Nutrizione
03 Dicembre 2025In Australia l'Agenzia regolatoria ha disposto il ritiro dalla libera vendita degli integratori ad alto contenuto di vitamina B6: sopra 50 mg l’acquisto richiederà il consiglio del farmacista e oltre 200 mg la ricetta. La decisione arriva dopo segnalazioni di neuropatie legate all’uso prolungato di alti dosaggi. La TGA invita a monitorare sintomi

In seguito alle segnalazioni di effetti collaterali legati all'uso a lungo termine l'agenzia regolatoria australiana per i medicinali ha disposto il ritiro dalla libera vendita degli integratori ad alto contenuto di vitamina B6: dal 2027 qualsiasi prodotto a base di vitamina B6 contenente più di 50 mg per dose giornaliera dovrà essere richiesto al farmacista e per dosaggi sopra i 200 mg servirà la ricetta medica. Sono le disposizioni della Therapeutic Goods Administration per “rafforzare i controlli di sicurezza per i prodotti contenenti vitamina B6”.
La carenza di vitamina B6, sottolinea la Tga in una nota, è rara nella popolazione australiana e ricorda che “il fabbisogno medio di vitamina B6 per un adulto è di 1,1-1,3 mg al giorno e l'assunzione giornaliera raccomandata per un adulto sano è di 1,3-1,7 mg/giorno”. La carenza di vitamina B6 è più probabile negli anziani, nelle persone con dipendenza da alcol, obesità o in determinate patologie renali, epatiche e autoimmuni.
L’Agenzia chiarisce che “i prodotti con basse dosi di vitamina B6 continueranno a essere disponibili per la vendita al dettaglio, mentre i prodotti con dosi più elevate richiederanno il parere di un farmacista o la prescrizione di un medico, a seconda del dosaggio”.
Le modifiche fanno seguito alla decisione finale dell’Agenzia della TGA di modificare il “Poisons Standard” per la vitamina B6, basata su un ampio processo di revisione, inclusa una consultazione pubblica che ha mostrato un forte sostegno a controlli più rigorosi.
“La decisione trova un equilibrio tra i benefici della vitamina B6, per i quali alcune persone potrebbero aver bisogno di un'integrazione a basso dosaggio, e i rischi dell'assunzione prolungata di dosi elevate, che possono includere danni ai nervi periferici”.
Nello specifico, “i preparati orali contenenti 50 mg o meno per dose giornaliera raccomandata continueranno a essere disponibili per la vendita al dettaglio”, quelli “contenenti più di 50 mg ma non più di 200 mg per dose giornaliera raccomandata saranno disponibili senza ricetta medica, previo parere di un farmacista” e infine quelli “contenenti più di 200 mg per dose giornaliera raccomandata continueranno a richiedere la prescrizione medica”.
Le modifiche al contenuto di vitamina B6 saranno implementate il 1° giugno 2027 per dare all'industria, agli operatori sanitari e alle aziende tempo sufficiente per apportare le modifiche necessarie, tra cui l'aggiornamento dell'etichettatura dei prodotti e la gestione delle scorte. La Tga invita i consumatori a controllare sempre l'etichetta di qualsiasi prodotto vitaminico o integratore per la presenza di vitamina B, chiamata anche piridossina, piridossamina e piridossale.
In caso di formicolio, bruciore o intorpidimento a mani o piedi, interrompere immediatamente l'assunzione del prodotto e consultare un medico il prima possibile.
È consigliabile consultare un operatore sanitario qualificato per stabilire il trattamento più adatto alle proprie esigenze. È inoltre possibile segnalare eventuali effetti collaterali alla TGA tramite il sistema di segnalazione degli eventi avversi. La segnalazione ci aiuta a migliorare la sicurezza dei farmaci per tutti.
In un'intervista rilasciata a The Guardian, la dietista sportiva dell'Università dell'Australia Meridionale, Evangeline Mantzioris, sottolinea che inizialmente l'uso di polveri arricchite e integratori ad alto dosaggio, venivano utilizzate principalmente per i pazienti ospedalieri malnutriti o incapaci di alimentarsi, ma la rapida crescita della disponibilità di prodotti e integratori arricchiti con vitamina B, incluse bevande energetiche e proteine in polvere, ha aumentato i livelli di assunzione anche inconsapevole pertanto le modifiche sono "ragionevoli e necessarie per proteggere la popolazione generale".
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