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Nutrizione

13 Gennaio 2026

Dieta chetogenica e ovaio policistico, benefici a breve termine su peso, ormoni e metabolismo

Una meta-analisi su Clinical Nutrition indica miglioramenti di peso, profilo lipidico, insulino-resistenza e alcuni parametri ormonali nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico in sovrappeso o obese, ma l’elevata eterogeneità degli studi e l’assenza di dati a lungo termine impongono cautela

di Redazione Farmacista33


Dieta chetogenica e ovaio policistico, benefici a breve termine su peso e metabolismo

La dieta chetogenica può determinare miglioramenti metabolici e ormonali a breve termine nelle donne con sindrome dell’ovaio policistico (Pcos), soprattutto in presenza di sovrappeso o obesità, ma le evidenze disponibili restano eterogenee e limitate nel tempo. È quanto emerge da una meta-analisi pubblicata sulla rivista Clinical Nutrition, che ha valutato l’impatto della dieta chetogenica (Kd) su parametri antropometrici, metabolici ed endocrinologici in questa popolazione.

Miglioramenti su peso e profilo metabolico

La Pcos è una delle più frequenti endocrinopatie dell’età fertile ed è spesso associata a insulino-resistenza, obesità, dislipidemia e iperandrogenismo. La Kd, caratterizzata da un elevato apporto di grassi, una quota moderata di proteine e una marcata restrizione dei carboidrati, induce chetosi nutrizionale e, secondo diverse ipotesi fisiopatologiche, potrebbe migliorare la sensibilità insulinica e favorire la perdita di peso, due fattori chiave nella gestione della sindrome.

La revisione sistematica ha incluso 15 studi condotti in Europa, Asia e Americhe: otto studi di coorte, cinque trial randomizzati controllati, una serie di casi e un case report. Dieci di questi sono stati inclusi nella meta-analisi quantitativa. In tutti gli studi, il Bmi medio delle partecipanti superava 25 kg/m², indicando una popolazione prevalentemente in sovrappeso o obesa.

L’analisi primaria ha mostrato che, dopo interventi con dieta chetogenica, BMI, peso corporeo e circonferenza vita si riducevano in modo significativo rispetto ai valori basali, sebbene con un’elevata eterogeneità tra gli studi. Anche il profilo lipidico migliorava: colesterolo totale, Ldl e trigliceridi diminuivano in modo significativo, mentre l’HDL tendeva ad aumentare, senza però raggiungere la significatività statistica.

Parallelamente, le misure di insulino-resistenza, in particolare HOMA-IR e livelli di insulina, risultavano significativamente ridotte, con effetti variabili in funzione dello stato metabolico di partenza e dell’entità della perdita di peso.

Confronto con altre diete e impatto sugli ormoni

Sul piano endocrinologico, la Kd era associata a una riduzione dei livelli di ormone luteinizzante (Lh) e di testosterone, due parametri tipicamente elevati nella Pcos, mentre l’ormone follicolo-stimolante (Fsh) rimaneva sostanzialmente invariato. Anche in questo caso, le dimensioni dell’effetto variavano ampiamente tra gli studi.

Nelle analisi secondarie che mettevano a confronto la dieta chetogenica con altri regimi alimentari, la Kd si associava a riduzioni maggiori di BMI, peso e circonferenza vita. I trigliceridi e il colesterolo totale risultavano più bassi nel gruppo chetogenico, mentre Hdl e Ldl non differivano in modo significativo tra i gruppi. Tra gli outcome ormonali, si osservava una riduzione dell’Lh e un lieve aumento dell’Fsh con la Kd, mentre i livelli di testosterone non mostravano differenze significative rispetto alle altre diete. Anche l’HOMA-IR si riduceva maggiormente con la Kd, a fronte però di una notevole eterogeneità nei livelli di insulina.

Benefici legati al controllo del peso

Nel complesso, gli autori sottolineano che i benefici osservati sugli outcome antropometrici, metabolici ed endocrinologici sembrano essere mediati in larga parte dalla perdita di peso e dal miglioramento della sensibilità insulinica, più che dalla chetosi in sé. Inoltre, non è chiaro se questi miglioramenti si traducano in un vantaggio clinicamente rilevante sugli outcome riproduttivi o sulla fertilità nel lungo periodo.

 La dieta chetogenica emerge quindi come una possibile opzione dietetica per pazienti selezionate con Pcos, in particolare in presenza di sovrappeso o obesità e insulino-resistenza. Tuttavia, l’elevata eterogeneità degli studi e la carenza di dati di follow-up prolungato impongono un’interpretazione prudente. Gli autori concludono che saranno necessari trial randomizzati controllati di ampie dimensioni e di lunga durata per chiarire il reale ruolo della Kd nella gestione della Pcos e definirne sicurezza, sostenibilità e benefici clinici a lungo termine.

Fonte:

https://www.clinicalnutritionjournal.com/article/S0261-5614(25)00314-0/fulltext 

TAG: DIETA CHETOGENICA, OVAIO, ORMONI

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