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08 Aprile 2025

Vitamina E, in gravidanza potrebbe ridurre lo sviluppo di allergie nei figli

Uno studio in vivo evidenzia che l'integrazione con vitamina E in gravidanza comporta la riduzione di IgE per allergeni alimentari e la comparsa di reazione anafilattica meno grave nella prole 

di Sabina Mastrangelo


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La vitamina E, in particolare la forma α-tocoferolo, potrebbe ridurre lo sviluppo di allergie alimentari e anafilassi nei neonati, quando assunta dalla madre in gravidanza. A sostenerlo è una ricerca condotta in vivo, i cui risultati sono stati pubblicati su The Journal of Immunology. Lo studio è stato coordinato da Allison Kosins, della Indiana University di Indianapolis, negli USA.

Le allergie alimentari

Un po’ a causa della confusione nella terminologia, un po’ per le differenze nei criteri diagnostici e per mancanza di procedure diagnostiche idonee, ci sono molte incertezze riguardo l’esatta prevalenza delle allergie alimentari, che potrebbe essere sovrastimata a causa dell’utilizzo di test diagnostici alternativi o che non hanno un valore scientifico.

In Italia, i dati sulla prevalenza delle reazioni avverse al cibo sono piuttosto scarsi. Uno studio del 2003 ha evidenziato che l’8% delle madri riferisce che il proprio bambino ha sofferto o soffre di intolleranze, ma su questo dato ci sono forti differenze regionali. Studi europei stimano, invece, una percentuale di reazioni avverse al cibo intorno al 7,5% nei bambini, mentre l’American Academy of Allergy Asthma and Immunology sostiene che l’8% dei bambini sotto i sei anni abbia reazioni avverse al cibo, di cui il 2-4% è una reazione allergica. Dal 2007 al 2021, comunque, la prevalenza di allergie alimentari nei bambini è aumentata del 50% negli USA, con l’allergia alle arachidi che ha rappresentato un aumento del 21% dal 2010, per cui circa il 2,5% dei bambini statunitensi potrebbe avere un’allergia alle arachidi.

Il ruolo nelle reazioni allergiche

La vitamina E è un antiossidante che contribuisce al mantenimento dell’integrità cellulare è contenuta soprattutto in frutti oleosi, come le olive, il germe di grano e i semi. Una carenza di vitamina E, generalmente associata a una malnutrizione, comporta difetti generali dello sviluppo, compresi disturbi al sistema nervoso e al metabolismo generale. Il fabbisogno giornaliero si aggira sugli 8 mg. 

Precedenti ricerche hanno dimostrato che la vitamina E, in particolare l’isoforma α-tocoferolo, può influenzare le reazioni allergiche nelle condizioni respiratorie. Studi condotti sia sugli esseri umani che in vivo indicano che la vitamina E è associata a una migliore funzionalità polmonare e a una riduzione dell’infiammazione. Il meccanismo d’azione comporta il blocco di determinati percorsi di segnalazione cellulare. Tuttavia, non è ancora chiaro se l’α-tocoferolo possa prevenire lo sviluppo di allergie alimentari o anafilassi.

Protezione sulla prole 

Per valutare l’impatto della vitamina E sulle allergie, i ricercatori hanno utilizzato animali inclini a sviluppare eczema e allergie alimentari, che generalmente si manifestano insieme anche nei bambini. Le femmine hanno ricevuto una dieta integrata con α-tocoferolo o una dieta di controllo, mentre la prole è stata sensibilizzata da 4 a 5 volte con la co-esposizione all’allergene alimentare estratto di arachidi (PNE) e all’allergene ambientale Alternaria alternata (Alt), mentre i controlli che sono stati esposti a soluzione salina, solo PNE o solo Alt.

I risultati hanno dimostrato che l’integrazione della dieta materna con α-tocoferolo durante la gravidanza e l’allattamento ha portato a prole con livelli inferiori di anticorpi immunoglobulina E (IgE) per allergeni alimentari. Inoltre, la prole è andata incontro a una reazione anafilattica meno grave quando esposta alle arachidi.  

TAG: GRAVIDANZA, VITAMINA E, NUTRIZIONE

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