Nutrizione
13 Giugno 2025Una review pubblicata sul primo numero di Pneumologia Pediatrica ha analizzato come prevenire infezioni e patologie croniche attraverso l’assunzione di micro- e macro-nutrienti

Grazie al suo contenuto di sostanze antiossidanti, la dieta mediterranea durante la gravidanza e l’infanzia riduce il rischio di malattie respiratorie. Inoltre, le proprietà immunomodulanti e protettive dell’allattamento al seno esclusivo, rendono questa strategia fondamentale nei primi sei mesi di vita. A evidenziarlo è una review pubblicata su Pneumologia Pediatrica da un gruppo guidato da Alessia Fantaccini, dell’Università di Pisa, che ha analizzato i vari micro- e macro-nutrienti fondamentali per il feto e il neonato, dal concepimento ai due anni di vita.
Secondo il gruppo italiano, i primi 1000 giorni di vita, che corrispondono al periodo che va dal concepimento fino al compimento dei 2 anni, sono un periodo critico, con elevata suscettibilità a fattori ambientali e nutrizionali, che possono avere un impatto significativo sulla salute del bambino. In questa delicata fase, infatti, i modelli nutrizionali adottati sin dalla gravidanza influiscono sullo sviluppo e sulla regolazione del sistema immunitario, con ripercussioni significative sull’insorgenza delle patologie che si manifestano durante l’infanzia e possono persistere in forma cronica in età adulta, come le malattie respiratorie a carattere infiammatorio e allergico quali l’asma. Allo stesso modo, nella fase prenatale, l’assunzione di macro- e micro-nutrienti può essere un utile strumento di prevenzione.
La somministrazione di vitamina D in età pediatrica è una prassi consolidata. In Italia, l’integrazione con vitamina D è raccomandata per i bambini almeno fino a un anno ed è consigliata nel periodo autunno-inverno per l’infanzia e le donne in gravidanza. L’ipovitaminosi D durante la gestazione, infatti, è associata ad un aumentato rischio di preeclampsia e diabete gestazionale, nonché a un maggiore rischio per il nascituro di comorbilità di natura respiratoria, ossea ed endocrinologica nei primi anni di vita. L’integrazione di vitamina D rappresenta, dunque, una strategia promettente di prevenzione. Anche un’insufficiente assunzione di acidi grassi polinsaturi a catena lunga (PUFA) Omega-3 è associata a un maggior rischio di sviluppare sintomi di asma e broncospasmo, il che suggerisce un potenziale ruolo protettivo di questi composti. In questo caso, il quantitativo di PUFA assunto non dipende solo dalle abitudini alimentari, ma anche da variabili legate all’assorbimento. Per questo, l’integrazione può garantire livelli adeguati per raggiungere gli effetti clinici di riduzione dell’attività pro-infiammatoria dell’acido arachidonico e dei derivati, la cui produzione è invece favorita da un aumento dell’apporto di Omega-6.
Per quel che riguarda gli oligoelementi zinco, selenio, magnesio, gli esperti evidenziano che sono essenziali per la salute respiratoria fin dalla prima età, grazie alle proprietà immunomodulanti e alla capacità di regolare i processi flogistici a livello bronchiale. Durante le fasi pre- e post-natale, il fabbisogno di questi minerali è particolarmente elevato, ma non sempre è fornito in modo adeguato con la dieta, per cui è importante seguire un modello alimentare equilibrato e completo o ricorrere all’integrazione. Infine, i complessi multivitaminici sono una delle forme più diffuse di integrazione alimentare in gravidanza e nell’età evolutiva e in questo caso, il team sottolinea come nel tempo siano emerse sempre più evidenze a supporto di questa strategia.
L’allattamento al seno esclusivo nei primi 6 mesi di vita è un pilastro fondamentale della salute del bambino nel breve e lungo termine, come evidenziato anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Tre i benefici correlati al latte materno vi sono la prevenzione delle infezioni nei primi mesi di vita e la riduzione dell’esposizione agli antigeni esogeni, che contribuisce allo sviluppo di un microbiota intestinale benefico. Riguardo alle malattie respiratorie, l’allattamento al seno si è dimostrato protettivo: i lattanti allattati al seno per almeno 4 mesi hanno sia un rischio molto inferiore di sviluppare patologie respiratorie sia una ridotta gravità di queste ultime. Anche le infezioni respiratorie superiori, comprese otiti e riniti, sono meno frequenti nei bambini che assumono latte materno. Per questo, l’allattamento materno deve essere sempre raccomandato.
In ultimo, a livello di regime alimentare, la dieta mediterranea della madre è associata a una riduzione del rischio di respiro sibilante fino ai 6 anni di età e rappresenta il modello alimentare con effetto preventivo più promettente, per la ricchezza di componenti antiossidanti, fondamentali per contrastare l’infiammazione. Anche l’aderenza durante l’infanzia alla dieta mediterranea ha mostrato risultati incoraggianti sulla riduzione del rischio di respiro sibilante e asma infantile. È da evitare, invece, l’esposizione a elevati livelli di zuccheri, bevande analcoliche gassate, cibi ricchi di carboidrati ultra-processati e di acidi grassi saturi, dal momento che è stata associata a un rischio più elevato di asma, rinite allergica e allergie alimentari.
Fonte:
Fantaccini A. et al., First 1000 days of life: micronutrients and trajectories of respiratory health in children. Pneumologia Pediatrica (2025); doi: 10.63304/PneumolPediatr.2025.02
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