in maniera strutturata. È questo l’appello di Francesco Imperadrice, presidente Sinasfa, in una nota, in cui tra l’altro invita i farmacisti a partecipare alle prossime elezioni, attraverso liste.
Fuga dalla professione e insoddisfazione: fenomeni che devono trovare più ascolto
Veniamo da una situazione in cui «lo stipendio è rimasto fermo per 10 anni» spiega il Sinasfa, con il «precedente contratto, rimasto scaduto a lungo, che teneva conto del contesto economico di quegli anni. In questi 10 anni il nostro stipendio ha visto perdere di anno in anno potere d'acquisto e tutti noi abbiamo fatto sempre più fatica ad arrivare alla fine del mese, dovendo rinunciare a sempre più esigenze». L’aumento ottenuto nell’ultimo rinnovo non è riuscito veramente a incidere su tali condizioni: allo stato attuale, «gli stipendi non consentono di svolgere una vita dignitosa» e, anche a causa del forte incremento inflattivo, resta la fatica «di arrivare a fine mese»; al contempo, «gli orari di lavoro e i turni sempre più critici influiscono non solo sulla nostra qualità della vita, ma anche su quella delle nostre famiglie». In questo contesto, sono «tanti i colleghi che hanno scelto di cambiare lavoro e di abbandonare la professione, nonostante sia costata loro anni di studi e di sacrifici».
A essere segnalata è una non applicazione di alcune tutele e istituti contrattuali
C’è poi un altro aspetto che viene segnalato dal Sinasfa: ci sono «colleghi che vedono i propri diritti non rispettati»: «ottenere i 26 giorni di ferie, usufruire delle 40 ore di permessi retribuiti e delle 32 ore di ex festività» è, in certi casi, difficile. «Ci sono ancora buste paga senza l'ISQ, che significa una perdita economica». Anche i «diritti legati a matrimonio, maternità e gestione dei figli piccoli sono regolamentati da molte norme, ma spesso sono difficili da ottenere e far rispettare» e questo a fronte di «oltre il 70% dei farmacisti che è donna», componente, questa, che ancor meno è «adeguatamente rappresentata».
Oltre a questo, «per affrontare la carenza di farmacisti», si è parlato, da parte di alcune componenti della filiera, di «nuove norme e nuove figure che renderebbero il nostro futuro ancora più incerto», come la proposta emersa nei giorni scorsi della figura del Technician. Dibattiti nei quali i farmacisti non titolari sentono di non avere una voce adeguata.
L’appello: va migliorata rappresentanza e visibilità, anche all’interno degli Ordini
Da qui l’appello: una strategia allora è quella di «essere rappresentativi» per dare visibilità e forza alle proprie esigenze e alle proprie istanze, anche all’interno degli Ordini, «partecipando quindi alle prossime elezioni per il rinnovo», attraverso la costituzione di «liste proprie». Alcune proposte specifiche potrebbero trovare maggiore ascolto: per esempio, come avviene in alcune esperienze, anche di altre professioni, «ogni Ordine può collaborare con consulenti del lavoro e metterli a disposizione degli iscritti. In tutta Italia, molti colleghi affrontano con difficoltà problemi di varia natura e necessitano di un supporto professionale per risolverli».
Dall’altro, c’è il tema della rappresentanza politica: «molti colleghi» che hanno fatto esperienza «negli Ordini» si sono affacciati alla rappresentanza «politica nei Comuni, nelle Province, nelle Regioni» sino eventualmente al «Parlamento». Sarebbe importante che un analogo percorso venga intrapreso dai «colleghi non titolari più impegnati» in modo da poter «diventare portavoce delle problematiche dei farmacisti in tutte le sedi istituzionali». Si tratta quindi anche di «poter partecipare» concretamente «alle decisioni che ci riguardano».
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