Integratori alimentari
07 Gennaio 2026Una review analizza funzioni, fonti alimentari, fabbisogno e sintomi da carenza di vitamina B12, con un confronto tra le forme naturali e quelle sintetiche utilizzate negli integratori. L’articolo approfondisce anche i limiti dell’assorbimento e le implicazioni cliniche per le popolazioni a rischio

La vitamina B12, nota anche come cianocobalamina, è una vitamina essenziale che può essere assunta principalmente attraverso la dieta. Sebbene gli alimenti di origine animale forniscano una quantità adeguata, una carenza di B12 è comune in alcune popolazioni, come gli anziani e i vegetariani e vegani. Una review pubblicata su Cureus ha analizzato vari aspetti della vitamina B12: dalla fisiologia alle fonti, dall’assorbimento al quadro clinico della carenza, confrontando le forme naturali e sintetiche. La review è stata curata da Christopher Behringer, del Lake Erie College of Osteopathic Medicine di Erie (USA).
La vitamina B12 è utilizzata dall’organismo nella formazione dei globuli rossi, nel metabolismo cellulare, nella produzione di energia cellulare, nella sintesi del DNA e nella mielinizzazione. Questa vitamina, inoltre, è un cofattore chiave di processi metabolici, oltre a essere necessaria per diverse reazioni biochimiche per la produzione di purine e pirimidine, che sono tra i costituenti del DNA.
Esistono diverse fonti di vitamina B12, sia sotto forma di integratori che naturali. Gli alimenti che contengono più vitamina B12 naturale sono fegato di manzo, vongole, salmone, yogurt greco e uova. L’assunzione giornaliera raccomandata di B12 varia in base alle popolazioni: per uomini e donne adulti, si raccomandano 2,4 mcg/giorno, per le donne in gravidanza 2,6 mcg/giorno e per quelle in allattamento 2,8 mcg/giorno, mentre i neonati necessitano della quantità minima. Si stima, comunque, che il 3% delle persone tra 20 e 39 anni, il 4% di quelle nella fascia 40-59 anni e il 6% delle persone dai 60 anni in su soffrano di carenze. Alcuni gruppi di individui, poi, sono più suscettibili al deficit, come anziani, vegani, vegetariani, e persone con patologie dell’apparato digerente. Esistono anche vari farmaci, come la metformina, gli inibitori della pompa protonica, i antistaminici anti-H2 e gli anticoncezionali orali, che possono influenzare i livelli di B12.
La carenza di vitamina B12 può presentarsi con anemia, affaticamento, debolezza muscolare, danni ai nervi, disturbi dell’umore, problemi intestinali e demenza. Inoltre, possono svilupparsi anche i seguenti sintomi: dolore alla bocca o alla lingua, pelle giallastra, perdita di peso, intorpidimento e formicolio a mani e piedi e problemi alla vista. La B12 è anche coinvolta nel corretto funzionamento del cervello, con una carenza che può portare a depressione e paranoia come possibili sintomi. Nelle donne in gravidanza, può portare a difetti del tubo neurale come spina bifida, anencefalia ed encefalocele. Se si sospetta una carenza di B12, è necessario misurare i livelli ematici di B12: se il livello è inferiore a 150/mL, vi è una carenza clinica, che può essere trattata con l'integrazione.
La cobalamina presente negli alimenti o negli integratori viene attivata attraverso la sua conversione in metilcobalamina e adenosilcobalamina, entrambe chimicamente identiche alla vitamina B12 naturale. Al contrario, la cianocobalamina - la forma sintetica comunemente utilizzata negli integratori - deve prima essere convertita in cobalamina e mutazioni nelle vie metaboliche della B12 possono compromettere questa conversione.
L’accumulo di cianocobalamina nel fegato, inoltre, è inferiore a quello della vitamina B12 naturale. Alcuni studi indicano anche maggiori perdite urinarie di cianocobalamina rispetto alla metilcobalamina. Le prove attuali suggeriscono, ma non dimostrano in modo conclusivo, che i risultati favoriscano l’integrazione di metilcobalamina rispetto alla cianocobalamina. Ciononostante, entrambe le forme di vitamina B12 aumentano in modo efficace i livelli sierici di B12 e i dati comparativi sugli outcome sono limitati.
Secondo gli autori, comunque, è utile valutare l’eventuale carenza di B12 negli anziani, nei vegetariani e nei vegani e in coloro che soffrono di determinati disturbi gastrointestinali. La diagnosi precoce e il trattamento, infatti, possono aiutare a prevenire complicanze neurologiche ed ematologiche a lungo termine.
Fonte:
Behringer C. R. et al., Vitamin B12: a comprehensive review of natural vs synthetic forms of consumption and supplementation. Cureus (2025); doi: 10.7759/cureus.96258
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