Integratori
16 Luglio 2024Il 4 luglio a Roma presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati si è tenuto un incontro su Integratori alimentari: analisi del mercato e prospettive di sviluppo nell’attuale quadro regolatorio europeo

Gli integratori alimentari stanno giocando un ruolo cruciale nella prevenzione primaria di molte malattie croniche e disturbi legati all’avanzare dell’età, allo stesso tempo rappresentano un settore in continua evoluzione che richiede una regolamentazione efficace per garantire sicurezza e tutela dei consumatori. L’incontro del 4 luglio che si è tenuto a Roma presso la Sala del Refettorio della Camera dei Deputati è stato l’occasione per fare un punto su “Integratori alimentari: analisi del mercato e prospettive di sviluppo nell’attuale quadro regolatorio europeo”.
In un messaggio inviato ai partecipanti l’Onorevole Marcello Gemmato, Sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, ha sottolineato che “nel settore degli integratori alimentari l’Italia può vantare una consolidata competenza, sia delle imprese che delle istituzioni, riconosciuta a livello europeo. Sono fiducioso che proseguendo sulla strada del dialogo e della collaborazione tra le istituzioni, le imprese e la comunità scientifica possiamo cogliere l’opportunità che il settore ci offre, per contribuire a migliorare la salute e il benessere dei cittadini”.
I dati del mercato sono stati presentati da Daniela Giuriati, Presidente di Assointegratori, che ha approfondito anche i limiti e le opportunità di crescita di questo settore in Italia.
Giuriati ha sottolineato che l'Italia è leader in Europa nel mercato degli integratori alimentari, con una spesa media pro-capite di 64 euro e il 54% della popolazione che utilizza regolarmente questi prodotti. Il mercato ha superato i 4,5 miliardi di euro, rappresentando il 28,6% del mercato europeo. Questo dato evidenzia l'importanza degli integratori alimentari nel mantenimento del benessere e della salute della popolazione italiana.
Ha anche ricordato che “un corretto utilizzo degli integratori alimentari possa rappresentare una risorsa significativa per il Sistema Sanitario Nazionale (SSN), generando risparmi notevoli in termini di spese sanitarie tra cui quelle legate ai farmaci e ai costi di ospedalizzazione. Ad esempio, un utilizzo regolare di acidi grassi omega3 potrebbe portare a un risparmio di circa 1,3 miliardi di euro per le persone over 55 o a rischio di malattie cardiovascolari. Inoltre, l'assunzione quotidiana di calcio e vitamina D potrebbe ridurre i costi correlati all'osteoporosi di 0,7 miliardi di euro”.
Nel tracciare il profilo del consumatore di integratori alimentari in Italia, Giuriati ha spiegato che “le principali tendenze includono un aumento dell'attività fisica (+18%), una maggiore attenzione all'equilibrio tra lavoro e tempo libero (+16%), il controllo e il monitoraggio della salute (+12%), l'attenzione al peso (+9%) e una dieta più equilibrata (+8%). Inoltre, il canale di vendita e-commerce ha registrato una crescita significativa (+11,95%), mentre le farmacie continuano a mantenere un trend positivo a valore”.
La presidente di Assointegratori ha evidenziato l'importanza di “armonizzare i regolamenti a livello europeo, in particolare riguardo ai dosaggi massimi di vitamine e minerali, e all'utilizzo di estratti vegetali (Botanicals) e altre sostanze con effetti fisiologici. Questa armonizzazione faciliterebbe la circolazione delle merci e contribuirebbe alla crescita del settore”.
In un’analisi swot del settore ha evidenziato i punti di forza, rappresentati dal fatto che l'Italia è il mercato leader in Europa, con una crescita sostenuta e una competenza riconosciuta dei farmacisti, le opportunità quali l'aumento della longevità della popolazione e la crescente attenzione al benessere e alla prevenzione, che rappresentano grandi opportunità di sviluppo, ma anche i punti di debolezza, come le incertezze a livello regolatorio sui Novel Foods e la scarsa omogeneità nell’applicazione del regolamento europeo, e le minacce, come inflazione, riduzione del potere d'acquisto e frammentazione dei canali di vendita.
Sulle sfide del mercato europeo è intervenuto anche Alessandro Colombo di Integratori & Salute, dalla sua relazione è emerso che “il mercato globale degli integratori alimentari è in crescita e nel panorama europeo l’Italia si conferma leader, con un mercato che continua ad espandersi. Le esportazioni italiane di integratori hanno raggiunto quasi 1,9 miliardi di euro nel 2023, con un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente, consolidando la posizione del paese come quarto esportatore a livello europeo. Le aziende italiane del settore mostrano una forte propensione a valorizzare il capitale umano, il 71% ha fatto nuove assunzioni nel 2021, con un'attenzione crescente alla digitalizzazione, all'innovazione e alla sostenibilità ambientale. Questi sono i principali driver delle scelte di investimento, confermando l’impegno dell’industria a rimanere competitiva e all’avanguardia”.
Quanto ai canali di acquisto, ha aggiunto Colombo, “un’indagine Ipsos del 2022 ha evidenziato che in Europa il canale offline rimane preferito per l’acquisto di integratori, in particolare la farmacia scelta dal 63% dei consumatori. Inoltre, nella top 5 delle fonti di informazioni sugli integratori il medico e il farmacista sono in cima alla lista in tutti i paesi europei. La fiducia dei consumatori nell’industria è alta, grazie alla trasparenza e alla qualità garantite dalle aziende”.
