sciopero
04 Novembre 2025Nella serata del 3 novembre si è svolto l’incontro tra Federfarma e le sigle di rappresentanza dei dipendenti di farmacia Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, relativo alla definizione dei “minimi di servizio” da assicurare in occasione dello sciopero di giovedì 6 novembre

L’incontro annunciato nei giorni scorsi, tra Federfarma e le sigle Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, per un chiarimento sulla definizione dei “minimi di servizio” da assicurare in occasione dello sciopero dei farmacisti di farmacia di giovedì 6 novembre si è svolto nella serata del 3 novembre e non ha portato a punti di vista condivisi. Le parti, riporta una comunicazione unitaria delle sigle confederali, “hanno ribadito le proprie reciproche posizioni e interpretazioni dei minimi da assicurare in occasione della giornata di sciopero”.
“Quello che abbiamo comunicato alla Commissione faremo: garantiremo le farmacie di turno” dicono i sindacati e nella nota ribadiscono le indicazioni sostenute nei giorni scorsi e formalmente comunicate a Federfarma e alla Commissione di Garanzia: “In occasione della giornata di sciopero la continuità del servizio minimo da offrire alla cittadinanza, per garantire continuità di dispensazione dei farmaci, è assicurata dalle farmacie di turno di guardia farmaceutica, come definite dalle ordinanze comunali. In queste farmacie deve essere presente l’organico preposto a garantire esclusivamente la dispensazione dei farmaci, con e senza ricetta, e dei prodotti che abbiano le stesse caratteristiche di necessità e urgenza (dispositivi medici, latti in polvere)”.
E aggiungono che “sono da rigettare tutti i tentativi di forzare le presenze per garantire l’apertura delle farmacie non di turno”.
Secondo le indicazioni comunicate ai titolari da Federfarma “almeno 1/3 del personale normalmente utilizzato deve garantire la prestazione lavorativa indipendentemente se la farmacia è in turno obbligatorio o meno” e “devono essere garantite almeno il 50% delle prestazioni farmaceutiche indispensabili normalmente erogate”.
Sui servizi minimi e le prestazioni indispensabili, Federfarma afferma che mediante le modalità richiamate, “devono essere garantiti da tutte le farmacie aperte, su tutto il territorio nazionale, sia quelle che svolgono il servizio ordinario sia quelle che svolgono il turno. Pertanto, l’obbligo riguarda tutte le farmacie, non soltanto quelle di turno”.
Più in generale sull'apertura delle farmacie e sul servizio alla comunità durante la giornata di sciopero è intervenuto Farmacieunite per inviare un messaggio ai cittadini. In una nota stampa il presidente Maurizio Giacomazzi ha precisato che “anche in caso di adesione dei farmacisti alla protesta, le farmacie continueranno a garantire il proprio ruolo di presidio sanitario territoriale con la dispensazione dei farmaci”.
Farmacieunite invita la cittadinanza alla collaborazione, ricordando che potranno verificarsi alcuni disagi o rallentamenti nei servizi, ma il servizio al pubblico sarà comunque assicurato. “Le farmacie - conclude Giacomazzi - continueranno a rappresentare un punto di riferimento fondamentale per i cittadini, anche in occasione di questa giornata di sciopero”.
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