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contratto di lavoro farmacisti

03 Novembre 2025

Sciopero farmacisti, Conasfa: non è in gioco solo la busta paga ma un investimento nel capitale umano della farmacia

L'associazione dei farmacisti non titolari Conasfa sottolinea che lo sciopero del 6 novembre dei dipendenti di farmacia chiama in causa dignità professionale, carichi di lavoro e riconoscimento del ruolo nella sanità territoriale: “Quando il farmacista non è valorizzato si indebolisce l’intero presidio di prossimità"

di Redazione Farmacista33


Sciopero farmacisti, Conasfa: non è in gioco solo la busta paga ma un investimento nel capitale umano della farmacia

Con lo sciopero dei farmacisti indetto per il 6 novembre non è in gioco soltanto la busta paga e l’incremento retributivo ma anche il riconoscimento del valore dei professionisti e il futuro stesso del sistema del presidio farmacia che si indebolisce se il dipendente è sottopagato, sovraccaricato, non sufficientemente valorizzato.: “Un contratto che non riconosce la professionalità e l’impegno alimenta un circolo vizioso”. Lo sostiene Conasfa in una nota sulla giornata di astensione di 24 ore indetta da Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs,, a sostegno del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) delle Farmacie private.

Contratto senza riconoscimenti professionali ed economici

L’associazione di categoria dei farmacisti non titolari ricorda che “la trattativa con la controparte datoriale Federfarma si è interrotta, senza che venga riconosciuto un adeguato salario né una risposta normativa che tenga conto della professionalità sempre più ampliata dei Farmacisti dipendenti”.

Il contratto in essere è scaduto da oltre un anno, “manca un riconoscimento adeguato della professionalità con orari, formazione, ruoli, tutele contrattuali che restano in molti casi inadeguati rispetto al livello d’impegno richiesto”. Nel mentre il “costo della vita e le condizioni operative sono mutate profondamente. Le Farmacie rappresentano un presidio essenziale di salute pubblica: non solo dispensazione di farmaci, ma consulenza, screening, spesso primo contatto di assistenza per i cittadini”.

In gioco c'è il sistema farmacia

Conasfa sottolinea che “se riflettiamo in chiave di teoria dei sistemi, ciò che è in gioco va ben oltre un incremento retributivo. Il Sistema farmacia interagisce con la Sanità pubblica, con la Comunità territoriale, con le famiglie. Quando il dipendente di farmacia è sottopagato, sovraccaricato, non sufficientemente valorizzato, s’indebolisce tutto il presidio”.

Inoltre, un contratto che “non riconosce la professionalità e l’impegno alimenta un circolo vizioso: perdita di motivazione, aumento del turnover, diminuzione della qualità del servizio, peggioramento della fiducia della cittadinanza”. Per Conasfa, quindi lo sciopero “non è una mera protesta, ma una richiesta d’investimento nel capitale umano della Farmacia, che significa investire nella salute della collettività”. 
Rispetto alla ripresa del tavolo negoziale, Conasfa supporta la richiesta di adeguamento salariale reale, “che tenga conto dell’inflazione, dei maggiori carichi di responsabilità e della complessità crescente del ruolo di Farmacista”. Chiede la valorizzazione della professionalità e delle competenze, “con percorsi formativi, riconoscimento di ruoli, carriere che permettano crescita e stabilità e una migliore conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, con orari sostenibili, turni adeguati, tutele che possano bilanciare responsabilità professionale e vita privata”.
Conasfa chiede anche il “riconoscimento contrattuale del ruolo strategico della Farmacia di comunità: affinché i farmacisti non siano considerati meri “ausiliari”, ma protagonisti di un Servizio Sanitario integrato”. 
Al tavolo negoziale “la volontà di trattare non deve restare formale, ma tradursi in negoziato serio e tempi definiti”. 

“Il 6 novembre - conclude la nota - sarà un momento simbolico e concreto: una giornata in cui chi opera nelle Farmacie farà sentire la propria voce. Ma è anche l’inizio - speriamo -  di un percorso verso un contratto che restituisca dignità, motivazione e sostegno a chi, ogni giorno, opera a favore del benessere collettivo. In Conasfa crediamo che un professionista valorizzato sia una garanzia per la comunità. Siamo al fianco dei farmacisti dipendenti, convinti che questa mobilitazione sia un passo necessario verso un futuro più giusto, più umano e più efficace per la farmacia italiana”.

TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), RINNOVO DEL CONTRATTO, SCIOPERO DI LAVORATORI DIPENDENTI, FARMACISTI

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