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07 Marzo 2023

Salute orale: prolungare allattamento riduce consumo di zuccheri. Strategie per ridurre carie


Allattare al seno fino a due anni ridurrebbe il rischio di consumare zuccheri aggiunti e riduce il rischio di andare incontro a carie dentali


Abituare precocemente i bambini a non consumare alimenti con zuccheri aggiunti e promuovere l'allattamento al seno sono due strategie su cui puntare entro i due anni di vita, per ridurre il rischio di andare incontro a carie dentali. A suggerirlo è una ricerca coordinata da Jenny Abanto, dell'Università della Catalogna di Barcellona, in Spagna, e pubblicata su Community Dentistry and Oral Epidemiology.

Allattamento vs cibi con zuccheri aggiunti

L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) raccomanda di allattare al seno in modo esclusivo i primi sei mesi di vita. Successivamente, dopo l'introduzione dei cibi solidi, l'allattamento va proseguito on-demand, fino a due anni di età o più. Inoltre, sempre l'OMS suggerisce di non dare ai bambini, prima dei due anni, alimenti con zuccheri aggiunti.

Elevati consumi di zucchero, infatti, determinano la formazione di un biofilm cariogenico, noto come placca batterica. Il latte materno viene modificato dalla placca e contribuisce alla demineralizzazione dello smalto dentale, ma è il consumo di zuccheri a scatenare questo processo. Di conseguenza, la frequenza con cui la placca è esposta al latte materno è probabilmente il principale fattore di rischio per le carie dentali osservato nei bambini allattati al seno nei 12 mesi di età. Allo stesso tempo, però, come evidenziano gli autori, allattare al seno per 24 mesi riduce il consumo di cibi ultra-processati o di cibi con zuccheri aggiunti, agendo come fattore protettivo contro le carie dentali.

Le evidenze dai bambini che consumano cibi con zuccheri aggiunti

Il team ha condotto uno studio che ha coinvolto 800 bambini che consumavano zuccheri aggiunti alla dieta e il cui allattamento al seno era stato interrotto precocemente. Le informazioni sul consumo dei cibi sono state ottenute da interviste alle madri o ai caregiver, che descrivevano quello che i bambini avevano mangiato nelle 24 ore precedenti. I ricercatori, inoltre, hanno registrato la quantità di zuccheri aggiunti a diversi tipi di cibi e bevande, come tè, succhi o latte.

Di tutti i bambini coinvolti, il 22,8% ha sviluppato carie dentali. In aggiunta, dai risultati è emerso che solo il 2,8% dei bambini nella ricerca non aveva mai consumato zuccheri prima del compimento del secondo anno di età, mentre il 66,7% aveva consumato cibi con zuccheri aggiunti più di cinque volte al giorno. Solo il 7,6%, infine, non aveva consumato zuccheri aggiunti nel primo anno di vita. La frequenza delle carie dentali variava a seconda dello stato economico e del livello di istruzione delle famiglie di provenienza dei bambini, con i valori più alti tra bambini da famiglie in condizioni economiche disagiate e meno scolarizzate.

"Anche se i denti interessati dalle carie sono quelli da latte, le abitudini alimentari, come consumare una grande quantità di zuccheri nell'infanzia, tendono a restare e mettono a rischio di sviluppare carie dentali in futuro", ha dichiarato Abanto. Le abitudini alimentari, insomma, sono radicate nell'infanzia, ha aggiunto la ricercatrice, e i cibi ai quali ci si abitua da bambini influenzano le loro preferenze nel corso di tutta la vita, per questo bisogna evitare il consumo di zuccheri nei primi 24 mesi di vita.

Sabina Mastrangelo

Fonte:

Community Dentistry and Oral Epidemiology (2022) - doi: 10.1111/cdoe.12813

TAG: ALLATTAMENTO, ALLATTAMENTO AL SENO, ZUCCHERO, SALUTE ORALE

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