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contratto di lavoro farmacisti

01 Aprile 2026

Ccnl farmacie, sindacati a Regione Umbria: sostegno alla vertenza e ruolo da valorizzare. E' in gioco il futuro della professione

In Umbria audizione dei sindacati in Commissione regionale: salari ritenuti insufficienti, carenza di farmacisti e mancato riconoscimento del nuovo ruolo professionale tra le criticità segnalate. L’Assemblea predisporrà un documento di indirizzo e rafforzerà il ruolo delle farmacie nel nuovo Piano sanitario regionale: Convocata Federfarma 

di Simona Zazzetta


Ccnl farmacie, sindacati a Regione Umbria: sostegno alla vertenza e ruolo da valorizzare. E' in gioco il futuro della professione

La Regione Umbria si è resa disponibile a predisporre una proposta di risoluzione da presentare in Consiglio il prossimo 9 aprile sul rinnovo del contratto nazionale delle farmacie private. Lo ha comunicato ai delegati sindacali dei farmacisti in audizione in una seduta congiunta delle Commissioni Attività economiche e governo del territorio e Sanità e servizi sociali, che hanno confermato lo sciopero nazionale del 13 aprile a Roma e hanno presentato le criticità del settore: insufficienza degli aumenti salariali proposti, mancato riconoscimento della professionalità nel nuovo ruolo della farmacia dei servizi e difficoltà crescenti nel reperire farmacisti. I rappresentanti dei lavoratori hanno inoltre chiesto alla Regione di farsi portavoce della vertenza con Federfarma.

Le Commissioni hanno deciso di convocare per la seduta del prossimo martedì 7 aprile anche i rappresentanti di Federfarma per completare il quadro informativo. “L’impegno unanime – si legge nella nota della Regione - è quello di votare poi il documento di indirizzo della Commissione che sarà discusso in Assemblea”.

I delegati hanno ricordato come alle attuali condizioni salariali il farmacista “guadagna in media circa 1.700 euro al mese, dal 2013 al 2026 c’è stato un aumento salariale di appena 80 euro”, sottolineando al tempo stesso che alla crescita delle responsabilità professionali — con attività come elettrocardiogramma, holter e telemedicina — non è corrisposto un adeguato riconoscimento economico o normativo. Hanno inoltre evidenziato le difficoltà legate all’organizzazione del lavoro, richiamando i “lunghi orari di apertura anche nei festivi” e la necessità di migliorare la conciliazione tra tempi di vita e lavoro, avvertendo che, in queste condizioni, “la professione del farmacista non è più appetibile”. 
A conferma di questa tendenza hanno citato anche un dato sull’accesso alla professione: “Due anni fa alla facoltà di farmacia dell’Università di Perugia si sono laureati tre farmacisti”.
Da qui la difficoltà per le farmacie a trovare farmacisti: “All’Università sono sempre meno le iscrizioni a farmacia. Manca il personale per le sostituzioni” e “in alcune regioni sta scattando il meccanismo della partita Iva, praticamente si va verso il migliore offerente”.

“Quello del farmacista – hanno ribadito - è diventato un lavoro che non attrae più gli studenti perché di fatto non viene riconosciuta la professionalità delle persone. Si chiede sempre maggiore sforzo, competenza, corsi di aggiornamento continui, prestazioni aggiuntive per il nuovo ruolo della farmacia dei servizi e come supporto al sistema sanitario nazionale, ma a fronte di ciò non viene riconosciuto il ruolo da un punto di vista economico”.

Un delegato farmacista delle comunali ha segnalato che anche “i problemi sollevati sono validi per tutta la categoria, sia del pubblico che del privato” e anche nel tavolo per il rinnovo del contratto con Assofarm “seppure partito con le migliori intenzioni, con la presa di coscienza della situazione, arrivando al punto che potesse fare da traino anche al rinnovo delle private, ma alla fine nonostante i bei discorsi, quando è stata presentata la proposta di rinnovo era la stessa, anzi inferiore di quella di Federfarma e così anche la nostra trattativa si è bloccata”.

“Per questa vertenza – è stato fatto presente - c’è un movimento dei lavoratori che fino a qualche anno fa era impensabile. Ci si sta rendendo conto che il problema non è solo il salario, ma il futuro professionale della categoria. Va ripensato il ruolo del farmacista, la situazione va ragionata insieme alla Regione. La professione sta cambiando come il ruolo della farmacia e di questo Federfarma ed i farmacisti titolari sono da un lato consapevoli, ma dall’altro arroccati nei loro privilegi. Parliamo di un presidio fondamentale per il territorio vista l’attività di screening, telemedicina, analisi di laboratorio. Ripensare quindi la farmacia non solo come erogazioni di servizi, ma come alta professionalità e questo lo deve fare anche la politica. Va dunque regolamentato il rapporto con il lavoratore, riconoscendo l’aumento salariale come adeguamento al carovita”.

“Se la farmacia è diventata un presidio sanitario regionale, se i farmacisti sono anche operatori sanitari, il problema deve riguardare direttamente anche la Regione” hanno sottolineato i delegati che su queste premesse hanno avanzato le loro richieste alla Regione: “di farsi portavoce verso Federfarma e prendere posizione di sostegno verso i lavoratori e verso questa importantissima vertenza che riguarda circa mille operatori”, di “supportare il nostro lavoro che non viene riconosciuto dai nostri datori di lavoro” e di “aiutarci al riconoscimento del ruolo del farmacista”, ribadendo che “basterebbe soltanto un rinnovo contrattuale per la sistemazione di questo settore”.

Da parte della Commissione sono arrivate rassicurazioni sull’intenzione di rafforzare il ruolo delle farmacie nella sanità territoriale. I commissari di maggioranza hanno infatti indicato che nel nuovo Piano sanitario regionale verranno attribuite alle farmacie funzioni rilevanti, in particolare nell’ambito della medicina del territorio, ribadendo al tempo stesso la necessità di arrivare con urgenza al rinnovo del contratto per gli operatori del settore, rispetto al quale l’Assemblea legislativa ha assicurato che farà quanto possibile per le proprie competenze. Sulla stessa linea anche i commissari di minoranza, che hanno auspicato un impegno preciso e puntuale per affrontare la questione nel nuovo Piano sanitario regionale, riconoscendo alle farmacie una strategicità nella futura organizzazione sanitaria.

Fonte:

https://consiglio.regione.umbria.it/informazione/notizie/comunicati/mancato-rinnovo-del-contratto-nazionale-delle-farmacie-private 

Photo credits: Freepik

TAG: CONTRATTO COLLETTIVO NAZIONALE DI LAVORO (CCNL), RINNOVO DEL CONTRATTO, FARMACISTI, FILCAMS CGIL

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