Farmaci Covid-19, Garattini: entro maggio primi risultati. Vaccino già in fase test su uomo
Per avere qualche informazione certa sui farmaci autorizzati "off label" in sperimentazione bisognerà aspettare la fine di maggio, mentre per il vaccino la ricerca è già alla fase di test sull'uomo
Per avere qualche informazione certa sui farmaci autorizzati "off label" in sperimentazione bisognerà aspettare la fine di maggio, mentre per il vaccino la ricerca è già alla fase di test sull'uomo. A fare il punto sulla ricerca farmacologica è il farmacologo Silvio Garattini, fondatore dell'Istituto Mario Negri. Nelle dichiarazioni rilasciate alle agenzie sottolinea che «entro la fine di maggio avremo i primi risultati sulle sperimentazioni in corso, per capire se questi farmaci, o almeno qualcuno di essi, abbiano davvero efficacia, abbinata ovviamente alla sicurezza».
Difficoltà a definire secondo una metodologia scientifica di valutazione
Il farmacologo spiega che sul piano farmacologico c'è ancora incertezza: «Non abbiamo ancora sufficienti elementi per indicare una terapia standard sulla base di farmaci validati contro il Covid. Sappiamo però che ad esempio l'uso degli antivirali contro l'Aids non sembra essere efficace, e dà anche delle importanti tossicità. Gli altri farmaci, dal remdesivir usato in origine contro Ebola alla clorochina, dall'antinfiammatorio tocilizumab all'antiparassitario ivermectina, stanno dando dei risultati ma spot, mancano ancora evidenze che, speriamo, arriveranno nel giro di un mese, sono molti gli studi in corso sia in Italia che all'estero». E spiega anche perché nonostante siano in uso da 2 mesi, non ci siano ancora evidenze su una loro efficacia: «Il problema è che serve una valutazione secondo una metodologia scientifica, non random. Questa malattia è particolare, molti casi gravi ma anche moltissimi poco o per nulla sintomatici. Con un andamento così asimmetrico è complicato stabilire se un determinato farmaco ha funzionato oppure il paziente è guarito da solo, cosa che fortunatamente succede spesso. Per questo aspettiamo gli esiti degli studi clinici in corso. Certo se li avessimo iniziati a gennaio oggi già avremmo risultati solidi, invece abbiamo cominciato a metà marzo, un po' tardi». Un quadro più ottimista lo traccia sul fronte dei vaccini: «Molti sono già in fase di test sull'uomo, e ci sono oltre 50 aziende in tutto il mondo che ci stanno lavorando. Penso che qualcuno arriverà al traguardo. Il problema sarà poi distribuirlo, serviranno miliardi di dosi: sarà necessario che la azienda che lo brevetta metta a disposizione la licenza, affinché' tutti gli Stati possano produrlo. Non sarà facile, ma tutto il mondo ci sta lavorando, spero e penso che a un vaccino si arriverà».
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A cura di Sabina Mastrangelo
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