Covid-19. In Puglia farmacisti chiedono a Regione di operare condizione di sicurezza
I farmacisti pugliesi, per restare sul campo, chiedono tamponi e mascherine respiratorie per proteggersi dal rischio contagio per tutti i colleghi e i loro collaboratori
I farmacisti della Puglia chiedono tamponi orofaringei e mascherine respiratorie per proteggersi dal rischio contagio, per tutti i colleghi e i loro collaboratori: "per restare sul campo, al servizio della comunità, è necessario operare in condizione di sicurezza fisica e senza traumi psicologici". A chiederlo è la Consulta regionale degli Ordini dei Farmacisti della Puglia al presidente della giunta regionale, Michele Emiliano, in merito all'emergenza sanitaria per la pandemia da Covid-19.
Garantire il diritto di proteggersi dal contagio
I presidenti degli Ordini provinciali nei giorni scorsi, si apprende da una nota stampa, hanno ricevuto rassicurazioni dal direttore di dipartimento per la Salute, Vito Montanaro, e ora rivolgono a Emiliano un accorato appello "affinché anche ai farmacisti pugliesi operanti nelle farmacie di comunità, negli ospedali e nelle parafarmacie, e ai loro collaboratori, possa essere garantito il diritto di proteggersi dal contagio, tenuto conto che essi operano in una evidente condizione di sovraesposizione al rischio". I presidenti degli Ordini dei Farmacisti pugliesi, Luigi d'Ambrosio Lettieri (Bari e Bat), Antonio Maria Di Noi (Brindisi), Alfonso Bevere (Foggia), Domenico Di Tolla (Lecce) e Francesco Settembrini (Taranto) invocano rassicurazioni da parte del presidente considerato l'annuncio dell'arrivo imminente di ingenti quantità di dispositivi di protezione.
L'Appello al presidente Michele Emiliano
"Per restare sul campo, al servizio della comunità, come fanno ogni giorno, con coraggio, con generosità e con competenza - sottolineano - è necessario operare in condizione di sicurezza fisica e senza traumi psicologici. Si renda conto, Presidente - scrive la Consulta nella lettera - che le farmacie di comunità sono rimaste l'unico presidio sanitario del territorio e ad esse si rivolge la gente comune per avere risposte e conforto ai propri bisogni di salute e alle proprie ansie. Se un farmacista o un suo collaboratore restano contagiati, una luce si spegne e, con essa, anche la speranza di un presidio sanitario che dà sicurezza e garantisce un servizio fondamentale". I farmacisti chiedono, inoltre, a Emiliano di valutare "la possibilità di sottoporre i farmacisti e i loro collaboratori a uno screening con tampone orofaringeo. L'estensione del test con tampone a tutti i medici e sanitari - precisa la Consulta - anche se asintomatici dopo aver avuto contatti a rischio, per rilevare la positività al coronavirus, è un espresso invito dell'Oms che sollecita le competenti Autorità ad operare in tal senso".
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A cura di Redazione Farmacista33
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