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06 Ottobre 2025

Psoriasi, benefici clinici dai polifenoli: nuovi dati a una review

Una nuova revisione sistematica, pubblicata su Nutraceuticals, mostra che i polifenoli possono apportare benefici clinici nella psoriasi, con riduzioni dei marker infiammatori e miglioramenti degli indici di gravità

di Paolo Levantino - Farmacista clinico


Psoriasi, benefici clinici dai polifenoli: nuovi dati a una review

La psoriasi è una malattia cronica della pelle di natura autoimmune e infiammatoria che colpisce circa il 2–3% della popolazione mondiale. Si manifesta con chiazze eritematose e squamose, spesso accompagnate da prurito e fastidio, e in alcuni casi può estendersi anche alle unghie e alle articolazioni, dando origine alla forma artritica. Negli ultimi anni si è diffuso l’interesse verso strategie complementari e naturali, tra cui i polifenoli.

Meccanismi alla base della psoriasi e il ruolo dei polifenoli

La psoriasi è caratterizzata da un’attivazione eccessiva del sistema immunitario e da un aumento di mediatori come il TNF-α, l’IL-17 e l’IL-22, che alimentano il ciclo di infiammazione e iperproliferazione dei cheratinociti. I polifenoli sembrano in grado di interferire con questi meccanismi: in diversi modelli preclinici hanno infatti mostrato di ridurre l’attività della via NF-kB, di modulare l’asse IL-17/Th17 e di contrastare lo stress ossidativo, che contribuisce al danno tissutale.

La curcumina: polifenolo più studiato

In uno studio del 2015, condotto su 63 pazienti con psoriasi a placche lieve, una formulazione orale di curcumina assunta a 2 grammi al giorno per dodici settimane ha portato a una riduzione significativa del punteggio PASI e a un calo dei livelli sierici di interleuchina-22. Tre anni dopo, uno studio su 40 pazienti con psoriasi del cuoio capelluto ha valutato un preparato topico a base di curcuma applicato due volte al giorno per nove settimane: rispetto al placebo, sono migliorati eritema, desquamazione e indurimento. Nel complesso, le ricerche cliniche e precliniche sulla curcumina riportano riduzioni di TNF-α, IL-17 e IL-22 comprese tra il 30% e il 60%.

Altri polifenoli di interesse

Nel 2016, un estratto di polifenoli dell’olivo somministrato a 30 pazienti con psoriasi lieve-moderata ha determinato in quattro settimane una riduzione media del PASI del 27% (da 4,0 a 2,92 ± 1,52). Nel 2018, uno studio su 61 pazienti ha testato un unguento contenente il 2% di polifenoli di abete argentato, osservando un miglioramento clinico nel 40% dei casi, soprattutto nelle placche dei gomiti. In uno studio osservazionale del 2014, l’assunzione di un estratto standardizzato di corteccia di pino marittimo (Pinus pinaster) in pazienti con psoriasi moderata-severa è stata associata a riduzione delle aree cutanee colpite, dell’eritema e della desquamazione, con miglioramento dell’idratazione e tempo complessivo di trattamento ridotto del 30%.

Nonostante i risultati promettenti, le prove cliniche disponibili restano ancora limitate. Gli studi condotti finora hanno coinvolto campioni ridotti e hanno avuto una durata relativamente breve. Per confermare gli effetti osservati e valutare la reale utilità dei polifenoli nella pratica clinica, saranno necessari trial più ampi, prolungati nel tempo e condotti con formulazioni standardizzate.

Fonte

Alalwan, T.A.; Aksal, R.; Allehdan, S.; Rondanelli, M.; Perna, S. Effect of (Poly)phenols as Potential Agents in the Treatment of Psoriasis: A Systematic Review of the Evidence and Future Applications. Nutraceuticals 2025, 5, 24. https://doi.org/10.3390/nutraceuticals5030024

TAG: PSORIASI, POLIFENOLI

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