In generale, in Europa cresce l’attenzione verso stili di vita e alimentazione che puntano alla prevenzione in particolare delle patologie oncologiche e cardiovascolari e tra le attività di prevenzione il 70% dei cittadini indica un’alimentazione sana.
“Studi di simulazione – ha concluso Colombo - hanno esplorato come l’uso di alcuni integratori può rappresentare un beneficio per popolazioni target con riduzione del rischio di malattie cardiovascolari e osteoporosi e, di conseguenza, contribuire alla riduzione dei costi sanitari in EU. Per esempio, con l’uso di Omega 3 si potrebbe ottenere un risparmio annuale di 12,9 miliardi di euro per la salute cardiovascolare, con i fitosteroli 5,3 miliardi e con calcio e vitamina D sono cruciali per la salute delle ossa 4 miliardi”.
Nel corso della mattinata è intervenuta anche Maria Daglia, professore ordinario dell’Università di Napoli Federico II che ha approfondito le difficoltà e le prospettive di aggiornamento del regolamento Novel Food per gli integratori alimentari, sottolineando come “un'efficace regolamentazione degli integratori alimentari sia fondamentale per tutelare la salute umana e gli interessi dei consumatori, promuovendo al contempo la trasparenza e il funzionamento del mercato interno”.
La docente ha ricordato che il regolamento Novel Food (Reg. 258/1997 e Reg. 2283/2015) stabilisce i “criteri per considerare un alimento come nuovo, basandosi sull'assenza di un uso significativo per il consumo umano prima del 15 maggio 1997”. E ha evidenziato diverse difficoltà applicative del regolamento:
1. Storia di uso sicuro: la determinazione dello status di novel food si basa su una data (15 maggio 1997) nella quale l’attuale normativa sugli integratori alimentari non era ancora stata emanata, essendo la direttiva 46 che regolamenta questi prodotti del 2002.
2. Sostanziale equivalenza: nel primo Regolamento Novel food del 1997 era prevista, quale strumento per contribuire alla dimostrazione della sicurezza di un novel food, la cosiddetta sostanziale equivalenza rispetto a prodotti o ingredienti alimentari esistenti in termini di composizione, valore nutritivo, metabolismo, uso destinato e tenore di sostanze indesiderabili, che purtroppo non è stata più considerata nel Regolamento attualmente in vigore (reg 2283/2015).
3. Consultazione per lo status di novel food: gli operatori del settore alimentare che hanno incertezze sullo status di novel food di un loro prodotto devono consultare l’autorità dello Stato membro in cui intendono immettere in commercio per la prima volta il loro alimento per determinare se rientra nel regolamento Novel Food. Daglia ha illustrato casi pratici, come quelli del Tagete (Tagetes erecta L.), Kudzu (Pueraria lobata), e Amanori (Porphyra yezoensis), evidenziando le complessità nel determinare lo status di Novel Food e la scarsa omogeneità di valutazione delle Autorità competenti dei diversi Paesi Membri.
A chiudere gli interventi Marco Cossolo presidente nazionale di Federfarma che ha osservato come gli integratori alimentari hanno sollevato sempre più attenzione nel corso degli ultimi anni. Ha infatti ricordato che “in piena pandemia è stata fatta una norma, su suggerimento dell’allora Commissione tecnico-scientifica dell’Aifa, secondo la quale le farmacie già obbligate a trasmettere ai vari organi competenti della salute, per motivi di controllo della spesa farmaceutica, i dati dei farmaci del Servizio sanitario nazionale, dovevano inviare anche quelli sui farmaci di fascia C, dispositivi medici e sugli integratori alimentari. È evidente che la finalità non era più solamente di controllo della spesa, che permane, ma era legata alla necessità di conoscere l'interazione tra farmaci e tra farmaci e integratori alimentari. Questo perché è diventata coscienza comune che gli attivi contenuti negli integratori siano in grado di influenza la salute dei consumatori e quindi anche di interagire con farmaci che le persone assumono”. Cossolo ha infatti sottolineato che il farmacista “deve essere continuamente aggiornato dal punto di vista scientifico, perché gli integratori alimentari possono anche avere effetti collaterali e mostrare interazioni con i farmaci. Il farmacista deve conoscere bene quello che dispensa – ha concluso - e pretendere la conoscenza degli studi di efficacia, di tollerabilità e delle eventuali interazioni”.
La Prof.ssa Maria Daglia ha chiuso il convegno sottolineando la necessità di aggiornare alcune normative europee per renderle al passo dei tempi, e ringraziando gli Onorevoli Vito De Palma, Segretario Ufficio di Presidenza Commissione Bicamerale sul Federalismo Fiscale – Capogruppo Commissione Finanza, e Ugo Cappellacci, Presidente Commissione Parlamentare Affari Sociali, per essere intervenuti e aver dato la loro disponibilità per la costruzione di un percorso utile per valorizzare il settore e, soprattutto, continua Daglia “per superare l’attuale fase che, nonostante la crescita continua del comparto, è attualmente caratterizzata da non poche difficoltà che rischiano di mettere a repentaglio il lavoro fino ad ora svolto e di ostacolare la crescita.
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