Controllo pressione, colesterolo e insulina: utile consumare flavanoli. Le raccomandazioni dietetiche
I flavanoli sono una classe di polifenoli dalle spiccate caratteristiche antiossidanti. Sulla base di una revisione di studi clinici e metanalisi la American Heart Association ha proposto la prima linea guida per l'assunzione di queste sostanze bioattive direttamente da fonti alimentari. Non si tratta - specificano - di una guida all'integrazione di isolati concentrati, ma di una raccomandazione dietetica verso gli alimenti che ne sono più ricchi e si basa su un'evidenza di efficacia moderata proveniente da studi randomizzati controllati e studi osservazionali.
Flavonoidi fattore chiave per buona salute e prevenzione
I flavanoli, sottoclasse del più ampio gruppo dei flavonoidi, sono composti bioattivi contenuti in matrici vegetali, molto studiati per i loro effetti di prevenzione sulle malattie cardiovascolari: ipertensione, dislipidemia e alterazione dei livelli di insulina, che aumentano il rischio di malattia e diabete di tipo 2. Le prove a carico di un loro ruolo positivo sono sempre di più. Sarebbero un fattore chiave sia nel mantenimento della buona salute sia in termini di prevenzione, soprattutto con l'avanzare dell'età. L'efficacia sarebbe dovuta ad una sinergia fra le loro diverse proprietà: antinfiammatorie, antiossidanti, antimutagene e anticancerogene, insieme alla capacità di modulare l'attività enzimatica a livello cellulare. Fra le sottoclassi conosciute di flavonoidi, i flavan-3-oli sono la più consumata e sono abbondantemente presenti in tè verde e nero, mele, pere, frutti di bosco, uva bianca e rossa e prodotti a base di cioccolato/cacao (con quantità che vanno dai 133mg per 100 grammi di foglie secche nel tè verde, ai 43 mg per 100 grammi di mirtilli, 260 mg per 100 grammi di cacao o 4 mg per 100 grammi di uva). La raccomandazione generale secondo la American Heart Association, per la popolazione adulta, è quella di aumentare il consumo di cibi ricchi di nutrienti e ricchi di flavan-3-oli, facendo attenzione a mantenere il più basso possibile l'apporto di zuccheri aggiunti.
Dosaggi suggeriti per efficacia e sicurezza
La quantità suggerita per ridurre il rischio associato a malattie cardiovascolari e diabete è pari a 400-600 milligrammi di flavan-3-oli al giorno. Il consumo a questi livelli può aiutare, secondo gli esperti, a migliorare la pressione sanguigna, le concentrazioni di colesterolo HDL e la glicemia. Questa raccomandazione ha tenuto conto sia di una precedente opinione dell'Autorità europea per la Sicurezza alimentare (Efsa), che ha autorizzato una indicazione sulla salute sul consumo di flavanoli di cacao (che favorirebbero la vasodilatazione dell'endotelio), sia delle concentrazioni specifiche proposte per proantocianidine e catechine dalla Società di Nutrizione Cinese. La quantità proposta è comunque al di sotto dei limiti soglia per il l'integrazione di alcuni flavanoli. Numerosi studi, infatti, hanno segnalato i potenziali rischi dovuti ad una elevata assunzione di flavan-3-oli attraverso la supplementazione di concentrati (non l'assunzione per via alimentare delle fonti che naturalmente li contengono). Riguardano in particolare gli estratti concentrati di tè verde e le catechine purificate, compreso l'epigallocatechingallato (EGCG), per il quale sono stati evidenziati danni a livello epatico e disturbi gastrointestinali associati ad un consumo derivante principalmente dall'integrazione con estratti concentrati a digiuno. Efsa in merito alla sicurezza delle catechine del tè verde ha concluso che c'è un'evidenza che l'assunzione di dosi superiori a 800 mg di EGCG al giorno in forma di integratore può aumentare le transaminasi del siero. Anche la Società cinese di nutrizione ha proposto un livello di assunzione superiore tollerabile di 800 mg/die di proantocianidine. Il livello proposto da queste raccomandazioni nutrizionali, per una dieta equilibrata e sulla base di un consumo di alimenti che siano una fonte naturale di flavanoli, sottolineano gli esperti, si mantiene ben al di sotto dei limiti soglia valutati per gli integratori.
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A cura di Sabina Mastrangelo
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