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contratto di lavoro farmacisti

18 Luglio 2025

Ccnl farmacie, si prepara nuovo incontro tra le parti. Sigle farmacisti: a settembre comunque pronti a iniziative

Dopo mesi di mobilitazione per il rinnovo del contratto collettivo si prepara un nuovo confronto tra le sigle sindacali unitarie dei farmacisti e Federfarma prima della pausa estiva. Benedetta Mariani (Filcams CGIL) fa il punto sulle iniziative in corso e sulle prospettive per la ripresa del dialogo

di Simona Zazzetta


Ccnl farmacie, si prepara nuovo incontro tra le parti. Sigle farmacisti: a settembre comunque pronti a iniziative

Da diversi mesi, dopo la rottura del tavolo negoziale i farmacisti dipendenti delle farmacie private sono mobilitati per il rinnovo del contratto collettivo nazionale. La mobilitazione si è articolata i vari di presìdi e uno sciopero regionale. C’è ancora distanza tra le proposte sul tavolo, ma è in fase di definizione un possibile nuovo incontro prima della pausa estiva, con l’obiettivo di valutare se vi siano condizioni concrete per la ripresa del dialogo. In caso contrario a settembre potrebbero esserci “nuove iniziative anche più energiche”.
A fare il punto, in un’intervista a Farmacista33, è Benedetta Mariani, responsabile del Progetto Farmacie per Filcams CGIL nazionale. 

Dottoressa Mariani, dopo mesi di presidi e mobilitazione, qual è il bilancio che si può tracciare finora di questo percorso di protesta? Ha prodotto i risultati attesi?

Abbiamo deciso unitariamente due mesi fa la rottura della trattativa per l’assoluta insufficienza delle risposte di Federfarma alle nostre richieste. Non è detto che la mobilitazione sia conclusa, nelle prossime settimane è già fissato il presidio a Mestre davanti alla sede Federfarma il 22 luglio, e un paio di regioni del Sud preparano assemblee in cui decidere le iniziative insieme ai farmacisti.
I presidi che sono stati già fatti, ovunque molto numerosi e partecipati hanno reso evidente che i farmacisti e gli altri dipendenti delle farmacie stavolta sostengono compattamente le richieste che noi rappresentiamo al tavolo di contrattazione, e che vogliono rendere visibile questo sostegno per dare forza alla generale richiesta sindacale di valorizzazione del lavoro che si fa in una farmacia di oggi, che è molto cambiato negli ultimi anni sia riguardo alle mansioni che agli orari. 

Durante i presidi, ci sono stati segnali di ascolto o interlocuzione da parte delle sedi locali di Federfarma? In particolare, com’è stato il confronto a livello territoriale?

Le Federfarma territoriali hanno quasi tutte ricevuto delegazioni dei manifestanti (fatte di sindacalisti e collaboratori di farmacia) durante i presidi, e hanno preso atto sia della visibilità della protesta di fronte alle prime risposte date al tavolo nazionale sia della determinazione ad ottenere risposte diverse e più soddisfacenti.
Nel Lazio è stato proclamato anche il primo sciopero regionale, che ha avuto un’adesione significativa e ha facilitato un’importante partecipazione al presidio davanti alla sede di Federfarma nazionale, la cui delegazione è stata ricevuta dal Presidente Cossolo.

L’ultimo presidio è stato organizzato a Firenze: che tipo di confronto avete avuto in Toscana con la rappresentanza regionale di Federfarma?

La manifestazione della Toscana a Firenze è stata tra le più numerose, oltre 200 partecipanti, vivace, colorata. Federfarma Toscana ci ha ricevuti per un lungo colloquio sui motivi della mobilitazione, durato più di un’ora, e alla fine di questo approfondito confronto ha preso l’impegno di riportare nella loro discussione nazionale quanto ascoltato, dichiarando l’importanza dei collaboratori nel rinnovato ruolo delle farmacie nel ridisegno della sanità territoriale e l’attenzione alle loro istanze.
Prima del presidio di Firenze, dopo lo sciopero di Roma, era uscito un comunicato di Federfarma nazionale che invitava nuovamente al tavolo i sindacati dei lavoratori proponendo tuttavia come soluzione per accorciare le distanze sulle richieste economiche un sostanzioso rinvio alla contrattazione regionale. Abbiamo colto l’occasione di esprimere chiaramente alla controparte locale il valore fondamentale del contratto nazionale e quello, comunque, accessorio della contrattazione decentrata, pur condividendo che sia uno strumento da potenziare.

Avete avuto l’impressione che la mobilitazione abbia prodotto una qualche apertura da parte di Federfarma? Ci sono spiragli per una ripresa del confronto, e con quali priorità?

Il numero di presidi, la diffusione territoriale, la persistenza dell’attivazione sindacale dei collaboratori e i numeri in crescita delle adesioni ai sindacati hanno sicuramente mandato un messaggio chiaro a Federfarma, c’è stata una svolta nell’atteggiamento dei farmacisti dipendenti, che stavolta sono decisi a conquistarsi tramite la maggior forza delle rappresentanze sindacali e della visibilità della partecipazione un buon rinnovo di contratto e non sono disposti ad accettare scorciatoie.

Già dopo lo sciopero del Lazio, come accennavo, Federfarma ha invitato i sindacati a tornare al tavolo, e stiamo cercando di condividere una data per vedersi entro la prima settimana di agosto per verificare quali aperture abbia prodotto la mobilitazione, pronti a riprenderla a settembre con nuove iniziative anche più energiche qualora le disponibilità che la controparte ha maturato nel frattempo fossero ancora così distanti dall’accettabilità da non poter rappresentare una base per una proficua riapertura della discussione.

Come stanno vivendo i farmacisti questo periodo di incertezza? È cresciuta la consapevolezza tra i lavoratori rispetto alla necessità di un’azione collettiva organizzata?

Le dinamiche negoziali di una trattativa di rinnovo complessa come questa non sono sempre immediatamente comprensibili ai lavoratori, specie quando si sono avvicinati da poco al mondo sindacale. Ci sono ancora un po’ di colleghi che pensano che le lamentele spontanee sui social siano uno strumento, quando in realtà anche la protesta per essere efficace e utile a costruire risultati bisogna che sia coerente e sindacalmente organizzata, come stiamo dimostrando tutti insieme in queste settimane.

Io vengo dalle farmacie comunali e lì ho iniziato il mio percorso come rappresentante sindacale, le differenze storiche tra i due contratti dipendono anche dalle differenze storiche nei tassi di sindacalizzazione e nella diversa capacità di mobilitazione. Stavolta, con il lavoro organizzativo diffuso e costante da parte delle strutture sindacali territoriali che si sono attivate e messe a disposizione dei farmacisti che si sono avvicinati, organizzando incontri ripetuti e numerose assemblee che si continuano a fare dappertutto, mi pare che ci sia una crescita di “consapevolezza politica” dei colleghi del contesto delle farmacie private e una maturazione di un “noi collettivo” che sta diventando forza di rappresentanza.

Il percorso per costruire un buon rinnovo in questa tornata contrattuale è iniziato e continua con la partecipazione, e i collaboratori sono sempre più coinvolti in questa battaglia per affermare i loro interessi.

TAG: FEDERFARMA, CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), FILCAMS CGIL, RINNOVO DEL CONTRATTO, FARMACIE PRIVATE, FARMACISTI

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