Diabete, con gestione glicemia guidata da farmacisti la malattia resta stabile
La gestione del livello di glicemia guidata dal farmacista nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 ha portato alla stabilizzazione dei livelli di glucosio nel sangue
La gestione del livello di glicemia guidata dal farmacista nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 (DMT2), con risorse insufficienti e in aree territoriali svantaggiate, ha portato alla stabilizzazione dei livelli di glucosio nel sangue. Lo evidenzia un nuovo studio statunitense, commentato dalla rivista specializzata Pharmacytimes, e per gli autori questo significa che una stretta collaborazione tra farmacia di comunità territoriale e servizi sanitari pubblici può aiutare i pazienti a gestire le malattie croniche, migliorare la salute generale ed evitare crisi sanitarie.
Da peggioramento diabete complicazioni e comorbidità
In America, più dell'11% degli adulti americani ha il diabete, con un totale annuo stimato di 327 miliardi di dollari spesi per spese mediche e perdita di produttività lavorativa correlata alla malattia (In Italia, in base ai dati ISTAT, nel 2020 si stima una prevalenza del diabete pari al 5,9%, oltre 3,5 milioni di persone, con una tendenza in lento aumento. La prevalenza aumenta fino al 21% tra le persone ultrasettantacinquenni). Negli Stati Uniti il diabete colpisce in modo sproporzionato le persone di basso status socioeconomico e coloro che fanno parte di minoranze razziali. Il diabete mellito di tipo 2 (DMT2) può portare a ulteriori complicazioni, tra cui malattie cardiache, malattie renali croniche, ipertensione, danni ai nervi e glaucoma. A gennaio di quest'anno, Health Promotion Practice (rivista di salute statunitense peer-review che copre il campo della salute pubblica) ha pubblicato uno studio che ha esaminato l'impatto di un approccio guidato dal farmacista alla gestione del diabete in una farmacia di beneficenza indipendente.
Dai farmacisti supporto per terapia e monitoraggio glicemico
I farmacisti hanno fornito la gestione della terapia farmacologica (MTM) e migliorato la comunicazione tra il farmacista e i fornitori di cure primarie (PCP). I ricercatori hanno scoperto che una partnership tra i servizi comunitari e quelli sanitari può aiutare i pazienti con risorse insufficienti a gestire il diabete e stabilizzare i livelli di glucosio nel sangue. Il controllo del diabete viene spesso valutato attraverso l'emoglobina A1C (HbA1C), una media dei livelli di glucosio nel sangue nell'arco di 2-3 mesi. I livelli di HbA1C richiedono un prelievo di sangue e sono relativamente costosi. In alternativa, anche se meno affidabili, i livelli di glucosio nel sangue possono essere ottenuti utilizzando un esame dal polpastrello del paziente e impiegano meno di 1 minuto. Data la popolazione, i ricercatori hanno ritenuto l'esame dal polpastrello più realistico per soggetti meno abbienti che accedono a una farmacia indipendente. In sintesi, il partenariato tra comunità territoriale e servizi sanitari includeva: una farmacia di beneficenza indipendente, un medico di base presso un centro sanitario qualificato a livello federale (FQHC), studenti di farmacia, ricercatori sanitari e altri membri della comunità. I risultati hanno mostrato l'impatto di un gruppo multidisciplinare sul territorio nell'affrontare le disparità di salute e nella gestione del diabete. Gli autori hanno dimostrato che la gestione della terapia farmacologica (MTM) guidata dal farmacista ha aiutato i pazienti a gestire la glicemia in modo più efficace. Ciò è stato osservato attraverso la relativa stabilizzazione dei livelli casuali di glucosio nel sangue durante lo studio. L'analisi ha visto la partecipazione di 8 soggetti con livelli di glicemia pericolosamente alti superiori a 350. Inoltre, secondo i ricercatori i controlli di routine della glicemia in farmacia potrebbero avere risultati salvavita e ridurre la necessità di costose visite al pronto soccorso. Dai risultati si sono anche evidenziate alcune lacune di comunicazione tra medici di base e farmacisti nel servizio al paziente. Tuttavia, la condivisione dei risultati dello studio con l'FQHC ha comportato cambiamenti nel flusso di lavoro e nelle procedure operative standard sia presso la farmacia che presso il centro sanitario federale, stabilendo una comunicazione specifica nei confronti del medico (telefonata, fax, SMS) da parte del farmacista e dello staff.
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A cura di Redazione Farmacista33
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