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Nutrizione

01 Luglio 2024

Emulsionanti: nuove indicazioni sui rischi legati al consumo. I dati aggiornati

Gli emulsionanti sono una categoria che negli ultimi anni si è trovata spesso al centro del dibattito per i possibili effetti collaterali sulla salute. Oggi sono circa 300 gli additivi approvati e 

di Francesca De vecchi - Tecnologa alimentare


Emulsionanti: nuove indicazioni sui rischi legati al consumo. I dati aggiornati

Fra gli additivi approvati per gli alimenti, gli emulsionanti sono una categoria che negli ultimi anni si è trovata spesso al centro del dibattito per i possibili effetti collaterali sulla salute. Ad oggi sono circa 300 gli additivi approvati: una grande famiglia che oltre agli emulsionanti comprende antiossidanti, coloranti, stabilizzanti, gelificanti, addensanti, conservanti e dolcificanti; della maggior parte di questi Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha valutato la sicurezza, determinando dosi giornaliere accettabili, come previsto dal regolamento CE 257/2010, che prescriveva che l’Autorità completasse entro il 2020 il riesame di tutti gli additivi autorizzati prima del 20 maggio 2009 (alcuni infatti  erano già stati valutati dal Comitato scientifico dell'alimentazione umana presso la Commissione europea prima dell'istituzione dell'EFSA stessa). 

I dati aggiornati: invito alla cautela
Per ora c’è una banca dati che raccoglie le informazioni: elenco di tutti gli additivi alimentari autorizzati, il loro numero e le condizioni d'uso. Il 70% degli additivi approvati prima del 2009 è stato ad oggi sottoposto a valutazione. Come si legge dal sito di Efsa “per le nuove valutazioni degli additivi alimentari a suo tempo autorizzati, gli esperti dell'EFSA verificano tutti i dati - disponibili tramite inviti a presentare dati o ricerche aggiornate in letteratura - rispetto ai requisiti scientifici più recenti emersi da quando l'EFSA o il comitato scientifico dell'alimentazione umana effettuarono una prima valutazione”. 

In merito agli emulsionanti le ultime ricerche scientifiche hanno sollevato dubbi importanti, che meritano se non un fermo nell’utilizzo, un invito alla cautela da parte di aziende utilizzatrici e consumatori e uno sprone ad eseguire ulteriori indagini scientifiche.

I due lavori recentemente pubblicati - uno studio sul rischio di cancro e uno sul rischio di sviluppare diabete di tipo 2 - hanno fatto emergere aspetti che nei prossimi anni verranno ulteriormente approfonditi, rielaborando i dati dell’ampia coorte del French NutriNet-Santè, che segue le abitudini alimentari della popolazione francese risalendo alla composizione esatta del prodotto.

Effetti su microbiota intestinale e sul metaboloma
Ricerche sperimentali hanno già suggerito un effetto pericoloso degli emulsionanti sul microbiota intestinale e sul metaboloma, aumentando il rischio di infiammazioni croniche e suscettibilità alla carcinogenesi. Food additive emulsifiers and cancer risk: Results from the French prospective NutriNet-Santé cohort (Plos Medicine, 2024) è il titolo del lavoro che ha valutatola relazione epidemiologica fra emulsionanti e insorgenza di cancro in un'ampia coorte prospettica di circa 92.000 adulti, seguiti per 7 anni e trovando un’associazione fra un più alto consumo di carragenine e mono- e digliceridi degli acidi grassi con il rischio complessivo di cancro al seno e alla prostata: durante il follow-up sono stati diagnosticati infatti 2.604 casi di cancro di cui 750 al seno, 322 alla prostata e 207 al colon-retto. Nessuna associazione è stata trovata per il cancro al colon retto e per altre sostanze i risultati non presentavano la necessaria robustezza.  Tuttavia, lo studio fornisce nuove evidenze epidemiologiche – scrivono gli autori - sul ruolo degli emulsionanti nel rischio di cancro, nonostante le limitazioni che includono possibili errori di misurazione dell'esposizione nell'assunzione di emulsionanti, tipici degli studi di osservazione.

Rischio diabete: gli emulsionanti sotto osservazione
Food additive emulsifiers and the risk of type 2 diabetes: analysis of data from the NutriNet-Santé prospective cohort study (Diabetes and Endocrinology, 2024) ha invece investigato per la prima volta l’associazione fra emulsionanti alimentari e insorgenza di diabete di tipo 2 dai dati raccolti da una popolazione di 104139 adulti dal 2009 al 2023, sempre di NutriNet-Santè, trovando che a diversi emulsionanti ampiamente utilizzati negli alimenti industriali si può associare un aumento del rischio di malattia. Durante il follow up (6 – 8 anni) a 1.056 persone è stato diagnosticato diabete di tipo 2. L’associazione trovata era per carragenine totali, gomma di carragenina (E407), gomma guar (E412), gomma arabica (E414), gomma xanthan (E415), fosfato tripotassico (E340), esteri dell’acido acetiltartarico dei monogliceridi e digliceridi degli acidi grassi (E472e) e citrato di sodio (E331). 

Si tratta, sia per questo ultimo studio come per il precedente citato, di associazioni, non di prove causa-effetto; ma sufficienti, secondo gli autori di entrambi lavori, per approfondire le ricerche e chiedere alle Autorità europee indagini approfondite e una revisione delle norme e delle quantità di utilizzo di queste sostanze, dove non siano già state applicate (le carragenine per esempio sono infatti limitate nelle formule e alimenti per infanzia, in conseguenza ai dati sul rischio di infiammazione intestinale).

https://journals.plos.org/plosmedicine/article?id=10.1371/journal.pmed.1004338

https://www.thelancet.com/journals/landia/article/PIIS2213-8587(24)00086-X/fulltext

https://ec.europa.eu/food/food-feed-portal/screen/food-additives/search 

TAG: INDAGINI NUTRIZIONALI, ADDITIVI ALIMENTARI, ALIMENTAZIONE

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