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Farmacisti

16 Ottobre 2020

Strategia farmaceutica in agenda sanitaria Ue: riportare produzione farmaci in Europa. Focus su vaccini

di Lucia Sardi


Manca poco alla presentazione completa dell'agenda sanitaria quinquennale dell'Unione europea, tra gli obiettivi la strategia farmaceutica per riportare la produzione di farmaci nell'Unione

Manca poco alla presentazione completa dell'agenda sanitaria quinquennale dell'Unione Europea, che dovrebbe essere presentata nella sua completezza entro fine anno. Sotto la lente di ingrandimento la tanto attesa strategia farmaceutica per l'Europa che ha come principale obiettivo, anche alla luce della pandemia da coronavirus, di riportare la produzione di farmaci nell'Unione. Anche prima della nomina formale di Stella Kyriakides a Commissario per la salute, la strategia farmaceutica era elencata come una mission di priorità assoluta. Al commissario cipriota è stato originariamente chiesto di fornire una serie di misure per affrontare questioni come l'ineguaglianza di accesso ai farmaci, una soluzione ai prezzi inaccessibili e l'allineamento dell'innovazione con le esigenze di salute pubblica. Tuttavia, la crisi procurata dalla epidemia ha messo in luce alcuni difetti nei sistemi sanitari europei fra cui, uno dei più importanti, la carenza di farmaci causata da un eccessivo affidamento sulla produzione alle regioni asiatiche.

Soluzioni per ridurre la dipendenza dai paesi non Ue

Esistono diverse soluzioni per ridurre la dipendenza dai paesi non Ue e la Commissione dovrà decidere su cosa concentrarsi. Le possibili azioni vanno dallo stoccaggio preventivo di farmaci strategici alla diversificazione dell'offerta, compreso il trasferimento della produzione di farmaci in Europa. Altre alternative disponibili includono forme di incentivazione di produzione per determinati prodotti, come gli antibiotici (per lo più creati o trasformati in Cina) o l'indicazione di origine obbligatoria per le sostanze attive (Api) contenute nei medicinali, al fine di migliorarne la trasparenza. Nelle risposte finora inviate alla Commissione, emergono due diversi approcci, con i governi dell'Ue che spingono per ridisegnare la produzione, mentre è più probabile che l'industria aumenti la capacità delle infrastrutture esistenti, al fine di aumentare la disponibilità dei medicinali per la popolazione. Per quel che riguarda la produzione dei Dpi, altra criticità sorta durante la pandemia in corso, davanti alla commissione per la salute del Parlamento europeo (Envi), il ministro tedesco Jens Spahn ha menzionato pochi giorni fa l'aumento della produzione dell'Ue di medicinali e dispositivi essenziali, come le mascherine facciali, tra le massime priorità dell'attuale presidenza dell'Ue.

L'efficacia delle strategie di vaccinazione e della diffusione dei vaccini

È stata anche presentata la strategia di vaccinazione per tutta l'Unione, in linea con quanto già affermato alla presentazione del 17 giugno. La Commissione europea e gli Stati membri stanno garantendo la produzione di vaccini contro il Covid-19 attraverso accordi preliminari di acquisto con i produttori di vaccini in Europa. Qualsiasi vaccino dovrà essere autorizzato dall'Agenzia europea per i medicinali secondo standard di sicurezza ed efficacia verificati regolarmente. Gli Stati membri dovrebbero ora iniziare ad elaborare una strategia di vaccinazione comune per la diffusione dei vaccini. Tutti gli Stati membri avranno contemporaneamente accesso ai vaccini contro il coronavirus in base al numero di abitanti. Durante le fasi iniziali di diffusione e prima che la produzione possa essere incrementata, il numero complessivo di dosi di vaccino sarà limitato.
La commissione ha fornito pertanto esempi di gruppi prioritari (non elencati in ordine di priorità) che i paesi dovrebbero prendere in considerazione quando i vaccini contro la Covid-19 saranno disponibili, tra cui:
• operatori sanitari e delle strutture di assistenza a lungo termine;
• persone di età superiore a 60 anni;
• persone particolarmente a rischio a causa delle loro condizioni di salute;
• lavoratori essenziali;
•persone impossibilitate a osservare il distanziamento sociale;
•gruppi socioeconomici più svantaggiati.

In tutto questo gli Stati membri dovrebbero garantire:
• la capacità dei servizi di vaccinazione di somministrare i vaccini per il Covid-19, anche in termini di forza lavoro qualificata e di dispositivi medici e di protezione;
• un accesso ai vaccini agevole e dal costo contenuto per le popolazioni destinatarie;
• la diffusione di vaccini con caratteristiche ed esigenze di stoccaggio e trasporto diverse, in particolare in termini di catena del freddo, capacità di trasporto refrigerato e capacità di stoccaggio;
•una comunicazione chiara sui benefici, i rischi e l'importanza dei vaccini contro il Covid-19 per rafforzare la fiducia dei cittadini.

In attesa dell'arrivo di vaccini approvati contro il coronavirus (le istituzioni europee sperano entro la prima metà del prossimo anno) e salvaguardando nel contempo la continuità di altri tipi di servizi e programmi essenziali di assistenza sanitaria e di sanità pubblica, l'Ue avrà il compito di contenere la trasmissione del virus. Tale obiettivo può essere conseguito tramite la protezione dei gruppi vulnerabili e assicurandosi che i cittadini aderiscano alle misure di sanità pubblica. Fino a quel momento, e molto probabilmente anche durante le prime fasi di introduzione della vaccinazione, le misure di mitigazione, quali il distanziamento fisico, la chiusura dei luoghi pubblici e la sicurezza dell'ambiente di lavoro, continueranno a essere il principale strumento di sanità pubblica per il controllo e la gestione dei focolai.

Cristoforo Zervos

TAG: EUROPA, UNIONE EUROPEA, SETTORE FARMACEUTICO, AZIENDE FARMACEUTICHE

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