Nutrizione: prezzo, sapore e sicurezza: priorità e preoccupazioni dei consumatori
Secondo i dati dell'ultima rilevazione i cittadini europei, intervistati sulle principali preoccupazioni in tema di cibo, mettono al primo posto il costo, poi il gusto e la sicurezza. È quanto emerge dal periodico sondaggio Eurobarometro che la UE svolge fra suoi i cittadini (e i dati italiani non si discostano significativamente dall'andamento medio europeo). La rilevazione Eurobarometro2022, ultima in ordine di tempo e la quarta dal 2005, ha coinvolto 26.509 intervistati di diversi gruppi sociali e demografici e ha restituito un quadro che rispecchia il difficile periodo che stiamo attraversando. Pandemia, guerre, aumento dei prezzi si riflettono sulle scelte alimentari e le attenzioni rivolte al cibo cambiano di priorità.
Costi sono la maggiore preoccupazione nella scelta
Così, se nel 2019 era la sicurezza alimentare il principale timore, l'ultima analisi rivela che è il prezzo, in questo momento storico, la maggiore preoccupazione dei cittadini che si ritrovano dinnanzi ai banchi delle rivendite alimentari. Al secondo posto c'è il gusto piacevole di un prodotto, che guida nella scelta e nel riacquisto, mentre i timori sulla sicurezza e i rischi del consumo di un certo cibo, compresa la provenienza, arrivano dopo, con percentuali comunque ancora elevate. Si tratta di "un buon segno", secondo l'UE, perché dimostra comunque il livello molto alto di consapevolezza sui temi della sicurezza presso la popolazione: additivi negli alimenti o nelle bevande (70%), residui di pesticidi negli alimenti (65%), residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (63%) o malattie degli animali (60%) sono tutte tematiche note e seguite e che smuovono l'interesse e l'attenzione verso quello che portiamo in tavola. Anche se non ai primi posti, la consapevolezza rimane alta anche quando si parla di nutrizione: circa quattro su dieci dicono infatti di selezionare il contenuto di nutrienti (ad es. la quantità di vitamine, proteine, zucchero o grassi). Fanalino di coda rimangono l'impatto sull'ambiente e clima o se l'oggetto è conforme alla loro etica e credenze (ad es. in termini di religione o benessere degli animali).
Quali sono le voci più ascoltate?
Infine, da dove arrivano le informazioni e quali sono le voci più ascoltate? Quando poi si parla di informazione sui rischi alimentari e in generale in merito ai temi del cibo emerge che la televisione è la fonte più comune, seguita da scambi con la famiglia, amici, vicini o colleghi (44%), internet e motori di ricerca (37%), questi ultimi soprattutto fra le fasce più giovani. Le voci più ascoltate e ritenute affidabili sono quelle degli specialisti: medici, scienziati che lavorano presso istituzioni pubbliche e le organizzazioni dei consumatori. Buoni livelli di fiducia sono riconosciuti anche alle istituzioni europee e alle autorità nazionali, con un aumento rispetto ai valori del 2019 di +8 e +6 punti percentuali, rispettivamente. Secondo, Bernhard Url, direttore esecutivo dell'EFSA, gli eventi socio-economici che dal 2019 sono accaduti hanno avuto "conseguenze drammatiche", e giustificano il fatto che per molti europei un aumento del costo della vita stia influenzando le loro scelte alimentari più di prima. Del resto, commenta, "la sicurezza alimentare rimane importante per molti cittadini dell'UE ed è incoraggiante vedere che quasi la metà di loro si preoccupa di mangiare sano tanto quanto sia preoccupata e attenta ai rischi alimentari".
Francesca De Vecchi Tecnologa alimentare
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