Nutrizione
18 Aprile 2024L’alimentazione a base vegetale (plant-based) è associata a numerosi benefici per la salute, tra cui il miglioramento della pressione sanguigna, il controllo glicemico, i livelli di lipidi, l’indice di massa corporea e l’equilibrio acido-base

L’alimentazione a base vegetale (plant-based) – che sia una dieta latto-ovo vegetariana, flexitariana o con una predominanza di alimenti derivati da vegetali ma senza l’esclusione di cibi di origine animale - è associata a numerosi benefici per la salute, tra cui il miglioramento della pressione sanguigna, il controllo glicemico, i livelli di lipidi, l’indice di massa corporea e l’equilibrio acido-base. Alla componente dietetica vegetale è ormai riconosciuto un ruolo potenziale anche nel prevenire lo sviluppo e la progressione della malattia renale cronica (CKD). Se da un lato crescono le evidenze di effetti nefro-protettivi, rimane comunque ancora da approfondire l'adeguatezza nutrizionale e la sicurezza per la malattia renale cronica, per esempio, riguardo all'elevato contenuto di minerali come il fosforo e il potassio (e i relativi rischi di iperfosfatemia e/o iperkaliemia) che possono derivare dal maggiore consumo di alimenti a base vegetale.
Per il loro ruolo potenziale nella gestione della CKD alcune tipologie di diete plant-based sono state proposte come possibili trattamenti conservativi, per migliorare la progressione della malattia renale cronica e per ritardare o evitare il ricorso alla dialisi: la dieta vegana a basso contenuto proteico (0,7 g/kg di peso corporeo/giorno di proteine), le diete vegane a basso o bassissimo contenuto proteico integrate (0,6 g/kg di peso corporeo/giorno di proteine o 0,3 g/kg di peso corporeo/giorno di proteine integrate con aminoacidi essenziali e chetoacidi). Oppure la “dieta a basso contenuto proteico a predominanza vegetale” (Plant-Dominant Low-Protein Diet, PLADO) con >50% da fonti a base vegetale e la “nutrizione incentrata sulle piante nei pazienti con diabete e malattia renale cronica” (Plant-Focused Nutrition in Patients With Diabetes and CKD Diet, PLAFOND) sono due tipologie usate come mezzo per ridurre la progressione della malattia renale.
Una recente revisione, pubblicata su Nutrients, ha indagato il ruolo potenziale e i dati esistenti rispetto ai possibili effetti, la reale efficacia e la sicurezza di varie diete vegetariane e a base vegetale nella malattia renale cronica.
Indipendentemente dal tipo specifico, le diete a base vegetale hanno un profilo nutrizionale ottimale per la percentuale maggiore di alimenti (cereali integrali, cereali, noci, frutta e verdura) con profili nutrizionali favorevoli grazie al contenuto di fibre alimentari, acidi grassi insaturi, acido folico, magnesio, vitamina C, vitamina E, carotenoidi, sostanze fitochimiche. Vanno ovviamente valutati i possibili rischi in merito alla presenza, negli alimenti di origine vegetale, di minerali come fosforo e potassio. E’ necessario, tuttavia, ragionare in termini di biodisponibilità di questi elementi negli alimenti vegetali soprattutto non trasformati. Il fosforo presente negli alimenti a base vegetale infatti ha di solito una minor biodisponibilità (dal 20 al 40%) rispetto agli alimenti animali, che spesso contengono fosforo sotto forma di caseine (biodisponibilità dal 40 al 60%) e in generale rispetto agli alimenti trasformati, in cui il fosforo è solitamente presente come additivo alimentare (~100% biodisponibilità). Anche il rischio di ipercaliemia può essere gestito e contenuto con un regime vegetale composto da alimenti non processati, grazie al contenuto di fibra, carboidrati e altri nutrienti ad azione alcalinizzante che abbassano la biodisponibilità del potassio.
Un regime alimentare vegetale scongiura anche le principali complicanze della malattia renale cronica abbassando i livelli di pressione (per il minor contenuto di sodio, la presenza di fibre che aiutano anche il controllo della glicemia post prandiale e la dislipidemia) e diminuendo le tossine uremiche (dato il minor contenuto in carnitina, colina, fosfatidilcolina,tirosina e triptofano), con un impatto positivo anche sui livelli di infiammazione e di stress ossidativo.
Da diversi studi è emersa una minore incidenza di CDK e un rallentato sviluppo della malattia con l’adozione di diete vegetali. Rimane, sottolinea la review, la preoccupazione che tali diete abbiano un contenuto adeguato di sostanze nutritive tipiche degli alimenti di origine animale. Posto che l’adeguatezza nutrizionale è un obiettivo di qualsiasi regime alimentare, tanto per le persone sane quanto per quelle con patologie, è importante che nei casi di malattia renale siano fornite tutte le informazioni necessarie ed eventualmente un'integrazione adeguata, per gestire la dieta nel modo corretto, raggiungere e mantenere uno stato nutrizionale ideale scongiurando i rischi di malnutrizione e il peggioramento della malattia.
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