Europa
07 Settembre 2023 L’Aggiornamento epidemiologico sulla trasmissione del Covid-19 e varianti SARS-CoV-2 in Europa dell’Ecdc suggerisce di proseguire monitoraggio

Nelle ultime settimane la trasmissione di Sars-CoV-2 in Europa è in aumento rispetto a livelli precedenti molto bassi un effetto dovuto a grandi raduni e viaggi durante le vacanze estive. Il virus ha mantenuto la sua capacità di acquisire mutazioni che facilitano la sua continua circolazione in momenti imprevedibili durante tutto l'anno. Gli sforzi di vaccinazione dovrebbero concentrarsi sulla protezione delle persone a rischio di progressione a malattie gravi, per esempio le persone di età superiore ai 60 anni e altre persone vulnerabili indipendentemente dall'età. Questi i messaggi comunicati oggi dall’Ecdc in un aggiornamento epidemiologico sul Covid-19 e varianti del Sars-CoV-2 in Europa.
I dati aggiornati su Pirola e Eris: in calo completezza e tempestività dei dati
I dati aggregati provenienti da sistemi di sorveglianza di 24 paesi, spiega il paper, “mostrano un aumento del tasso di casi, anche se con una crescita molto limitata. L'entità dell'aumento osservato è di gran lunga inferiore ai picchi epidemici precedenti, ma queste informazioni dovrebbero essere interpretate tenendo conto dei cambiamenti nelle strategie di testing nei vari paesi, insieme a una notevole riduzione del numero di test effettuati rispetto ad altri periodi epidemici”. Gli aumenti osservati di recente nella trasmissione del virus, spiega il documento, hanno coinciso con l'emergere e il successivo dominio di un gruppo di varianti simili a XBB.1.5 (variante Eris, ndr.). Ad agosto 2023 sono state segnalate sporadiche rilevazioni della variante BA.2.86 (variante Pirola, ndr.) ma “completezza e tempestività dei dati epidemiologici e virologici sulla sorveglianza della Covid-19 sono diminuiti significativamente nell'ultimo anno. “L'emergere di BA.2.86 sottolinea l'importanza di continuare a vigilare per il Sars-CoV-2 rafforzando i sistemi di sorveglianza rappresentativi nell'assistenza primaria e secondaria per individuare le tendenze nella trasmissione della Covid-19 e nelle malattie gravi”.
In Europa “14 paesi hanno osservato aumenti dei tassi di casi tra le persone di età pari o superiore a 65 anni e 16 hanno osservato aumenti nei tassi di casi tra le persone di età pari o superiore a 80 anni. Poiché questi gruppi di età hanno il più alto rischio di malattie gravi, questi dati evidenziano l'importanza di continuare a monitorare la malattia e proteggere le fasce di età più anziane”.
Ecdc: proteggere i soggetti fragili. Gemmato: non generare allarmismo
«Attualmente, non ci sono prove che suggeriscano che l’infezione con una delle varianti emergenti sia associata a una malattia più grave o a una riduzione dell’efficacia del vaccino rispetto ad altre varianti attualmente circolanti- ha dichiarato la direttrice del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Andrea Ammon. - Gli individui più anziani e quelli con patologie concomitanti restano più esposti al rischio di malattia grave se infettati, quindi, i programmi di vaccinazione autunnale dovrebbero dare priorità alle persone di età superiore ai 60 anni e altri gruppi vulnerabili».
«Ci avviciniamo all’autunno con razionalità - ha dichiarato all’Ansa il sottosegretario alla salute Marcello Gemmato. - Dobbiamo monitorare l’occupazione di posti nei reparti ordinari e di terapia intensiva, evitare inutili allarmismi e verificare l’incidenza. Così non generiamo allarmismo e abbiamo un approccio corretto nei confronti di una pandemia che l’Oms ci dice esser stata superata. Oggi finalmente – ha aggiunto – la pandemia non c’è più e ci deve essere un approccio puntuale, razionale e senza isterismi che veda il servizio sanitario prendere in carico il Covid come una delle tante malattie che possono colpire la popolazione».
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