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04 Febbraio 2020

Coronavirus, da Ministero indicazioni per operatori a contatto con pubblico. Le tutele per i dipendenti


Coronavirus, le indicazioni del Ministero per chi lavora in esercizi e servizi a contatto con il pubblico, come i farmacisti, su come proteggere sé stessi e i pazienti

Il Coronavirus sta sollevando preoccupazione e soprattutto chi lavora in esercizi e servizi a contatto con il pubblico si domanda come fare per proteggere se stesso e, nel caso del datore di lavoro, i propri dipendenti. A maggior ragione se lo chiede chi, come il farmacista, viene a contatto con una popolazione che può presentare sintomatologie varie, anche laddove non presti assistenza diretta a pazienti. Proprio per fare un quadro sulle indicazioni operative - sia relativamente alle misure di protezione, riferiti all'attuale situazione epidemiologica e di rischio, sia agli step da mettere in atto nel caso si entri in contatto con casi sospetti - il Ministero della Salute ha emanato una nuova circolare. Ecco i contenuti.

Le indicazioni del Ministero

Modalità di trasmissione: «La via più frequentemente riportata» si legge «è quella a seguito di contatti stretti e prolungati da persona a persona. Ulteriori studi sono in corso».
Per altro, come riferisce l'Iss e il Situation Report del primo febbraio dell'Oms, «sulla base dei dati al momento disponibili, l'Oms ribadisce che il contatto con i casi sintomatici (persone che hanno contratto l'infezione e hanno già manifestato i sintomi della malattia) è il motore principale della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV. L'Oms è a conoscenza di una possibile trasmissione del virus da persone infette ma ancora asintomatiche e ne sottolinea la rarità. In base a quanto già noto sui coronavirus (ad es. Mers-CoV), sappiamo infatti che l'infezione asintomatica potrebbe essere rara e che la trasmissione del virus da casi asintomatici è molto rara. Sulla base di questi dati, l'OMS conclude che la trasmissione da casi asintomatici probabilmente non è uno dei motori principali della trasmissione del nuovo coronavirus 2019-nCoV».

Sintomatologia: «I sintomi più comuni sono febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie. Le informazioni attualmente disponibili suggeriscono che il virus possa causare sia una forma lieve, simil-influenzale, sia una forma più grave di malattia».

Diffusione in Europa: «Come riportato dal Centro Europeo per il Controllo delle Malattie, la probabilità di osservare casi a seguito di trasmissione interumana all'interno dell'Unione Europea è stimata da molto bassa a bassa, se i casi vengono identificati tempestivamente e gestiti in maniera appropriata. La probabilità di osservare casi in soggetti di qualsiasi nazionalità provenienti dalla Provincia Cinese di Hubei è stimata alta, mentre è moderata per le altre province cinesi.
Presso il Ministero della salute è attivo un tavolo permanente con le Regioni per il monitoraggio continuo della situazione; sono in atto tutte le procedure per l'identificazione tempestiva e la gestione appropriata di casi sospetti, con procedure omogenee su tutto il territorio nazionale».

Bollettino Oms: Secondo l'ultimo aggiornamento del 2 febbraio, sono 14.557 i casi confermati segnalati, i decessi 304 e i Paesi coinvolti 23 (nessun nuovo Paese segnalato).

Dipendenti da tutelare: A ogni modo, le indicazioni operative sono rivolte «a chi è a contatto con il pubblico». Per quanto riguarda i dipendenti, scrive il Ministero, «la responsabilità di tutelarli dal rischio biologico eÌ in capo al datore di lavoro, con la collaborazione del medico competente». Per altro, le «misure devono tener conto della situazione di rischio», per ora «caratterizzata in Italia dall'assenza di circolazione del virus».

Misure di prevenzione generiche: «ad esclusione degli operatori sanitari», di chi presta assistenza ai pazienti, «si ritiene sufficiente adottare le comuni misure preventive della diffusione delle malattie trasmesse per via respiratoria, e in particolare:
- lavarsi frequentemente le mani;
- porre attenzione all'igiene delle superfici;
- evitare i contratti stretti e protratti con persone con sintomi simili influenzali;
- adottare ogni ulteriore misura di prevenzione dettata dal datore di lavoro».

Definizione di casi a rischio: «Sono solo coloro che hanno avuto contatti ravvicinati e protratti con gli ammalati».

Le indicazioni operative per i casi sospetti. Se, nel corso dell'attività lavorativa, si viene a contatto con casi sospetti, «si provvederà — direttamente o nel rispetto di indicazioni fornite dall'azienda — a contattare i servizi sanitari segnalando che si tratta di caso sospetto per nCoV.
Nell'attesa dell'arrivo dei sanitari, occorre:
- evitare contatti ravvicinati con la persona malata;
- se disponibile, fornirla di una maschera di tipo chirurgico;
- lavarsi accuratamente le mani. Prestare particolare attenzione alle superfici corporee che sono venute eventualmente in contatto con i fluidi (secrezioni respiratorie, urine, feci) del malato;
- far eliminare in sacchetto impermeabile, direttamente dal paziente, i fazzoletti di carta utilizzati. Il sacchetto sarà smaltito insieme ai materiali infetti prodottisi durante le attività sanitarie del personale di soccorso».

Proteggere anche gli altri. Oltre a proteggere se stessi, l'Oms sottolinea anche l'importanza di proteggere gli altri da eventuali contagi. Di seguito alcuni dei consigli da alcune infografiche dell'Oms:
- Lavare le mani dopo aver tossito o starnutito; dopo che si è prestato assistenza a una persona ammalata; prima, durante e dopo aver preparato da mangiare; dopo aver mangiato; quando si gestiscono animali.
- Quando si tossiste o starnutisce, coprire la bocca e il naso con il braccio ripiegato o un fazzoletto. Buttare immediatamente in un contenitore per la spazzatura chiuso il fazzoletto usato. Lavare le mani con soluzioni disinfettanti o acqua e sapone, fregando bene, dopo aver tossito e starnutito e quando ci si prende cura di un ammalato.
- Evitare contatti stretti con altri, quando si ha raffreddore e febbre.

Uso della mascherina. Sul sito dell'Iss, è presente una infografica sull'uso della mascherina, che indica le situazioni in cui è appropriato indossarla.
- , se hai sintomi di malattie respiratorie, come tosse e difficoltà respiratorie;
- , se stai prestando assistenza a persone con sintomi di malattie respiratorie;
- , se sei un operatore sanitario e assisti persone con sintomi di malattie respiratorie;
- Non è invece necessaria per la popolazione generale in assenza di malattie respiratorie.

Si ricorda che «ulteriori informazioni operative possono essere ottenute attraverso le autorità Sanitarie regionali o il numero verde del Ministero della salute, 1500».

Francesca Giani

TAG: FARMACISTI, VIRUS, MINISTERO DELLA SALUTE, FARMACISTA, VIRUS CINESE, CORONAVIRUS

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