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Integratori alimentari

25 Marzo 2026

Fragilità ossea e osteoporosi, prevenzione e integrazione mirata per ridurre il rischio di fratture

Calcio e vitamina D restano elementi fondamentali per la salute ossea in tutte le fasi della vita. Accanto a corretti stili di vita e diagnosi precoce, un’integrazione mirata e personalizzata rappresenta uno strumento essenziale per prevenire la fragilità ossea, migliorare l’aderenza terapeutica e ridurre il rischio di fratture

di Redazione Farmacista33


osteoporosi donna ossa lastra

Calcio e vitamina D, insieme a corretti stili di vita e a una gestione integrata del paziente, restano strumenti chiave per prevenire fratture e complicanze in una popolazione che invecchia. Se ne è discusso in un incontro scientifico organizzato da Ibsa a Milano, che ha riunito clinici e medici di medicina generale per fare il punto su prevenzione, diagnosi e trattamento delle patologie ossee.

La fragilità ossea e l’osteoporosi rappresentano un problema sanitario rilevante, destinato a crescere con l’aumento dell’aspettativa di vita. In Italia la patologia interessa circa 5 milioni di persone e comporta un impatto significativo sul Servizio sanitario nazionale, soprattutto in termini di assistenza e riabilitazione dopo fratture da fragilità. In questo scenario, la prevenzione precoce e la corretta gestione del paziente assumono un ruolo centrale.

Nel corso della conferenza, gli esperti hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere tempestivamente i fattori di rischio e di intervenire con strategie integrate. Come ha spiegato il dottor Orazio Falla, endocrinologo e responsabile dell’ambulatorio osteoporosi della ASL Roma 5, "l’osteoporosi è una malattia silenziosa e asintomatica, che spesso si manifesta solo quando si verifica una frattura", sottolineando l’importanza di preservare la salute delle ossa in ogni fase della vita.

Calcio e vitamina D: un binomio essenziale per il metabolismo osseo

Uno dei temi centrali del confronto ha riguardato il ruolo sinergico di calcio e vitamina D nel mantenimento della salute ossea. La vitamina D favorisce l’assorbimento intestinale del calcio e contribuisce al corretto funzionamento del sistema muscolare e immunitario, mentre il calcio è fondamentale per la struttura dello scheletro e per numerosi processi cellulari.

Secondo gli esperti, le carenze di questi nutrienti restano diffuse nella popolazione italiana, anche a causa di stili di vita che riducono l’esposizione al sole e di abitudini alimentari non sempre adeguate. In presenza di deficit, la supplementazione rappresenta un passaggio necessario, in particolare nei pazienti già in trattamento per osteoporosi.

Lo ha evidenziato lo stesso Falla, ricordando che "una volta confermata la diagnosi di osteoporosi, è necessario avviare una terapia anti-osteoporotica specifica, da associare a un corretto apporto di calcio e vitamina D, attraverso un’adeguata supplementazione", in linea con quanto previsto dalle indicazioni regolatorie.

Stili di vita e prevenzione: dieta, sole e attività fisica

Accanto all’integrazione nutrizionale, gli specialisti hanno ribadito il ruolo determinante degli stili di vita nella prevenzione della fragilità ossea. Una dieta ricca di calcio, un’adeguata esposizione solare e la pratica regolare di attività fisica contribuiscono allo sviluppo e al mantenimento della massa ossea.

Il medico di medicina generale Cesare Liberali, della ASST Milano Ovest, ha sottolineato come l’attività fisica rappresenti uno stimolo diretto alla formazione di tessuto osseo più resistente: "le sollecitazioni meccaniche che avvengono durante l’allenamento, in particolare i carichi che esercitano pressione, inducono la produzione di tessuto osseo più compatto e resistente". Anche attività moderate, come il ballo o l’esercizio regolare, possono avere effetti positivi sul sistema muscolo-scheletrico.

Allo stesso tempo, è necessario prestare attenzione a regimi alimentari eccessivamente restrittivi, che possono aumentare il rischio di carenze nutrizionali e di fratture, soprattutto in alcune categorie di pazienti e negli sportivi.



Aderenza terapeutica e gestione del paziente cronico

Un ulteriore aspetto emerso nel corso dell’incontro riguarda l’aderenza terapeutica, considerata un fattore determinante nella gestione delle patologie ossee croniche. Nei pazienti politrattati, la semplicità di assunzione e la tollerabilità dei trattamenti possono influenzare in modo significativo la continuità della terapia.

In questo contesto, la collaborazione tra medico di medicina generale e specialisti è stata indicata come elemento chiave per una presa in carico efficace. Il medico di famiglia svolge spesso un ruolo di primo filtro nell’identificazione dei fattori di rischio e nella gestione dei casi meno complessi, mentre lo specialista interviene nelle situazioni più avanzate o complicate.

Liberali ha evidenziato anche l’importanza di un approccio personalizzato alla supplementazione: "la supplementazione deve essere definita attraverso un percorso mirato, calibrato sulle reali necessità del paziente e basato su un’anamnesi nutrizionale che tenga conto di età, sesso, stile di vita e condizioni cliniche preesistenti".

Innovazione nelle formulazioni e nuove opzioni di integrazione

Nel corso della conferenza è stato affrontato anche il tema dell’innovazione tecnologica nelle formulazioni di vitamina D, con l’obiettivo di migliorare la praticità di assunzione e favorire l’aderenza terapeutica nei pazienti che devono assumere la terapia per lunghi periodi. In questo quadro si inserisce anche la disponibilità di nuove formulazioni di integratori a base di calcio citrato, caratterizzate da una maggiore tollerabilità e da una modalità di assunzione più flessibile. Secondo il medico di medicina generale, queste caratteristiche possono facilitare la continuità del trattamento: "ricorrere a un integratore a base di calcio citrato offre un vantaggio concreto: può essere assunto lontano dai pasti ed è generalmente meglio tollerato rispetto ad altre formulazioni".

Sul fronte dell’innovazione tecnologica, è stato inoltre evidenziato il ruolo delle nuove soluzioni farmaceutiche sviluppate per semplificare l’assunzione della vitamina D e migliorare la compliance terapeutica nei pazienti con patologie croniche. Come ha sottolineato Giuseppe Celiberti, CEO di IBSA Italia, "quello che abbiamo fatto in questa area terapeutica è applicare le nostre tecnologie, in particolare la tecnologia Filmtech e la Softgel, alla supplementazione della vitamina D farmaco. È molto importante perché tante persone hanno bisogno di assumere questa terapia tutti i giorni nel modo più semplice e più ottimale possibile e la nostra tecnologia aiuta ad aumentare la compliance alla terapia".

Celiberti ha inoltre richiamato il valore della ricerca e della collaborazione con il mondo accademico, evidenziando come "è una tecnologia tutta made in Italy, sviluppata insieme all’Università di Milano e industrializzata qui in Italia: un bell’esempio di made in Italy applicato a un’area molto importante come quella dell’osteoporosi".



credit photo: Freepik

TAG: OSTEOPOROSI, OSTEOPOROSI POSTMENOPAUSALE, INTEGRATORI ALIMENTARI, CARENZA DI VITAMINA D, IBSA ITALY

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